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Proposta di modifica del decentramento e delle forme di partecipazione


Attualmente, disciplinate dallo Statuto comunale della città di Manfredonia (art. 54, 55, 56), sono in funzione dalla fine degli anni settanta cinque circoscrizioni: tre nel centro urbano ( Monticchio, Centro-Scaloria, Croce-Di Vittorio-Siponto) e due al di fuori: Montagna e Borgo Mezzanone.

Mentre i Consigli di Circoscrizione posti fuori del Centro urbano, anche in conseguenza della lontananza da Manfredonia (circa 7 chilometri la frazione Montagna e 35 chilometri Borgo Mezzanone) si presentano ancora oggi necessari e utili, quelli del centro urbano, che svolsero all’inizio un’azione positiva di decentramento burocratico, man mano hanno visto la loro azione divenire sempre più marginale.

Si sono attenuate, infatti, alcune delle ragioni che allora apparvero impellenti e necessarie: il decentramento dei servizi anagrafici e la piccola manutenzione nel quartiere. Oggi la meccanizzazione dei servizi, l’autocertificazione, le procedure informatiche sminuiscono in buona parte i presupposti che portarono alla loro nascita. D’altra parte gli appalti comunali in diversi settori rendono non più proponibile la piccola manutenzione coordinata dai Consigli di Circoscrizione.

Non è però venuta meno l’esigenza della partecipazione, anche se in forme diverse dal passato, soprattutto nelle periferie.

Le periferie di Manfredonia circondano il centro storico e si sono allontanate molto da esso, per via della crescita tumultuosa della città soprattutto negli anni sessanta e settanta.

Si ricorda che la città è passata nel dopoguerra da circa 20 mila abitanti a oltre 31 mila nel 1951 e a oltre 47 abitanti nel 1971, con uno degli incrementi demografici più alti di tutto il Mezzogiorno. In seguito si è attestata intorno ai 58 mila abitanti.

Oggi le periferie possono essere anche ben ordinate e pulite, con sprazzi di verde, ma sono prive di vita, e costituiscono una vera e propria emergenza sociale; d’altra parte il centro storico è congestionato e assorbe tutta la vita sociale, culturale e commerciale della città.

Inoltre, bisogna sottolineare che stiamo vivendo una fase di stanchezza della democrazia, che non comunica più entusiasmo e si manifesta con l’astensionismo del cittadino non solo dalla cabina elettorale, ma dalla vita politica nel senso più ampio. E’ pertanto necessario che le élites cittadine comprendano a pieno i nuovi bisogni della popolazione, diano risposte con maggiore sollecitudine, creino luoghi e momenti di partecipazione.

Alla luce di queste considerazioni appare necessario differenziare le circoscrizioni.

Se è necessario confermare e rafforzare quelle delle frazioni Montagna e Borgo Mezzanone, che si trovano staccate e notevolmente distanziate dal centro urbano, appare pure necessario ripensare gli organismi di decentramento e partecipazione a Manfredonia città.

Nel centro urbano si propone di istituire le Consulte di quartiere, con compiti consultivi e di elaborazione progettuale con enti e soggetti della società civile.

E’ possibile conservare ugualmente come per le due circoscrizioni il numero di dodici componenti (i due quinti dei consiglieri comunali) e provvedere alla nomina da parte del Consiglio comunale o del Sindaco.

Una proposta-base per la discussione potrebbe essere la seguente:
quattro rappresentanti nominati direttamente dal Consiglio comunale (tenendo conto delle pari opportunità, dell’impegno profuso nel quartiere, nell’associazionismo e in attività a favore delle fasce sociali deboli);
quattro designati dalle parrocchie o da altre confessioni religiose, qualora siano presenti nel quartiere;
quattro designati dai consigli di circolo e di istituto presenti nel quartiere, tenendo presenti le varie componenti.

A proposito delle parrocchie, si ricorda che la legge 1 agosto 2003 n. 206 "riconosce e incentiva la funzione educativa e sociale svolta nella comunità locale, mediante le attività di oratorio o attività similari". Il riferimento è non solo alle parrocchie e agli enti ecclesiastici della Chiesa cattolica, ma anche agli enti delle altre confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato un’intesa ai sensi dell’articolo 8, terzo comma, della Costituzione.

E si ricorda altresì che la Regione Puglia nella legge regionale del 25 agosto 2003 n. 17 (Sistema integrato d’interventi e servizi sociali in Puglia) nell’articolo 1 "riconosce la funzione sociale degli oratori e ne sostiene l’attività nell’ambito delle iniziative programmate dal piano regionale socio-assistenziale".

Quale il ruolo, i compiti, le attività di questi nuovi organismi?

Predisporre gli strumenti per la conoscenza dei problemi e dei bisogni del quartiere, e parallelamente organizzare forme di animazione e di partecipazione sociale e politica.

Eventuali fondi potranno essere erogati da parte dell’Ente Locale, anche meglio finalizzando attività che già vengono svolte e finanziate, per progetti riguardanti attività di socializzazione, diffusione dello sport e della solidarietà, promozione sociale e iniziative culturali nel tempo libero al fine di contrastare l’emarginazione e il disagio.

Non si tratta quindi di un organismo di decentramento burocratico, tenuto a svolgere un’opera di piccola amministrazione, ma di un organismo che, oltre a sviluppare la conoscenza, la divulgazione e il coinvolgimento delle Istituzioni sulle problematiche del quartiere, deve coordinare, mettere in rete e sviluppare la cooperazione tra i soggetti che già operano nel quartiere stesso (scuole, parrocchie, associazioni).

Le Consulte di quartiere potrebbero essere quattro: Monticchio, Centro-Scaloria, Croce Di Vittorio, Siponto.

L’eventuale Consulta di Siponto può essere giustificata dalla autonomia di cui ha sempre goduto la borgata, dall’aumento della popolazione e dall’essere un centro molto frequentato nella domenica, in occasione di feste e durante l’estate; inoltre la sistemazione ormai prossima del Lungomare del Sole permetterà una maggiore vitalità e frequentazione della borgata.


Il Sindaco
avv. Francesco Paolo Campo

L'Assessore al Decentramento
prof. Paolo Cascavilla


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La partecipazione dei cittadini è fondamentale nella definizione dei processi decisionali della P.A.
Pertanto si invitano tutti i cittadini ad esprimere la propria opinione sulla proposta di modifica del decentramento e delle forme di partecipazione, scrivendo al seguente indirizzo e-mail: ced@comune.manfredonia.fg.it, oppure contattandoci presso l’Assessorato alle Politiche Sociali – c/o Comune di Manfredonia – Piazza del Popolo,8.

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