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15.02.2012
Le vere sembianze del celebre caricaturista sipontino Antonio MANGANARO

Di grande rilevanza l’ultima scoperta di Francesco Granatiero.
Trovato quello che, quasi certamente, può considerarsi l’unico ritratto fotografico oggi esistente del celebre disegnatore satirico Antonio Manganaro.
Non poteva esserci modo migliore per celebrare ancor più degnamente l’80° anniversario della morte del Manganaro, caduto il 13 novembre 2011.
E proprio nel componimento “Resta l’Arte tua” scritto dallo stesso Granatiero in occasione del predetto anniversario (poemetto, pubblicato in questo stesso sito web il 9 dicembre 2011, con commento autorevole e competente di Mauro Giancaspro) ad un certo punto si legge:
     
       Resta l’Arte tua
       ma… non una foto per ricordare le tue vere sembianze.
       Solo autocaricature, anche dopo la morte:
       altro beffardo scherzo della sorte.
       Autocaricature che erano uno spasso!
       Quasi un contrappàsso.

Ed ancora:

      Io, da discreto cattolico credente, credo in un miracolo imminente.

Versi, dunque, alquanto profetici.
Dopo qualche giorno dalla pubblicazione del predetto componimento, qualcuno pubblica in un noto sito web multilingue, in cui gli iscritti possono condividere immagini personali, alcune foto d’epoca, dei primi del Novecento.
Fra esse il nostro  “impiegato-caricaturista” (come, a volte, ama definirsi Francesco Granatiero) riesce prontamente ad individuare quella raffigurante un anziano signore, alquanto distinto, con lunghi baffi ed una folta barba a due punte.
La foto in questione risulta di proprietà di Vincenzo Lerro.
Dalla Lombardia fino alla Campania – pensa simpaticamente fra sé a questo punto Granatiero - ci sono minimo una decina di persone con questo nome.
Tuttavia Francesco, con la consueta tenacia e determinazione, risale (dopo qualche giorno) all’Architetto Vincenzo Lerro di Teano (CE).
Sì, proprio Teano: quel celeberrimo luogo simbolo del Risorgimento Italiano, così caro anche al risaputo patriota Manganaro.
Ed alla fine è stato proprio l’Architetto in questione, grande appassionato di fotografia, che, su espressa richiesta del Granatiero, ha prontamente e generosamente concesso le seguenti scansioni del rarissimo ritratto:

   

L’artistica foto fu eseguita in Napoli, dal noto fotografo partenopeo Alfredo Pesce, il 18 ottobre del 1914.
Il ritratto fotografico è corredato di una ironica dedica dello stesso Manganaro, scritta in occasione delle sue nozze d’oro con Luisa Mazzaro.
Il testo inizia con l’elencazione delle sue più alte onorificenze ossia Cav. Uff. (Cavaliere Ufficiale). 
Il ritratto, particolarmente bello e decorativo, non poteva sfuggire all’occhio attento dell’Arch. Lerro.
La foto, difficile a credersi, era in vendita in un mercatino di Napoli, sui cui banchi, come ben si sa, si trovano... più cose vecchie che nuove.
E pensare che Granatiero, negli anni, ha inviato richieste d’informazioni circa immagini del Manganaro a vari importanti archivi fotografici italiani, con risposta ogni volta negativa!
L’Arch. Lerro sapeva di trovarsi di fronte alla foto di una eminente personalità, ma confessa di aver più e meglio compreso la grandezza del Manganaro solo dopo aver letto la cortese e dettagliata lettera con cui Granatiero, facendo riferimento alle sue intense ed appassionate ricerche sul Manganaro e sulle sue pregevoli opere, gli domandava ragguagli sulla foto pubblicata.

“Un notevole contributo alla Storia della Satira e, in parte, a quella della nostra Città”. Questo il giudizio del Sindaco, Angelo Riccardi, sull’ultima importante scoperta di Granatiero.
“Il Manganaro - troppo spesso dimenticato dal luogo natìo e… non solo – è stato, senza alcun dubbio, fra i caricaturisti più geniali del Risorgimento. A Francesco Granatiero ed all’Arch. Vincenzo Lerro vanno, dunque, i miei più vivi e sinceri sentimenti di ammirazione e gratitudine per aver saputo coniugare - come pochi - amore per l’Arte e passione civile”.

E conclude l’autore della scoperta, Francesco Granatiero: “E’ davvero molto emozionante vedere le vere sembianze di quello che è – per dirla col Giancaspro – fra i miei più cari padri putativi del disegno e dell’ironia. Ringrazio, di vero cuore, l’Architetto Vincenzo Lerro per questo suo meraviglioso dono, fatto a me, alla Città di Manfredonia, alla Storia del Risorgimento del Merdione d’Italia ed alla Storia della Satira ”.

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