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Programma Amministrativo della "Coalizione di Centro - Destra" - Candidato Sindaco: Dott. Antonio Potenza

Dott. Antonio Potenza

AL SERVIZIO DELLA CITTA’

Predisporre un programma elettorale che contenga tutte le indicazioni dei partiti della coalizione di centro-destra, che oggi chiedono la fiducia dei cittadini per cambiare radicalmente il modo di amministrare la nostra città, non può che partire dalle necessità, quelle vere ed autentiche, dell’intera città e di tutti i suoi cittadini, armonizzate con la realtà del territorio e nella certezza che serietà, capacità professionali ed onestà degli uomini siano oggi elementi indispensabili per caratterizzare un’amministrazione all’altezza di svolgere il ruolo a cui i cittadini la chiamano dandole la più completa fiducia.

Inutile nascondere la difficoltà di condensare in poco spazio un programma che abbracci indicazioni su tutte le reali necessità cittadine con la volontà, per la verità molto combattuta, tra l’indicare tutte le cose che si vorrebbero e sarebbe necessario fare ed evitare di compilare un libro dei sogni assolutamente irrealizzabile nei tempi consentiti da un mandato amministrativo e dalle risorse finanziarie disponibili.

Del tutto ragionevole, quindi, che alla fine di questo lavoro programmatico qualcuno troverà alcune cose che mancano, pur essendo importanti come tutte le altre, ed altri ne troveranno di troppe e, forse, qualcuna di esse non condivisibili.

Proprio per questo riteniamo che il nostro impegno programmatico debba essere considerato come un “cantiere aperto” pronto a recepire integrazioni e correzioni da parte dei cittadini, delle categorie economiche e sociali, di tutti coloro, in buona sostanza, che amano la nostra Città e sono pronti a contribuire, anche con le idee al suo miglioramento e alla sua crescita.

Per raggiungere tale comune obiettivo, occorre bandire le improvvisazioni di chi persegue propri scopi nella gestione amministrativa della città e, pertanto, “vive alla giornata”. Quello che più conta è la necessita di recuperare il rapporto fiduciario tra la gente e gli amministratori, Sindaco in testa.

Rapporto che di fatto manca ormai da oltre dieci anni, data in cui i partiti di centro-sinistra ottennero la fiducia dei cittadini di Manfredonia per governare la nostra città.

“RIDARE FIDUCIA AI CITTADINI DI MANFREDONIA”

e recuperare il rapporto tra Palazzo San Domenico e la città affinchè i cittadini si riapproprino del loro futuro e ne siano consapevoli attori determinanti, annullando, di fatto, il divario creato dalle amministrazioni di sinistra la cui unica e vera preoccupazione è stata, in tutti questi anni, quella di creare una politica clientelare e padronale, indifferente ed incurante delle vere necessità e degli autentici bisogni della gente e disperdere più che rilevanti quantità di pubblico denaro ottenuto dalla sempre più pesante imposizione di tasse e condoni.

Palazzo San Domenico deve tornare ad essere un luogo con le porte aperte a tutti per incentivare e rivitalizzare il rapporto con la cittadinanza.

Incontri con le realtà sociali ed economiche esistenti, garanzia di una corretta informazione dell’attività amministrativa, perfetta trasparenza dell’azione amministrativa e Promozione del controllo dei cittadini con la possibilità di effettivo accesso ai documenti.

Saranno questi i principi fondamentali che caratterizzeranno e qualificheranno l’azione amministrativa che la Casa delle Libertà perseguirà per poter bene amministrare la nostra città.

L’uomo al centro dell’azione amministrativa, la famiglia e i suoi bisogni, la società e la cultura saranno principi ispiratori dell’azione di governo cittadino tesa a recuperare valori fondamentali della nostra società con la gestione moderata e riformatrice che si intende perseguire per assicurare, all’intera comunità Sipontina, un futuro diverso, più sicuro e con meno incognite e nella consapevolezza che a Palazzo San Domenico si insedi un’amministrazione capace e consapevole che le attuali difficoltà della vita quotidiana non consentono improvvisazioni di sorta o pressappochismo troppo spesso interessato.

“ Bisogna servire la politica e non servirsi della politica “

Per tutto questo i partiti che compongono la coalizione di centro-destra, Forza Italia, Alleanza Nazionale, U.D.C. e Nuovo P.S.I., e il loro Candidato Sindaco, Dott. Antonio Potenza, ritengono doveroso proporre un patto ai cittadini che contempli punti importanti che si impegnano a realizzare nel più breve tempo possibile.

PATTO CHE IL CANDIDATO SINDACO DOTT. ANTONIO POTENZA SOTTOSCRIVE, CON I CITTADINI DI MANFREDONIA

1o Riduzione delle imposte e tasse comunali (I.C.I., addizionale IRPEF, TARSU, oneri di urbanizzazione).

2o Aumento dell’indice di costruzione del Piano Regolatore Generale per ridurre il costo delle abitazioni.

3o Approvazione del Piano di Recupero del Centro Storico con particolare riguardo alla pavimentazione e all’arredo urbano di Corso Manfredi.

4o Realizzazione di un Teatro Comunale.

5o Ricollocazione del mercato settimanale in altra zona attrezzata.

6o Sistemazione urbanistica di Piazza Marconi con il monumento a Re Manfredi.

7o Sistemazione urbanistica della zona Stazione Campagna.

8o Costituzione dell’Autorità Portuale per la Gestione dei Porti “Alti Fondali” e “Peschereccio”.

9o Realizzazione di una cittadella dello sport.

10o Realizzazione di un Piano Turistico per la Città, il territorio e la Riviera Sud.

LE POLITICHE PER IL SOCIALE

Non è affatto un caso, ma una scelta precisa dettata dalla volontà di porre in primo piano i servizi sociali, che il programma della nostra coalizione cominci trattando delle problematiche sociali della nostra società cittadina e degli impegni che si intende assumere per andare incontro alle sue tante necessità, assolutamente dimenticate, ignorate e bistrattate dall’attuale amministrazione di centro-sinistra.

La politica sociale è un campo in cui appaiono fondamentali le sinergie inter-istituzionali e la collaborazione con le organizzazioni operanti sul territorio e con il volontariato che hanno già accumulato notevoli ed importanti esperienze di attività sul campo.

Non è certo un caso che anche la filosofia espressa dalla Legge Regionale n. 17 del 25 agosto 2003, sul “Sistema integrato d’interventi e servizi sociali in Puglia”, tende a riconoscere la validità dell’azione “a rete” in campo sociale, afferma la rilevanza de “terzo settore” e stabilisce la necessità di una stretta interazione con le Istituzioni, identifica i criteri di autorizzazione ed accreditamento di strutture socio-assistenziali a gestione pubblica o privata ed indica le principali categorie a favore delle quali indirizzare gli interventi ( minori, disabili, anziani, persone con problematiche psico-sociali, adulti con problematiche sociali).

L’impegno della Regione in questo settore è stato consolidato, nell’ambito della legge citata, dall’istituzione di un SISTEMA INFORMATIVO DEI SERVIZI SOCIALI, che consente “la tempestiva acquisizione dei dati e delle informazioni necessarie alla conoscenza dei bisogni sociali finalizzata alla programmazione, alla gestione e alla valutazione delle politiche sociali” e dalla “LEGGE QUADRO PER LA FAMIGLIA” che riconosce il valore fondante della famiglia quale “formazione sociale di primario interesse pubblico”.

Strumenti, questi ultimi, che saranno fondamentali nella determinazione delle politiche sociali del Comune.

