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05.09.2018
Isola 15 e bonifica delle acque di falda. Syndial lascia ancora a desiderare

Delibera di Giunta con la quale si esprime parere contrario al progetto di bonifica dell’isola 15, così come avanzato dalla Syndial.
 

E’ un atto forte e che non lascia margini ad interpretazioni, la delibera di Giunta di martedì 3 settembre 2018 circa il progetto operativo di bonifica dei terreni insaturi dell’isola 15 e l’ottimizzazione della bonifica della falda (per maggiore chiarezza, ci riferiamo alla zona ex EniChem). Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha chiesto alle Amministrazioni interessate di fornire il proprio parere in relazione al progetto di bonifica dell’isola 15 e sulla variante al progetto definitivo di bonifica delle acque di falda e l’ampliamento dell’impianto TAF (trattamento acque di falda) proposto da Syndial.

La Giunta comunale ha fatto propria la relazione istruttoria svolta dal dirigente del Settore Ambiente, Antonello Antonicelli, con la quale “si esprime parere contrario al progetto operativo di bonifica dell’isola 15, di proprietà Syndial” e “si rappresenta l’impossibilità di esprimere un parere circa la bonifica della falda” perché “la società non fornisce una stima dei tempi necessari per il suo completamento, non consentendo l’esercizio del controllo su quanto approvato da parte degli Enti preposti”. La delibera di Giunta comunale è stata trasmessa al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ribadendo la richiesta di rimozione dei terreni insaturi contaminati.

L’Amministrazione aveva chiesto, il 21 maggio scorso, nell’ambito della conferenza di servizi semplificata e asincrona, una serie di integrazioni documentali alla Syndial. Il riscontro ottenuto dalla società “non fornisce evidenze analitiche e scientifiche, né la richiesta di caratterizzazione del materiale. Inoltre, allo stato delle conoscenze - rileva l’ingegnere Antonello Antonicelli - non è possibile classificare il terreno insaturo contaminato dell’isola 15 quale fondo naturale, materiale di riporto o rifiuto. Non si conoscono le limitazioni di uso del suolo cui l’area sarà sottoposta e non si possono escludere impatti negativi in caso di riutilizzo dei suoli interessati dall’intervento, in particolare in ipotesi di reindustrializzazione dell’area, ipotesi peraltro realistica alla luce di quanto dichiarato dalla stessa Syndial in ordine alla presenza di terzi sulle aree”.

“Il lavoro di squadra – commenta l’assessora Starace - con il sindaco Riccardi, impegnato da tempo per la bonifica del SIN (Sito d’Interesse Nazionale, NdR) di Manfredonia, è arricchito dal dirigente Antonicelli, che ringrazio ed al quale do atto, oltre che della propria competenza, della passione con cui ha affrontato e continua a seguire la questione, preoccupandosi di quelle che sarebbero le ricadute per la nostra comunità”.

La nostra Amministrazione, tra l’altro, aveva già espresso la propria contrarietà all’ipotesi di tombamento dei terreni insaturi contaminati, nell’ambito della conferenza dei servizi del 22 marzo 2017 per interventi analoghi, preferendo anche in quell’occasione “ipotesi di rimozione integrale dei terreni contaminati, al fine di eliminare la fonte stessa della contaminazione ed assicurare un maggior livello di tutela dell’ambiente e della salute, in particolare in ipotesi di reindustrializzazione dell’area”. Da ciò, ovviamente, si originano i pareri di motivato dissenso espressi anche in questa occasione.

“Nel 2017 il Ministero – puntualizza il sindaco, Angelo Riccardi - non aveva tenuto conto delle nostre richieste e aveva approvato le proposte di tombamento avanzate da Syndial. Auspichiamo che questa volta, invece, il Ministero dell’Ambiente tenga nel debito conto le richieste avanzate dal nostro Comune e ci auguriamo, al contempo, che Syndial si assuma le proprie responsabilità e si decida a mettere in campo tutte le risorse necessarie per rimuovere ogni tipo di inquinamento sul sito in oggetto”.

 

Matteo Fidanza
Ufficio Stampa - Città di Manfredonia

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