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01.02.2010
Inaugurato il LUC

Una folla straripante ha accolto il presidente Vendola, l’arcivescovo Castoro, il sindaco Campo, il cantautore Vecchioni e le altre personalità presenti – Tutti concordi nel definire il LUC “laboratorio del futuro”

 
(Roberto Vecchioni tra la folla)

 
(Il taglio del nastro)

 
(Il LUC di sera)

 
(un momento della inaugurazione)


L’aspetto più evidente che ha caratterizzato la inaugurazione del Laboratorio culturale urbano, in acronimo LUC, è stata la folla che ha gremito fin sul marciapiede esterno, il grande padiglione che accoglie la nuova ed importante struttura sociale, adagiata sulle rive del porto al cospetto del mare che guarda oltre l’orizzonte. Una straordinaria cornice di gente tra cui si sono mescolati come a rimarcare di farne parte integrante, Nichi Vendola presidente della Regione Puglia, mons. Michele Castoro arcivescovo di Manfredonia, Roberto Vecchioni cantautore e storico della musica, Paolo Campo sindaco della città, e ancora tra gli altri l’on. Michele Bordo, ll’assessore regionale Elena Gentile, i consiglieri regionali Angelo Riccardi e Franco Ognissanti, il commissario del Parco del Gargano Giandiego Gatta, gli assessori Paolo Cascavilla e Antonio Prencipe e, fra la schiera di giovani, i dodici che fanno parte della cooperativa “Pandemia” che aggiudicandosi un bando pubblico emesso dal Comune, gestiranno il LUC.
Una presenza, folla e autorità, che ha giustamente rimarcato la nascita di un presidio di avanzata concezione non solo sociale che rinfocola la speranza e la proietta nel futuro delle nuove generazioni.
“Una speranza cui si è voluto dare il volto – ha spiegato l’assessore alle politiche sociali Paolo Cascavilla – di Peppino Impastato, un eroe moderno che rompendo la morsa della famiglia mafiosa si è aperto alla legalità per la cui affermazione ha lottato fino all’estremo sacrificio della vita: la mafia lo ha infatti ucciso anche in modo truce”.
“Una occasione fondamentale – ha evidenziato il sindaco Campo - per la crescita culturale e sociale, per rimettere in moto un’altra città che sappia affrontare le sfide del mondo che cambia, perché i nostri giovani possano avere e determinate una più compiuta consapevolezza del loro futuro, sperimentando le tecnologie che avanzano, i nuovi linguaggi, scoprire le nuove dimensioni della realtà, per sottrarre insomma i giovani alla solitudine culturale e lanciarli in una costruttiva operosità”.
Una occasione di grande respiro colta grazie ai “Bollenti spiriti”, un progetto di iniziative rivolte ai giovani pugliesi concepito dal presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, per attivare “una politica di avanguardia che consentisse ai nostri giovani di mettere a frutto le grandi potenzialità che dimostrano nei vari campi dell’ingegno troppo spesso mortificate”.
Memore di quando adolescente – ha ricordato Nichi - faceva parte di una band musicale chiamata “La grande baracca” perché si esercitava in un malsano scantinato, ha finanziato nel 170 laboratori destinati ai giovani anche disabili, costruiti in altrettanti centri della Puglia. “Luoghi – ha affermato – ove si costruisce la comunità solidale, consapevole, matura, una alternativa per la pratica dei valori fondamentali del buon vivere”.
Grande apprezzamento e speranza per il futuro dei giovani ha espresso l’arcivescovo Castoro che ha ricordato la felice coincidenza della inaugurazione del LUC con la ricorrenza di San Giovanni Bosco, “il santo dei giovani, inventore dell’oratorio antesignano del moderno Luc, e del metodo preventivo per favorire le inclinazioni positive dei giovani. Il futuro si può costruire – ha auspicato l’arcivescovo – integrando le istituzioni civili con quelle religiose”.
La festa è stata conclusa con un escursus di Roberto Vecchioni sulle opere di Fabrizio De Andrè “uno dei più grandi e straordinari poeti del Novecento” e con una carrellata dei suoi maggiori successi canori.

Ufficio stampa e comunicazioni Comune di Manfredonia


 

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