Pertanto, la futura determinazione delle politiche sociali del Comune di Manfredonia avrà particolare riguardo per la promozione dell’anziano nella famiglia con adeguati sostegni di assistenza domiciliare, il favore per la natalità, la tutela della maternità, la valorizzazione personale e sociale della paternità e della maternità, la tutela dei minori e della donna, la promozione dell’unità, della stabilità familiare e della solidarietà sociale.

Si rende pertanto necessario condividere proposte di interventi tese ad agevolare finanziariamente le famiglie disagiate per l’acquisto della prima casa.

Al fine di attuare tali indirizzi si renderà necessario rinforzare la struttura del Servizi Sociali e tenere sempre aggiornato lo screening delle situazioni di disagio sociale, con l’obiettivo di razionalizzare le scelte del Comune nel settore e, anche con la collaborazione delle associazioni di volontariato, dare vita a importanti e continuative esperienze nel campo dell’assistenza alle fasce deboli come: ”l’assistenza domiciliare agli anziani, l’assistenza ai diversamente abili, i progetti di prevenzione e recupero nel campo delle tossicodipendenze, soprattutto con programmi nel mondo della scuola, l’assistenza ai minori allontanati dal nucleo familiare per provvedimenti giudiziari.

Particolare rilievo dovrà essere riservato alle azioni in favore dell’integrazione degli anziani nella famiglia la cui permanenza in casa dovrà essere facilitata portando a domicilio tutta l’assistenza sanitaria e sociale possibile e facilitando la famiglia che potrebbe non riuscire a far fronte alle necessità di un anziano con problemi.

Un progetto che si potrebbe importare a Manfredonia è quello dell’Hospice., un centro di cura e assistenza sociale e psicologica a pazienti con tumore in fase avanzata e progressiva, per i quali le terapie disponibili sono poco o affatto capaci.

Tale progetto, già sperimentato positivamente nei paesi anglosassoni ed in Emilia, tende ad ottimizzare la qualità della vita di questi pazienti aiutandoli ad affrontare il dolore, la compromissione delle funzioni vitali, le patologie correlate, il disagio psicologico e, molto spesso, l’abbandono sociale.

La filosofia che si intende perseguire, in ultima analisi, è che il cittadino, nelle difficoltà della quotidianità, non dovrà mai sentirsi solo o abbandonato.

Si provvederà, pertanto, ad istituire nuovi asili nido e scuole materne, soprattutto nelle periferie non tralasciando una attenzione particolare ai fenomeni legati alla emigrazione e alla immigrazione che sempre più spazio occupano, particolarmente nell’ultimo caso, nelle politiche di un Comune come quello di Manfredonia che vede aumentare di giorno in giorno una presenza multirazziale numerosa e alla quale bisogna dedicare politiche specifiche tese all’integrazione sociale, alle problematiche abitative e alla sanità.

Anche in questo, come negli altri casi, il Comune sarà accanto alle associazioni di volontariato che sceglieranno di occuparsi dell’assistenza agli immigrati più bisognosi.

A tale scopo è precisa volontà della coalizione creare un Assessorato per le Politiche della Periferia, che affianchi quello per le Politiche Sociali e si occupi anche dello Sviluppo Locale, in perfetta sinergia con le competenti Circoscrizioni perchè si è consapevoli che la mobilità della gente è stata e sarà una molla importante per l’integrazione dei popoli e per la crescita demografica in una società che invecchia e Manfredonia, certamente, non è affatto esclusa da queste problematiche.

In questo sforzo che la nostra comunità deve sopportare per fare spazio agli immigrati nel mondo del lavoro, nell’assistenza sanitaria e nelle relazioni umane, bisogna tenere conto di particolari realtà circoscrizionali come quella di BORGO MEZZANONE che la storia ci ha assegnato come periferia estrema della nostra città ma che, non per questo, è da sottovalutare, bistrattare o trattare come una Circoscrizione di serie inferiore o come terra a cui destinare non condivise scelte di natura ambientale o a cui imporre insediamenti di tale natura.

Non si può infine sottacere il problema connesso alle pari opportunità.

Tale problema non può e non deve riferirsi esclusivamente alle donne ma deve riguardare tutto il sistema sociale e, quindi, una politica per le donne non può che essere parte integrante di un progetto politico-programmatico di una coalizione che si propone, a giusta ragione, di governare la città e alla quale compete il ruolo di coordinamento dei servizi sociali.

Nell’ambito delle risorse di bilancio destinate al finanziamento di iniziative e di progetti a sostegno delle politiche sociali, devono essere definiti interventi precisi a favore della famiglia, nel riconoscimento della sua centralità sociale e dell’importanza delle funzioni da essa svolte. La complessità sociale crescente, maturata negli ultimi venti anni, ha fatto emergere bisogni inediti ed ha evidenziato la necessità di configurare una molteplicità di offerte che si devono caratterizzare per una maggiore flessibilità rispetto a quelle esistenti. Attenzione, dunque, non solo alla famiglia in situazione di disagio, ma alla famiglia nel suo complesso, con azioni di sostegno e valorizzazione.

Nell’ambito della famiglia le donne declinano i tempi e i modi della propria vita in modo più vario rispetto agli uomini perchè sono abituate a conciliare, per esempio, vita domestica e vita lavorativa e, all’interno dello spazio familiare, svolgono più ruoli: sono loro che, in definitiva, conservano maggiormente i legami con la vita sociale e restano custodi della qualità della vita della famiglia e delle generazioni che verranno.

Proprio in riferimento all’attività lavorativa non si può certo sottacere che nel terzo millennio una delle sfide più importanti e quella della disoccupazione femminile: la ristrutturazione del mercato del lavoro può marginalizzare le donne perchè la maggior parte dei disoccupati o sotto-occupati è donna.

La maternità, infatti, nell’esperienza sociale, è trattata come una responsabilità privata e lasciata sulle spalle delle donne così come sempre più frequente è il fenomeno del pendolarismo in ambito lavorativo e tante sono le donne che viaggiano su mezzi pubblici o su strade dissestate per raggiungere il posto di lavoro. Accorciare i tempi di percorrenza concorrendo ad una maggiore efficienza dei servizi e delle infrastrutture significa dare risposte concrete ai bisogni delle donne e al lavoro femminile sempre più dislocato in sedi diverse da quelle di residenza.

POLITICHE DELL’OCCUPAZIONE

E’ indubbio che la carenza di opportunità lavorative è la piaga più grande che affligge il tessuto economico e sociale di Manfredonia.

La Sovvenzione Globale Europea e il Contratto d’Area, entrambi forieri di occupazione e ricchezza economica e produttiva, hanno visto ridotte ai minimi termini le aspettative dei giovani, dei disoccupati, e di quanti aspettavano da investimenti per oltre duemila miliardi di vecchie lire, prospettive di occupazione, stabilità, certezza nel futuro.

La realtà odierna, infarcita di aziende in fuga e licenziamenti, mobilità e cassa integrazione e da una occupazione certo assolutamente al di sotto delle più pessimistiche previsioni e su cui pesano inchieste, denunce e colpevoli confessioni di raccomandazioni dichiarate dagli attuali amministratori ed in particolar modo dal Sindaco della città e denunciate pubblicamente da partiti della coalizione di sinistra, non aiuta i nostri giovani, e non solo, a sperare in un futuro migliore legato ad una occupazione sempre più latitante e foriera di tempi peggiori.

