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18.11.2012
Messa in sicurezza della campana di San Domenico

Il ceppo di sostegno della campana grande di 500 chili è uscito dal suo alloggiamento. La messa in sicurezza ad opera del Comune, proprietario della chiesa facente parte dell’ex complesso monastico acquisito con l’editto napoleonico del 1813.


Dopo 141 anni di onorato servizio la campana grande della chiesa San Domenico, che domina con il loggiato di quello che è stato il convento domenicano divenuto poi sede del Municipio di Manfredonia, ha dato segni di cedimento. L’usura del tempo certamente, ma anche la complicità della negligenza dell’uomo nonché probabilmente di qualche scossetta di terremoto. Fatto sta che un capo del ceppo di sostegno della campana pesante 500 chili si è leggermente sfilato dalla parete della nicchia nella quale è installata e la campana si è quindi inclinata.

Una situazione di incipiente precarietà, presa in considerazione dai tecnici del Comune che, nei giorni scorsi, hanno provveduto a mettere in sicurezza il campanile ospitante, oltre alla campana grande, una seconda più piccola. Un campanile posteriore alla ricostruzione della chiesa avvenuta dopo la sua distruzione ad opera dei Turchi nel sacco della città (1620), sulle fondamenta del primitivo tempio eretto alla fine del 1200. Più che un campanile nel senso classico del significato, si tratta di una tozza costruzione giusto per reggere le due campane. E’ stato eretto sulla sommità di quella che era la navata di sinistra dell’antica chiesa a tre navate distrutta. Nella ricostruzione se ne previde solo una, quella attuale: la navata di sinistra con chiari richiami allo stile gotico è ora occupata da un noto locale, mentre l’altra di destra è stata adattata ad ingresso del convento, ora Municipio. Sovrasta l’angusto e breve vicoletto che da Piazza del Popolo immette sulla Piazzetta Mercato. E’ pertanto poco visibile.

La campana porta scritto a rilievo i riferimenti identificativi: “Fusa a spese della Arciconfraternita dei Benedettini nel 1871 sotto il Priorato di Raffaele Attanasio, dalla Ditta Antonio Prandelli di S. Arcangelo Lombardi”.

A provvedere alle opere di messa in sicurezza del campanile e di sistemazione della campana sta provvedendo il Comune in quanto proprietario dell’intero ex complesso monastico, compresa la chiesa. Il Comune di Manfredonia acquisì il convento per regio decreto del 28 aprile 1816, dopo che nel 1813 Gioacchino Murat soppresse tutti gli ordini monastici del Regno di Napoli. La Curia sipontina non chiese mai la restituzione di quel bene, rimasto di proprietà del Comune che, negli anni scorsi, ha regolarizzato l’uso della chiesa da parte della Curia arcivescovile per novantanove anni.

La facciata della chiesa ha subito nel tempo diversi rimaneggiamenti. Ciò che vediamo oggi richiama lo stile gotico ribadito dal grande arco di quella che viene detta Cappella della Maddalena, ma in realtà è l'abside dell’antica chiesa restituita al suo originario splendore col restauro del 2005. Uno scrigno d’arte e di storia trasformato in un splendido museo civico.

 

Ufficio Stampa e Comunicazione - Comune di Manfredonia

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