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05.11.2009
Di terra e di mare

Pratiche di appartenenza a Manfredonia ovvero una ricerca sull’identità dei manfredoniani – Commissionata dall’amministrazione comunale e condotta da un gruppo di ricercatori dell’Università di Foggia, l’indagine vede la luce in questi giorni in un pregevole volume che va ad arricchire le iniziative editoriali del Comune di Manfredonia

Si è fatto riferimento spesso in questi ultimi anni in sede di dibattiti riguardanti problematiche amministrative o culturali in generale, alla “identità” dei manfredoniani intesa sotto un aspetto antropologico culturale ma sopratutto sotto quello più diffuso, impalpabile, contraddittorio che coinvolge e richiama espressioni ed esigenze di vita quotidiana pur proiettate in un futuro ideale. Un  tentativo per superare la disarmante asserzione “ma questa città non la capisco” sulla quale spesso si arenano le discussioni.
Una esigenza di conoscenza e di chiarezza raccolta dall’amministrazione comunale, dal sindaco Paolo Campo in primo luogo, e sostanziata con l’avvio di progetti di studi promossi dal Comune di Manfredonia e condotti da docenti universitari di Foggia e di Bari, che hanno già prodotto cinque volumi editi dal Comune di Manfredonia. A queste opere se ne aggiunge ora un’altra alquanto particolare ed inedita: una indagine sulla identità appunto dei manfredoniani, sul sentimento di appartenenza dei suoi abitanti a Manfredonia. Una esplorazione a tutto campo condotta da un gruppo di ricercatrici dell’Università di Foggia (Francesca Scionti, Rosa Verdone) coordinato da Patrizia Resta, ordinario di Antropologia culturale presso la facoltà di lettere e filosofia dell’Università degli studi di Foggia.
Promossa dall’assessore alle politiche sociali Paolo Cascavilla e voluta dal sindaco Paolo Campo, la corposa e capillare ricerca protrattasi per tre anni, è  pubblicata nel volume “Di Terra e di Mare – Pratiche di appartenenza a Manfredonia” (Armando Editore di Roma, pagine 190) realizzato con i fondi del contratto di ricerca scientifica stipulato tra il Comune di Manfredonia e il Dipartimento di Scienze umane dell’Università degli studi di Foggia.
“Seguendo l’idea degli amministratori della città – spiega Patrizia Resta – la ricerca è stata condotta adottando una prospettiva antropologica i cui risultati siano in grado di influenzare le scelte future, operate al fine di stimolare una maggiore compattezza del tessuto sociale”.
Un lavoro dal quale non si attendevano delle risposte ma piuttosto degli sprazzi di chiarezza su quelle dinamiche che hanno portato alla evoluzione della città e dei suoi abitanti. Le risultanze cui si è pervenuti sono di straordinario interesse, spesso sorprendenti.
“Una città poliedrica – anticipa Resta – capace di accompagnare le strategie volte allo sviluppo industriale, con le più tradizionali vocazioni agricola e marinara. Città che riflette le dinamiche globali in atto, pur conservando quell’aspetto originale, quel senso intimo di sé che la rende, agli occhi dei suoi cittadini, unica e irripetibile. Città liminale a cavallo fra terra e mare, che continuamente riscrive se stessa, attingendo all’una e all’altro, senza mai definirsi nell’una e nell’altro. Città creativa, capace di generare forze contrastive e propulsive, anomiche e cooperanti, individuali e collettive”.

Michele Apollonio
Ufficio stampa e comunicazione Comune di Manfredonia

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