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VIVI LA SCUOLA
Progetto per la costruzione di una scuola nel CIAD



studenti del quartiere di Doba dove sorgerą il progetto

Quante volta abbiamo detto o sentito dire che occorre aiutare gli abitanti delle aree sottosviluppate a vivere dignitosamente nel proprio paese d'origine, senza che siano costretti a lunghi e pericolosi "viaggi della speranza"? È un impegno legittimo e condivisibile.

Per questo abbiamo avviato una collaborazione tra Diocesi e Comune, per offrire un aiuto concreto ad uno dei paesi più poveri del continente africano, il Ciad, e proseguire nella strada di impegno e solidarietà già intrapresa da alcune realtà ecclesiali di Manfredonia.

Ecco, dunque, la cooperazione con la Diocesi di Doba e l'idea di costruire una scuola, un plesso autonomo che conterrà tre aule e i relativi servizi. Il costo dell'intera operazione è di 30.000 euro.

L'Arcivescovo ha messo a disposizione 10.000 euro, altri 10,000 il Comune, cifre versate su un conto corrente che potrà essere utilizzato da associazioni, parrocchie, enti, singoli cittadini.

In tal modo, la somma raccolta giungerà, direttamente e senza passaggi intermedi, nel luogo di destinazione.

Siamo sicuri che la nostra Manfredonia saprà manifestare, come ha già fatto in altre occasioni, il suo volto solidale. È che non esiterà a condividere questa iniziativa e a fare suo il progetto "Una scuola per il Ciad".

Il Sindaco
Avv. Paolo Campo

L'Arcivescovo
Mons. Domenico D'Ambrosio

Per informazioni: Città di Manfredonia, Ufficio Servizi Sociali, via Torre dell'Abate 1/n, tel. 0884/519631

Educazione e scuola nel Ciad

L'educazione è uno dei fattori più determinanti nella crescita di un Paese. Nel Ciad, nonostante gli sforzi compiuti dallo Stato e dai diversi partner (ONG e finanziatori di progetti), il tasso di scolarità (31,8%) è ancora troppo basso mentre l'analfabetismo (86,5%) continua ad essere elevato.

Diversi i fattori:
- l'insufficienza di infrastrutture scolastiche in rapporto alla crescita demografica: in Ciad ci sono classi con 100 - 150 alunni;
- la preparazione e l'esiguo numero degli insegnanti dal 1979 la guerra civile ha impedito gli scambi culturali, le sessioni di aggiornamento, la circolazione di giornali e riviste;
- l'alto costo delle spese di scolarità: iscrizioni, libri, quaderni, la lontananza degli edifici scolastici da alcuni villaggi.

Continente africano

Il Ciad è un paese prevalentemente agricolo e pastorale, da anni in lotta contro la desertificazione.

Alla scuola, dunque, il compito di educare gli alunni all'amore per la natura, l'agricoltura e gli animali. E nei campi agricoli che circonderanno l'edificio, i ragazzi impareranno a lavorare la terra e a farne una risorsa economica e produttiva.

Il Governo, la Chiesa e i genitori: ecco i tre attori, i protagonisti coinvolti nel progetto. Per regolare le specifiche responsabilità di ciascuno dei tre partner, è stata stipulata una convenzione con lo Stato del Ciad.

Allo Stato spetta la gestione del personale docente, alla Chiesa la costruzione e la manutenzione degli edifici scolastici, la formazione pedagogica dei maestri e il reperimento dei mezzi didattici.

I genitori degli alunni, attraverso l'A.P.E. (Association des parents d'éléves - Associazione dei genitori degli alunni), partecipano al funzionamento ordinario della scuola.

Dove sorgerà

L'edificio scolastico sorgerà su un terreno di proprietà della parrocchia Daniele Comboni, la seconda per numero di fedeli (12.000), nella zona settentrionale della città di Doba.

Tre aule corredate ciascuna da un ripostiglio, un ufficio per il direttore e i maestri, e un magazzino: questi i locali che andranno a comporre la planimetria della struttura.

La scuola sarà aperta a tutti i ragazzi, senza distinzione di sesso, razza, etnia, confessione religiosa o nazionalità.

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