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06.03.2018
“Un nuovo inizio comincia con la sfida all'indifferenza”

Oggi, 6 marzo 2018, prima celebrazione nazionale della Giornata dei Giusti dell’Umanità. Per salvare il mondo, serve salvare l’umanità che c’è in noi.
 

E’ passata del tutto in sordina, o quasi, la celebrazione odierna, per la prima volta nella storia della nostra Repubblica, della Giornata dei Giusti dell’Umanità. La legge approvata dalla commissione Affari costituzionali del Senato, nel dicembre scorso, spiega che è stata istituita “per onorare tutti coloro che si sono distinti per proteggere e salvare le persone perseguitate da regimi totalitari per ragioni religiose, razziali, politiche”. L’Italia, tra l’altro, è il primo Paese ad aderire ufficialmente alla Giornata europea dei Giusti, istituita nel 2012 dal Parlamento europeo, in accoglienza dell’appello che era stato lanciato dall’associazione Gariwo (acronimo di Gardens of the righteous worldwide).

Un nuovo inizio comincia con la sfida all’indifferenza”, è scritto nella Carta delle responsabilità 2017, elaborata dall’associazione Gariwo: un documento dalla spiccata valenza etica e antropologica, che affronta i temi più urgenti e scottanti dei nostri tempi: i migranti, i muri, il razzismo, i rischi per la democrazia, l’antisemitismo, la cultura dell’odio, il terrorismo, la rassegnazione di fronte alle prevaricazioni.

La definizione di ‘Giusto’ ha radici nella cultura ebraica e nei suoi testi sacri, dove viene ricordato che “salvare una vita è salvare il mondo intero”. Per salvare il mondo, quindi, dobbiamo innanzitutto pensare a salvare l’umanità che c’è in noi; dobbiamo riconoscere l’altro, il prossimo, il diverso da noi, come nostro simile, come essere umano. ‘Giusti’ sono coloro che, per esempio, nel corso di genocidi e omicidi di massa, hanno difeso la dignità e salvato vite umane anche a rischio della propria. Il termine fu applicato per la prima volta in Israele, riferendosi alle persone che salvarono gli ebrei durante la persecuzione nazista in Europa.

“Sono sicuramente numerose le vicende che interessano persone – commenta il sindaco, Angelo Riccardi - che scelgono di fare scelte coraggiose di bene ma, spesso, di questi eroi silenziosi si sa davvero poco o, addirittura, nulla. Il giusto non è un santo, non è un eroe, ma si oppone a un male. I giusti non si adoperano perché vogliono salvare il mondo, ma agiscono perché è giusto farlo, con coraggio e, spesso in solitaria. L’Amministrazione comunale sostiene convintamente questa Giornata, in un momento storico tale che nazionalismi, razzismi e terrorismo possono essere bilanciati solo da dialogo, pace e inclusione”.

Le figure dei Giusti ci ricordano, dunque, che chiunque è libero di dire di no e di opporsi alla violenza, aiutando gli altri esseri umani. Come fece Gino Bartali. Già, il noto ciclista può essere annoverato, a buon titolo, tra i Giusti. Le sue affermazioni sportive non c’entrano, ma è merito dell’aver salvato circa ottocento ebrei dalla deportazione nazista. Bartali, infatti, tra l’autunno del 1944 e l’estate del 1945, percorse in bicicletta più volte la strada da Firenze ad Assisi per ritirare e consegnare personalmente documenti di identità falsi e, così facendo, permettere agli ebrei italiani di espatriare e salvarsi. Una storia così affascinante che verrà proposta stasera, su Rai Storia, alle 20.30. Potrebbe essere uno spunto interessante per far conoscere agli studenti le storie di vita dei Giusti e renderli consapevoli di come ognuno debba ritenersi chiamato in causa, in ogni tempo e in ogni luogo, contro l’ingiustizia, a favore della dignità e dei diritti umani, in difesa del valore della verità.

 

Matteo Fidanza
Ufficio Stampa - Città di Manfredonia

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