Certo non si può sottacere l’incomprensibile scelta del Responsabile Unico del Contratto d’Area, nonchè Sindaco della Città, di gestire in prima persona una complessa vicenda come quella del Contratto d’Area che avrebbe richiesto, invece, specifiche professionalità e competenze oltre ad una struttura capace di sottoporre le aziende a quella pressione, rappresentata dagli opportuni, necessari, professionali e disinteressati controlli che avrebbero, quanto meno, ridotto ai minimi termini le possibilità che molte aziende approfittassero per gestire il personale dipendente nel peggiore dei modi, per non rispettare termini contrattuali relativi all’occupazione prevista, per utilizzare acquisti e rivendite di impianti troppo spesso non alla prima esperienza produttiva, per utilizzare inopportunamente i finanziamenti o, addirittura, per non avviare l’attività produttiva, quando non hanno approfittato per ritenersi colonizzatori di un territorio ricco di storia e di cultura, anche produttiva e che, certamente, non può sentirsi oggetto di colonizzazione da parte di nessuno e con la colpevole complicità di chi ha amministrato la Città ed il Contratto d’Area.

Diversamente non si capirebbe, infatti, visti i negativi risultati conseguiti rispetto ad altre realtà territoriali finanziate, come mai quello di Manfredonia è l’unico Contratto d’Area finanziato dal CIPE nel nostro Paese che è condotto direttamente dal Responsabile Unico senza la indispensabile collaborazione di strutture professionali all’altezza della situazione.

Del tutto evidente che la scelta dell’attuale Responsabile Unico del Contratto d’Area è stata dettata dalla volontà di evitare ingerenze, esterne nella sua conduzione, ed avere il rapporto diretto con le aziende finanziate, per motivi facilmente comprensibili.

Allo stato attuale, quindi, pur non dimenticando nè sottacendo le esperienze negative realizzate dall’attuale Responsabile, bisogna guardare avanti e pensare agli impegni che la coalizione di centro-destra intende assumere con i cittadini anche nella futura gestione del Contratto d’Area.

Nomina di un Responsabile Unico capace e competente che si avvalga di strutture innegabilmente professionali per continuare e completare la gestione dei primi protocolli aggiuntivi e, soprattutto, crei le condizioni necessarie per una ottimale conduzione del terzo protocollo ormai in fase di avanzata realizzazione, ma che sicuramente dovrà essere oggetto di una profonda revisione e controllo.

Attenzione particolare ai controlli sulle imprese perchè rispettino i termini contrattuali sia in riferimento ai finanziamenti ottenuti che, in particolar modo, all’occupazione dichiarata ed impegnata all’atto della presentazione ed approvazione dei progetti finanziati.

Assoluta attenzione affinchè il personale assunto dalle imprese sia residenziale, vale a dire che da anni risieda nelle città che compongono l’area di crisi: Manfredonia, Monte Sant’Angelo e Mattinata, salvo sporadici casi di professionalità non presenti sul territorio.

Particolare attenzione al completamento delle infrastrutture necessarie alle migliori condizioni connesse alle attività produttive delle aziende insediate nelle zone produttive e, non ultimo, per motivi di sicurezza. Problemi, questi, più volte denunciati e pretestuose motivazioni delle aziende finanziate per invocare ritardi e loro mancanze assolutamente non giustificabili.

Ma il problema occupazionale non può e non deve ridursi soltanto a quanto previsto dall’ambito realizzativo del Contratto d’Area anche perchè, quest’ultimo, doveva essere uno strumento per creare le condizioni di richiamo per insediamenti di altre aziende, locali e non, che avrebbero trovato tutte le prerogative per scegliere la nostra zona, ricca di tutte le peculiarità necessarie alla realizzazione di un’attività produttiva.

Un’amministrazione che si rispetti deve ricercare, anche con fantasia, i motivi per produrre occupazione ed in questo, Manfredonia e il suo territorio, ben si predispongono all’impegno che, in questo senso, la coalizione intende garantire alla città e ai suoi cittadini.

A questo scopo occorre predisporre tutti gli strumenti utili perchè un’azione amministrativa coordinata ricerchi, nell’ambito della legislazione esistente sui finanziamenti europei previsti dall’ampia legislazione regionale e nazionale, tutte le possibili iniziative per rendere attuabili ragionevoli forme di occupazione che possono variare dall’ambito dell’artigianato al commercio e dall’applicazione delle nuove tecnologie, supportati dalla necessaria formazione, anche per l’inserimento dei giovani nel turismo e nel sociale.

Dare forza all’attività prevista per la piena utilizzazione del Porto Alti Fondali, per quello Peschereccio e per un necessario Porto Turistico, utilizzazione di tutte le risorse culturali e storiche presenti nel nostro territorio, non ultima la ripresa degli scavi archeologici dell’antica Siponto, a tale scopo opportunamente finanziati, e la valorizzazione dei beni storici e culturali della città da affidare, anche per motivi turistici, ad organizzazioni capaci e culturalmente predisposte.

Perseguire con fondamentali certezze, ma ben supportate, il marketing territoriale per valorizzare le vocazioni del territorio finalizzate alla valorizzazione dei prodotti agricoli di qualità, all’agriturismo, al bed e breakfast ed in quest’ambito predisporre tutti gli strumenti necessari ad aiutare i giovani e tutti coloro che volessero intraprendere tali strade con formazione, finanziamenti e supporti tecnici necessari.

Veri e propri incubatori d’impresa pronti a soddisfare le più variegate necessità di tutti gli interessati a tali attività.

Una filosofia operativa, in buona sostanza, che predisponga il campo alla realizzazione di tutte le iniziative atte a produrre ricchezza ed occupazione e con un’amministrazione pronta ad essere al fianco di tutti coloro che intenderanno perseguire queste finalità.

In questo contesto non è di secondaria importanza l’impegno che la Casa delle Libertà intende assumere nei confronti dei Lavoratori Socialmente Utili.

Questi nostri concittadini, da svariati anni soggetti a precarietà ed insicurezza, avranno la massima attenzione della coalizione per la ricerca, elaborazione e presentazione di progetti destinati all’utilizzo degli incentivi regionali e provinciali affinchè in tempi ragionevoli, anche utilizzando lo strumento del Contratto d’Area, si possa con soddisfazione salutare la stabilizzazione della loro attività lavorativa.

POLITICHE ABITATIVE
URBANISTICA

Se di capolavori e di fiori all’occhiello occorre parlare riteniamo che quello realizzato dalle amministrazioni di centro-sinistra, negli ultimi dieci anni di governo della città, sia un primato difficilmente uguagliabile.

Riteniamo che essi possano vantare di essere riusciti a realizzare a Manfredonia i presupposti perchè le abitazioni potessero raggiungere uno dei più alti costi del nostro Paese, anche più alto di quello che normalmente viene pagato in centri storici come Palermo e non solo.

La ricaduta negativa di questa irresponsabile politica urbanistica ha inciso su tutti i cittadini di Manfredonia che non sono proprietari di un’abitazione ed in particolar modo su quelli che ne vorrebbero acquistare una e che sono costretti a pagare fino a 2.500 euro a metro quadrato, se non di più, per acquistare un appartamento di pochi metri quadrati, possibilmente in periferia.

Motivi di tale situazione sono da ricercare nella mancata realizzazione del Piano Regolatore Generale pur approvato in via definitiva nel 1998, durante la precedente amministrazione Prencipe, per precise responsabilità delle amministrazioni di centro-sinistra che in ben sette anni non sono riuscite a far costruire un solo appartamento nell’ambito di quel Piano Regolatore salvo le uniche eccezioni relative alle lottizzazioni, in deroga al P.R.G., relative alla Cooperativa Algesiro e alla Legge Gozzini, nè tanto meno si riesce ancora a vedere, nelle nebbie dell’edilizia cittadina, un solo cantiere aperto a tale scopo.

Non va inoltre sottaciuto che per irresponsabile incuria degli amministratori di centro-sinistra, la Regione Puglia è stata costretta a ridurre gli indici di volumetria del P.R.G. approvato, con la logica conseguenza del notevole lievitare del costo degli appartamenti.

Nè tanto meno va sottaciuto come anche nei confronti dell’edilizia popolare e di quella associativa non c’è stata alcuna realizzazione nè autorizzazione a cooperative, a procedere nella costruzione di abitazioni.

Va da sè che il problema “casa” a Manfredonia è certamente uno di quelli più scottanti che deve essere affrontato con estrema immediatezza e determinazione al fine di autorizzare la realizzazione di un ampio numero di vani affinchè si possa dare una risposta di speranza ai tanti giovani per i quali la mancanza di abitazioni è motivo di incertezza e di conseguenti mancate decisioni per il loro futuro.

La coalizione di centro-destra intende, con immediatezza, approvare e convenzionare tutte le lottizzazioni previste nel P.R.G., provvedere al rilascio delle concessioni alle Cooperative, senza alcuna faziosità e senza determinazione di privilegi occulti, ed intervenire sulla Regione Puglia affinchè avvii l’iter necessario al ripristino della cubatura prevista dal Consiglio Comunale di Manfredonia, perchè:

a)  lo sviluppo pensato per la nostra città favorirà il suo ripopolarsi in misura tale da giustificare ampiamente la quantità di vani previsti dal Consiglio Comunale, evitando, nel contempo, qualsiasi forma di speculazione a danno dei cittadini.

b)  Adottando una prospettiva di lungo periodo e considerando i tempi di realizzazione del P.R.G. è fondamentale che lo stesso sia sovradimensionato rispetto alle sue effettive esigenze.

c)  Un P.R.G. che tenga conto delle esigenze di tutti, in un mercato sorretto dalle leggi della libera concorrenza, è uno strumento più efficace, nonchè garanzia di un giusto punto di equilibrio tra prezzo di offerta e prezzo di domanda.

d)  Per avere delle sacche di riserva durante gli anni, in attesa di realizzare i successivi piani pluriennali.

Si intende inoltre approvare, nel più breve tempo possibile, un piano cromatico per evitare gli obbrobri a cui i nostri occhi non riescono più a sottrarsi: basti pensare ai due fabbricati in prossimità di Piazza Marconi, così diversi per struttura, altezza dei piani e colore delle facciate.

LAVORI PUBBLICI

Le attività inerenti a questo aspetto, non certo meno importanti delle precedenti, non possono e non devono partire da gratuiti concetti di megalomania realizzativa per i quali, possibilmente, non si hanno fondi disponibili e occorre far ricorso a costosi finanziamenti per opere, troppo spesso, non di primaria importanza.

Tutto questo è avvenuto, non senza negative ricadute importanti sulla gestione finanziaria presente e futura del nostro Comune, in particolar modo negli ultimi cinque anni di governo cittadino delle amministrazioni di centro-sinistra.

Debiti per oltre 70 miliardi di vecchie lire sono il frutto di quella forma esasperata di megalomania che ha di fatto messo in ginocchio le finanze cittadine, per realizzare opere di facciata che potessero garantire visibilità agli amministratori.

Anche in questo campo va ripristinata un’attenzione alle cose importanti e la conseguente realizzazione fatta di intelligenza amministrativa tesa a dare importanza alle opere primarie lasciando a tempo debito e alle risorse finanziarie disponibili la realizzazione di quelle opere che non sono di fondamentale importanza ai fini della vivibilità cittadina.

La coalizione intende approvare con immediatezza il Piano di Recupero del Centro Storico pronto dal 1989 e tenuto dolosamente in letargo nei cassetti comunali, e di cui si è sempre colpevolmente negato l’esistenza, a causa delle politiche clientelari poste in essere dagli amministratori di centro-sinistra che hanno svolto la loro negativa azione negli ultimi dieci anni, volta a penalizzare e calpestare i diritti di tutti quei cittadini che ostinatamente continuano a resistere a quel modus vivendi.

Il Piano di Recupero sarà particolarmente rivolto al ripristino di Corso Manfredi, della sua pavimentazione, della illuminazione e del suo arredo urbano.

Ai lavori già indicati per il Centro Storico e, in particolare, per Corso Manfredi, non si può non accostare anche il rifacimento del piano viario di Corso Roma, la valorizzazione e razionalizzazione di Via Maddalena oltre alla sistemazione urbanistica di Piazza Marconi e della Zona della Stazione Campagna.

Pur rilevando che altri lavori di primaria importanza vengono rilevati nell’ambito degli specifici argomenti programmatici, non si può non rivolgere una menzione particolare alla sistemazione della villa comunale e a quella di Piazza del Popolo, principale centro cittadino che ben altra cura merita, rispetto a quella ricevuta a tutt’oggi.

In questo contesto forte è l’impegno della coalizione per ripristinare i locali del vecchio Mercato Ittico, in Piazza Diomede, per destinarli al Museo del Mare, strumento indispensabile di cultura, storia e richiamo turistico di primaria importanza per l’intera città.

Un impegno, inoltre, per le aree periferiche della città dove insistono importanti agglomerati abitativi ed ai quali va rivolta un’attenzione particolare al fine di realizzare momenti di coesione sociale, anche infantile e giovanile, al fine di rivitalizzare la vivibilità delle zone stesse.

Per tali zone è necessario intervenire per completare le opere di urbanizzazione, attese da svariati anni, delle insule C/12, C/13 e C/14; va ricordato il già dichiarato impegno programmatico di trasferire il mercato settimanale in un’altra zona, appositamente attrezzata della Città, al fine di eliminare i motivi di mancata igiene e di sicurezza che da troppi anni periodicamente insistono sul rione cittadino di Monticchio e occorre, inoltre, intervenire con immediatezza sulle fogne cittadine per ripristinare una situazione di vivibilità e di garanzia ambientale e realizzare bagni pubblici, nella varie zone cittadine, per comprensibili necessità e per promuovere la nostra Città ad un ruolo anche turistico, da più parti tanto invocato, ma a cui necessita dare reali risposte di crescita con fatti concreti e non con pronunciamenti di sola facciata.

POLITICHE DELLA SALUTE, SANITA’ ED AMBIENTE

La salute è un bene primario. L’Amministrazione Comunale pur non avendo compiti di gestione diretta deve in ogni caso impegnarsi per garantire che i settori controllati rispettino standard di efficienza ed immediatezza di buon livello.

Risulta, pertanto, indispensabile intervenire per pensare ad un nuovo ambito territoriale dell’A.S.L., con particolare attenzione ad una ipotesi di collocazione in un comprensorio del Gargano che faccia capo a Manfredonia o che, quanto meno, collochi la nostra Città in un ambito territoriale più razionale come potrebbe essere quello del capoluogo.

Il Sindaco, deve, con la massima energia, far valere la sua presenza all’interno del collegio in sede di approvazione del bilancio, affinchè le spese vengano indirizzate al potenziamento delle strutture ospedaliere di Manfredonia.

Si deve, pertanto, intervenire al fine di realizzare strutture sanitarie di primo intervento, evitando la declassazione a mero poliambulatorio.

Prioritario e ormai indifferibile dovrà essere l’impegno dell’amministrazione perchè a Manfredonia venga realizzato un “pronto soccorso” che possa fregiarsi di tale nome, ottenere la realizzazione del già finanziato reparto U.T.I.C., unità di terapia intensiva coronarica, ed il reparto di neonatologia.

Nell’ambito dei finanziamenti previsti per il settore sanitario, dal bilancio regionale, l’impegno dell’amministrazione deve essere quello di far valere con determinazione una misura di maggiori finanziamenti per il nostro comprensorio.

AMBIENTE

Il cittadino è al centro delle nostre strategie ambientali.

I cittadini hanno diritto ad essere informati sullo stato dell’ambiente del paese e del territorio in cui risiedono e lavorano, nonchè su eventuali situazioni di rischio per l’ambiente e la salute.

A tal fine deve essere loro consentito un facile accesso a tutti i dati rilevanti e deve essere incentivata l’aggregazione sociale sulle scelte di politica ambientale.

Ogni azione umana che abbia un impatto sull’ambiente deve tener conto dei suoi effetti locali e globali. Pertanto la politica ambientale deve promuovere lo sviluppo sostenibile e la ricerca della compatibilità fra le esigenze della produzione e quella dell’ambiente.

E’ del tutto evidente che, pur nel rispetto delle leggi nazionali e regionali esistenti che tracciano un quadro all’interno del quale i comuni devono agire, pur nella necessaria e doverosa correlazione con il Parco del Gargano e le scelte che tale organismo opera in termini di questioni ambientali, non si possono non realizzare interventi tesi alla tutela dell’ambiente e della salute del Cittadino che non siano basati su progetti concreti stilati con il supporto di esperti e su indicazione delle Associazioni ambientalistiche con particolare riguardo alle caratteristiche del territorio comunale nell’ambito del quale occorre agire.

Pertanto, particolare attenzione è necessario che venga prestata al miglioramento della qualità dell’aria, attraverso il contenimento dei livelli di concentrazione delle sostanze inquinanti, al miglioramento della qualità delle acque in funzione delle diverse finalità di utilizzo (potabilità, balneazione, navigazione, pesca, irrigazione, usi industriali), ad una migliore gestione dei rifiuti industriali ed urbani, ad una riduzione dei rifiuti generati prevedendo un maggiore ricorso al riciclaggio, ad una gestione più sicura delle discariche ed al risanamento e bonifica delle discariche abbandonate ed abusive, alla predisposizione di adeguati piani di emergenza per fronteggiare i rischi relativi alle attività industriali.

Per cui, occorre continuare alla incentivazione di tetti fotovoltaici, proseguendo dalle strutture pubbliche, utilizzare asfalto fonoassorbente e sperimentare nuovi materiali assorbenti di sostanze inquinanti; sono percorsi, questi, necessari e doverosi a cui l’amministrazione non deve sottrarsi.

Maggiore cura della pulizia di alcune strade non centrali con particolare riguardo al recupero delle siringhe usate e la realizzazione di nuove aree a verde pubblico che saranno supportate dalla realizzazione di impianti di irrigazione per garantire il giusto supporto di acqua sono altri interventi necessari ai quali l’amministrazione non si sottrarrà di certo.

Una particolare attenzione, infine, per l’impianto termovalorizzatore localizzato, dall’amministrazione di centro-sinistra, con il voto contrario delle opposizioni, a Borgo Mezzanone.

Riteniamo che la popolazione residente e le Associazioni ambientalistiche debbano far sentire la loro opinione in merito e la coalizione di centro-destra certo non si sottrarrà ad un confronto con gli interessati per rileggere, se necessario, la scelta della localizzazione indicata e a tal fine dichiara sin d’ora la propria disponibilità.

Un impegno, infine, per affrontare con decisione le conseguenze dell’inquinamento dovuto al Candelaro sulle attività turistiche e residenziali della Riviera Sud su cui è necessario intervenire anche per svolgere un servizio ormai improcrastinabile a favore di chi paga tutte le tasse comunali (Ici, Tarsu ecc.) ma di fatto non riceve alcune beneficio, tanto da dover pagare, annualmente anche il servizio di disinfestazione.

POLITICHE ECONOMICHE
PORTI

La vera chiave di volta dell’economia locale è il Porto di Manfredonia che, attualmente, raggruppa sia l’attività ittica – peschereccia sia quella mercantile.

Nonostante la pioggia di milioni di euro ricaduti su Manfredonia, in virtù della legislazione nazionale e comunitaria, le amministrazioni di centro-sinistra non hanno inteso indirizzare per le infrastrutture portuali alcun finanziamento quando invece proprio il miglioramento ed il potenziamento delle strutture portuali e dei relativi servizi avrebbero certamente favorito l’economia e l’attività imprenditoriale, in particolar modo quella locale.

L’obiettivo principale di questa coalizione, pertanto, sarà quello di indirizzare le forze economiche, politiche e sociali verso la immediata costituzione di un vero Sistema Logistico – Portuale di Manfredonia, al fine di supportare in maniera efficace e proficua il mantenimento delle imprese locali e di quelle che attraverso il miglioramento dei servizi troveranno maggior vantaggio nell’operare in loco.

La strada da percorrere è quella di una progettualità globale:

a)  adeguamento delle infrastrutture portuali alle esigenze del traffico marittimo (attrezzature degli approdi, piazzali e aree di servizio);

b)  interventi finalizzati all’ottimizzazione dei collegamenti porto-entroterra sia rendendo idonee le attuali infrastrutture ( porto, rete stradale, ferrovia ) sia tramite la realizzazione di nuove banchine;

c)  sostegno di una politica di alleanze tra autotrasportatori, vettori marittimi e ferrovie;

d)  promozione di azioni di comunicazione e sensibilizzazione verso il pubblico.

Tali interventi fanno parte di un più ampio progetto che con il sostegno politico di questa coalizione e con l’Autorità Portuale consentirà di entrare nel circuito della autostrade del mare, ottenendo consequenziali ricadute economiche-occupazionali certamente superiori a quelle ottenute dall’attuale gestione del Contratto d’Area.

Sarà pertanto indispensabile al fine di raggiungere le mete già indicate spingere perchè si realizzino con urgenza le opere di consolidamento del porto alti fondali anche per non mandare in fumo le ingenti risorse finanziarie consumate per la realizzazione dei nastri trasportatori.

Intervenire sul porto bassi fondali per provvedere al dragamento e pulitura affinchè si renda possibile consentire quelle attività di carattere commerciale che, attualmente, vengono effettuate in altri porti dell’Adriatico proprio a causa di tali carenze.

Infine è necessario pensare con forza ad un impegno per dare a Manfredonia un Porto Turistico, degno di tale nome, ma razionale con le effettive esigenze e potenzialità del territorio e del comprensorio, bacino di sicure utenze per tali disponibilità.

Necessita, inoltre, dare vita a tutte le iniziative perchè quello di Manfredonia, torni ad essere, come nel passato, un porto passeggeri dell’Adriatico, di primaria importanza, che ridiventi obbligato punto di riferimento per i traffici passeggeri e merci verso le coste croate.

PESCA

Se si vuole perseguire risultati positivi nell’ambito dell’economia cittadina, non si può non dare alla pesca e al mondo economico che la circonda il giusto posto nella doverosa attenzione che un’amministrazione a questo settore deve riservare.

Non c’è dubbio che la flottiglia peschereccia del nostro compartimento marittimo sia sicuramente una delle più importanti del Paese, così come è altrettanto indubbio che la realizzazione di un porto turistico libererebbe in parte quello peschereccio e commerciale, dando più spazio alle necessità di attracco dei pescherecci e delle attività connesse.

E’ pertanto necessario proseguire sulla strada che porta alla realizzazione del porto turistico senza tralasciare altre necessità collegate alla gestione del porto peschereccio e, in particolare, intervenire perchè sia sul molo di Levante che su quello di Ponente vengano create delle paratie di apertura e chiusura per consentire il deflusso delle acque stagnanti.

Ormai improcrastinabile è diventato attrezzare delle aree portuali con servizi igienici e con prese di acqua per favorire le imbarcazioni, in tempi rapidi, per l’approvvigionamento di acqua potabile.

E’ urgente costruire dei pettini all’interno del porto affinchè aumenti il numero degli attracchi, ormai cronicamente insufficienti, e si possano pertanto eliminare i pericoli connessi al difficile raggiungimento delle imbarcazioni ancorate al largo.

Non è superfluo ricordare, a tal proposito, che la Regione Puglia con proprio decreto n. 3237 del 4.11.88 aveva concesso, per l’esecuzione di dette opere, un contributo di Lit.1.600.000.000 dolosamente perso dalle amministrazioni di sinistra.

Infine un doveroso impegno, che la coalizione intende dichiarare, per favorire le attività connesse a quelle della pesca e che oggi qualificano tali attività e creano le condizioni per un miglioramento economico sia in termini produttivi che occupazionali.

Ci riferiamo, ovviamente, alle attività di conservazione e trasformazione del pescato che devono trovare nel nostro sistema economico una realtà ed un collegamento sempre più indispensabile con le attività commerciali della grande distribuzione e del mercato internazionale.

Pensare al mondo della pesca continuando ad ignorare queste necessità produttive sarebbe colpevole ed imperdonabile se si vogliono creare le condizioni di sviluppo di attività economiche che, per la nostra città, restano di fondamentale importanza.

AGRICOLTURA E ZOOTECNIA

L’agricoltura, nella nostra provincia, ancora oggi e secondo dati recenti, è seconda in Italia per il valore della produzione lorda vendibile, pari al 27% del totale regionale, dati, ovviamente, che rispecchiano anche lo stato dell’agricoltura nell’ambito del nostro Comune.

Ma, detto questo, non si può certo sottacere che il territorio agricolo di Manfredonia non ha mai goduto delle dovute attenzioni da parte degli amministratori di sinistra.

E’ pertanto necessario rivalutare questa importante attività economica provvedendo a realizzare un progetto di sviluppo che deve partire dalla constatazione del ruolo centrale che l’agricoltura occupa nel firmamento economico della nostra città e di porre in essere ogni iniziativa utile al rilancio di questo settore, primario, oggi in seria difficoltà.

I dati congiunturali danno la sensazione di un sistema che trova impreparata la maggioranza degli operatori di fronte alle sfide che verranno dall’attenuazione dell’effetto protettivo delle politiche agricole dell’Unione Europea.

L’ingresso di nuovi Stati, soprattutto dell’Est, nella Comunità provocherà, senza dubbio, seri problemi, perchè si tratterà di competere con le produzioni di altri Paesi realizzate a costi notevolmente più bassi.

Il problema della nostra agricoltura, pertanto, è legato allo sviluppo equilibrato dell’intero sistema.

L’amministrazione, quindi, ha il dovere di sollecitare e favorire opportune iniziative per il settore agricolo in modo da incentivare i processi di ammodernamento delle sue strutture, incoraggiando razionali trasformazioni colturali, nuove tecniche produttive, una più efficace organizzazione dei mercati per una migliore commercializzazione dei prodotti.

Sono altresì d’importanza fondamentale anche tutte le iniziative che mirano a provocare l’industrializzazione del settore, privilegiando quelle attività che, in armonia con le vocazioni tradizionali del nostro territorio, siano dirette alla trasformazione e conservazione dei prodotti agricoli e zootecnici, in modo da mantenere all’interno dell’area comunale le fasi a maggiore valore aggiunto.

Non ultima l’attività dell’amministrazione deve essere tesa ad affrontare il più grave problema della nostra agricoltura: la mancanza di acqua.

Ogni progetto, ogni volontà di rischiare e di “fare da sè”, ogni investimento in direzione dell’innovazione può essere vanificato per il venir meno dell’elemento più prezioso: l’acqua.

E’ un problema, questo dell’approvvigionamento idrico, di grande portata civile, economica e sociale, che non potrà trovare soluzione in poco tempo, dopo decenni di sottovalutazione da parte di tutti: Istituzioni e classe politica.

E’ necessario, allora, che il Comune in collaborazione con l’Amministrazione Provinciale, le parti sociali e gli operatori economici, impegni tutte le sue energie ed eserciti ogni forma di pressione presso gli Enti interessati, perchè sia avviato un progetto capace di risolvere definitivamente il problema dell’acqua.

La Regione, dal canto suo, dovrà assumersi tutte le responsabilità e fare per intero la sua parte per portare a compimento le intese con le Regioni limitrofe, Molise e Campania.

ZOOTECNIA

Come per l’agricoltura, anche la zootecnia per tradizione, vocazione e caratteristiche del territorio, rappresenta per il Comune un importante settore per la sua economia.

A seconda delle condizioni climatiche ed ambientali ( pianura, zona montana ) è sviluppato un tipo di allevamento piuttosto che un altro, ed è un’attività che permette lo sviluppo della piccola imprenditoria agro-zootecnica, particolarmente favorita da operatori che, di solito, agiscono individualmente in ambito esclusivamente privatistico: cosa questa che rende più difficile la commercializzazione dei prodotti di fronte ad una concorrenza organizzata come quella della grande distribuzione.

E’ un settore, quindi, che merita una speciale attenzione da parte dell’Amministrazione che deve instaurare rapporti con le associazioni di categoria e individuare punti di riferimento certi a supporto dei problemi che interessano gli allevatori locali.

Gli operatori non possono essere lasciati da soli ad affrontare problemi che sono di difficile soluzione, come l’adeguamento delle strutture e l’approvigionamento idrico ed elettrico: fattori che possono incentivare l’attività del settore e rendere sicuramente più accettabile la vita in campagna degli operatori e delle loro famiglie e migliorare la qualità dei prodotti.

COMMERCIO

Quando si parla di imprenditoria e sviluppo non si possono certo ignorare le imprese che operano in un settore come il terziario e, in particolare, il commercio.

Il ruolo del commercio è essenziale in un qualunque progetto di sviluppo integrato di un territorio e le sue enormi potenzialità possono rappresentare un elemento propulsore, perchè senza mercato non vi può essere sviluppo.

Ma affinchè possa avere una valenza strategica, è necessario che le PMI ( Piccole e Medie Imprese ) diventino sistema, per meglio resistere agli eventi congiunturali poco favorevoli e governare i processi di trasformazione in atto sul mercato locale che, comunque, risente dell’andamento generale.

E’ indubbio che la legge Bersani ha trasformato in modo radicale il modello del Commercio soprattutto in direzione di una razionalizzazione finalizzata al mercato.

E’ necessario, perciò, che l’Amministrazione presti una particolare attenzione al settore, perchè sia sempre ricercato un giusto equilibrio fra le esigenze della piccola e quelle della grande distribuzione in modo da salvaguardare gli interessi del Cittadino consumatore, evitando anche la fine di un’attività, quella del piccolo commercio, legata alle tradizioni e alla cultura della nostra gente e che impegna una più che notevole quantità di addetti ai lavori.

Ma un progetto di sviluppo commerciale non può non tenere conto che sempre più si ricorre all’apertura di esercizi commerciali per rimediare alla mancata disponibilità di occupazione alternativa.

Questo sistema di autoccupazione, facilitato dalla legislazione liberista in materia di commercio, invece di produrre ricchezza, troppo spesso ci fa assistere ad attività sull’orlo del fallimento o ad attività commerciali che chiudono solo poco tempo dopo essere state aperte, con gravi danni non solo per i diretti interessati ma per l’intero sistema commerciale.

Un’Amministrazione non può non tenere conto di questa situazione e deve impegnare le proprie risorse al fine di organizzare un piano commerciale serio e credibile che liberi anche i cittadini dalla schiavitù di mercati rionali e settimanali o, quanto meno, ne limiti la portata.

E’ notoriamente riconosciuta l’esistenza di problemi igienico-sanitari che sono legati a queste strutture mobili e di quanto pesi sul sistema commerciale cittadino la fuoriuscita di denaro, in maniera esorbitante, quando settimanalmente ingenti quantità finanziarie vengono portate fuori dalla nostra città.

Pertanto, pur nel rispetto dell’esistente e delle leggi che disciplinano l’apparato commerciale, riteniamo doveroso assumere precisi impegni per:

a)  trasferire, nel più breve tempo possibile, l’attuale mercato settimanale in altra zona cittadina attrezzata per tale uso;

b)  dare vita ad una commissione mista, rappresentata da forze politiche, sociali e da rappresentati dei consumatori per individuare ed attuare le necessarie soluzioni affinchè la presenza nei mercati sia controllata e ridotta in termini accettabili al fine di rinforzare il circuito commerciale cittadino, evitare ingenti emorragie di denaro che ad esso viene sottratto, pur nel rispetto delle esigenze degli acquirenti soprattutto di quelli meno abbienti;

c)  disciplinare, organizzare ed attrezzare aree per i mercatini rionali al fine di liberare i cittadini residenti da presenze ingombranti e da problemi di ordine igienico-sanitario.

d)  definire un piano commerciale idoneo a tutelare le attività e la libera concorrenza.

ARTIGIANATO

Le difficoltà che gli artigiani incontrano quotidianamente sono sicuramente all’attenzione di tutti.

In effetti tenere in vita un’attività di natura artigianale oggi non è una cosa semplice tra costi da sostenere, troppo spesso al limite della sopportazione, mancanza di locali, difficoltà di commercializzazione dei prodotti, carenza del mercato finanziario.

Necessita sottolineare le gravi difficoltà apportate alla categoria dal lavoro “nero” e irregolare che va controllato e contrastato per le inaccettabili condizioni di concorrenza sleale e di evasione fiscale, contributiva e contrattuale che danneggiano la parte onesta degli operatori del settore.

Ma un’Amministrazione attenta non può non comprendere il ruolo fondamentale dell’artigianato nell’ambito di una economia cittadina come la nostra, sia in termini di arricchimento economico sia some valvola di sfogo, non poco importante, per l’occupazione.

Non si può però sottacere come le amministrazioni di centro-sinistra che si sono susseguite da troppi anni a questa parte, alla guida di Palazzo San Domenico, hanno puntualmente disatteso le aspettative degli artigiani sipontini, pur di fronte alle periodiche richieste ed accuse dei rappresentati di categoria, in particolar modo per la delocalizzazione delle attività nella zona pur prevista ma mai assegnata agli interessati, quella P.I.P. Piano per gli insediamenti produttivi, arrecando notevoli e a volte irrimediabili danni alla crescita delle attività e allo sviluppo dell’occupazione.

E’ doveroso, pertanto, rassicurare la categoria degli artigiani che è intendimento della coalizione porre rimedio ai danni ad essa arrecati impegnando la propria azione ad operare di concerto con i rappresentanti di categoria per dare corso all’assegnazione dei terreni nell’area indicata agli artigiani interessati, realizzare le infrastrutture, le opere di urbanizzazione ed i servizi, creare una opportuna illuminazione e curare la necessaria segnaletica; dare vita, di concerto con gli stessi operatori del settore, ad una serie di iniziative che servano a dare sviluppo e futuro all’attività artigianale che è, e continuerà ad essere, uno dei punti di riferimento dell’economia locale.

POLITICHE SPORTIVE E CULTURALI
LO SPORT E IL TEMPO LIBERO

L’errore di fondo che si commette nella stesura delle politiche sullo sport è quello di puntare sull’importanza solo “fisica” della pratica sportiva.

In realtà, come accade per le iniziative sul tempo libero, la cura per lo sport è un forte strumento di benessere sociale.

Comunque, non si può trascurare l’aspetto impiantistico che è necessario supporto delle scelte “politiche” sullo sport e il tempo libero.

A Manfredonia la dotazione impiantistica è quasi nulla e quel poco che c’è ha bisogno di una profonda revisione e manutenzione.

Come non evidenziare che una città di mare come la nostra nel 2005 non ha ancora una piscina mentre realtà anche montane o interne della nostra regione, vedi Corato, si distinguono in campo nazionale per presenze e risultati in tutti i campi degli sport acquatici.

Come non ricordare che già il 25.7.89, Prot. 2642, Pos. 92/33 MD/mm, il “COMITATO OLIMPICO NAZIONALE ITALIANO” aveva espresso parere favorevole di massima e relativo finanziamento di Lit. 3.700.000.000 per la realizzazione di una piscina coperta. Parere e finanziamento regolarmente perduto dai successivi “capaci” amministratori di sinistra.

In termini di impiantistica, pertanto, forte sarà l’impegno della coalizione perchè si realizzi la piscina coperta comunale così come necessari ed improcrastinabili saranno gli interventi sugli impianti esistenti ed in particolar modo per il completamento del campo di calcio di Scaloria con la pista di atletica, iniziato e mai finito perchè privilegiata, nel contempo, la sistemazione del campo di Viale Miramare, per il quale sono state spese somme finanziarie ingenti, circa cinque miliardi di vecchie lire, per migliorare un campo sportivo inadeguato in termini di capienza e sicurezza e con un terreno sintetico che difficilmente, già da rifare con spreco di altre centinaia di milioni e che, in futuro, difficilmente continuerà a ricevere autorizzazioni da parte degli organi sportivi competenti per disputare campionati nazionali di calcio.

Cosa dire, infine, della sua nuova tribuna coperta, un pugno in un occhio per chi ritiene che una realizzazione debba sposarsi architettonicamente con l’ambiente in cui essa viene inserita e che, anche al più sprovveduto, salta immediatamente agli occhi la inconciliabilità di quella realizzazione con tutto ciò che la circonda.

Per concludere riteniamo sia di fondamentale importanza, contemporaneamente agli interventi sull’impiantistica, una pianificazione delle politiche di promozione della cultura dello sport, una cultura fatta di valori e diretta soprattutto ai giovani che praticano lo sport nella loro forma più pura.

Una cura particolare dovrà essere dedicata dal Comune alle iniziative per animare il tempo libero di giovani ed anziani assecondando l’organizzazione di centri sociali, soprattutto in periferia, realizzando impianti sportivi “di strada” per la pratica dilettantistica, allestire periodicamente manifestazioni di alto valore per la socializzazione e la promozione culturale.

POLITICHE CULTURALI

La politica culturale del Comune non può essere solamente fatta di piccoli convegni e mostre, concerti dalla scarsa risonanza, manifestazioni con accesso ai filoni di cultura socialista, vedi Manfredonia Festival o similari, iniziative, insomma, che riguardano un numero limitato di persone:

La Città va stimolata con efficaci iniziative di comunicazione della Cultura, che attraggano i Cittadini e li invoglino a informarsi, interessarsi all’arte, agli spettacoli, ai grandi dibattiti che animano il mondo moderno.

In tal senso, è necessaria l’elaborazione di una politica comunale per la Cultura, bisogna avere le idee chiare sui settori da promuovere e non farsi trainare dalle iniziative estemporanee, che pure vanno, nel caso, sostenute con un impegno proporzionato alla loro importanza.

Riteniamo, quindi, opportuno e necessario indicare le direttrici principali da percorrere in modo chiaro e indiscutibile:

a)  recupero e la valorizzazione delle radici culturali del territorio;

b)  studio e insegnamento delle tradizioni popolari sipontine, che rischiano di scomparire;

c)  incentivi alla ricerca locale, su fatti e personaggi;

d)  divulgazione del patrimonio storico, artistico e culturale, attraverso pubblicazioni, iniziative di marketing del territorio, organizzazione di convegni ecc.

In questo contesto importante è l’impegno della coalizione perchè la Città possa dotarsi, finalmente, di un teatro che possa definirsi tale e l’impegno perchè gli scavi archeologici di Siponto continuino perchè quel patrimonio storico e culturale possa tornare a vedere la luce ed arricchire la nostra Città di una ricchezza, anche in termini turistici, certamente da altri non detenuta e a noi, da sempre, invidiata.

Necessario, infine, riconfermare la precisa scelta di ripristinare i locali del vecchio ed in disuso Mercato Ittico, per la doverosa localizzazione del Museo del Mare, ulteriore elemento di storia e cultura cittadina che deve trovare la sua realizzazione al più presto.

Non si può, infine, non rilevare l’impegno della coalizione per un maggior rapporto, sempre più concreto e determinato, tra il nostro Comune e l’Università.

Pur comprendendo le difficoltà che spingono i vertici universitari del Capoluogo a pensare ad una Università di Foggia che tenda a limitare se non ad eliminare le sedi staccate come quella di Manfredonia, forte sarà il nostro impegno affinchè tali decisioni non vengano realizzate e che, al contrario, si pensi sempre ad una maggiore delocalizzazione che faciliti gli impegni universitari in realtà, come la nostra, in cui vivibilità, facilità residenziali e minori costi da sopportare, oltre alla qualità dell’insegnamento, facilitino la scelta della nostra Università in alternativa ad altre sicuramente altrettanto valide.

POLITICHE DEL TURISMO

Settore commerciale trainante in grado di garantire sviluppo e benessere economico nel medio-lungo periodo, da sempre è stato pressochè trascurato a causa di incomprensibili scelte politiche ed ancor più gravi inefficienze programmatiche di tipo amministrativo.

Il turismo è, senza alcun dubbio, una delle leve più importanti su cui la nostra economia dovrebbe puntare per garantirsi sviluppo compatibile e certezze occupazionali.

L’industria del turismo, pertanto, non può essere relegata a semplice e pura iniziativa degli addetti del settore. E’ d’obbligo la necessità che l’Amministrazione stia al passo con gli imprenditori e con gli addetti e arricchisca, con la propria indispensabile presenza, la naturale vocazione della nostra Città non priva di attrazioni, storia e cultura che la rendono, insieme agli arenili della costiera sud e alle ricchezze architettoniche, sicuro punto di riferimento turistico di rilevanza non solo nazionale.

Il Castello e le Stele Daunie, i monumenti e le chiese, i Palazzi Padronali e gli scavi archeologici, gli arenili e la montagna sono riferimento per l’attrazione di flussi turistici che impegno e intelligenza degli amministratori, devono promuovere e consolidare con determinazione ed inventiva nell’ambito di un Piano Turistico, reale e complessivo, che detti le linee guida per interventi mirati e razionali e che tracci le direttive da seguire per raggiungere il maggiore e migliore risultato.

Riprendere gli scavi archeologici di Siponto, rileggere la partecipazione ai flussi turistici religiosi di S. Giovanni Rotondo e Monte S. Angelo e a tale scopo definire un protocollo d’intesa con le Amministrazioni dei Comuni interessati, dare corpo alle realizzazioni alberghiere nel rispetto delle reali necessità e del Piano Turistico Generale, rilanciare il progetto Magic Land, pubblicizzare al meglio le ricchezze archeologiche del Museo Nazionale Svevo-Angioino, dare vita a manifestazioni turistiche, storiche e culturali in occasione di grandi eventi religiosi che interessano le Città di San Pio e di San Michele, rileggere e riprogrammare il Carnevale Dauno con un suo effettivo rilancio abbandonando le improvvisazioni e affidandone la gestione a uomini esperti e capaci che lo rendano un effettivo “evento” di carattere nazionale, curandone la crescita in termini di quantità e di qualità e promuovendo tutte le iniziative necessarie a creare le condizioni, come la scuola per la cartapesta e per la manifattura dei costumi, per guardare al futuro di questa manifestazione con un ottimismo che oggi è assolutamente assente; pensare alla nostra storia per creare momenti di grande attrazione turistica.

Sono questi solo alcuni dei contenuti della grande ricchezza turistica cittadina che impone scelte precise e impegni sicuri da parte dell’Amministrazione, abbandonando, nel contempo, improvvisazioni dovute anche ad assenza totale di cultura specifica e volontà realizzativa.

Il turismo è una delle grandi ricchezze della nostra città e la coalizione intende dare a questo aspetto programmatico il massimo impegno affinchè si realizzino tutte le condizioni perchè il suo rilancio sia fonte di ricchezza per gli operatori e per il territorio e naturale sbocco occupazionale per tanti giovani della Città.

L’APPARATO BUROCRATICO

Gli interventi per migliorare la qualità della vita della nostra Città, dovranno partire dal cuore stesso della macchina amministrativa.

Infatti non è un caso che uno delle maggiori distanze tra il cittadino e il Comune è dato proprio dai rapporti tra loro interconnessi che troppo spesso partono da pregiudizi e cattiva informazione e creano uno stato di conflittualità che non migliora certo la vita dei cittadini stessi.

Uno dei primi impegni della nuova Amministrazione riguarderà l’organizzazione della macchina burocratica dell’Ente il cui ruolo ha subito un radicale cambiamento in questi anni.

Ed il Comune di Manfredonia è chiamato ad interpretare questo cambiamento nella maniera più autentica, nello spirito delle riforme intervenute.

L’idea del “Comune Azienda” deve riaffermarsi inseguendo i concetti dell’economia, dell’efficacia e dell’efficienza che costantemente dovranno accompagnare l’attività amministrativa.

Oggi il Comune si prospetta come un’azienda erogatrice di servizi che deve far proprie le moderne tecnologie intervenute nel campo della pubblica amministrazione, secondo logiche innovative e competitive.

In questa logica inevitabile si pone la revisione ordinamentale dei servizi dell’Ente, per rispondere in maniera più pronta alla crescente domanda di servizi del cittadino.

Una revisione che comporterà un nuovo assetto funzionale secondo le più moderne tecniche di management in uso nei contesti operativi di ambito istituzionale.

A tale scopo saranno fondamentali idonee relazioni sindacali con i rappresentanti dei lavoratori; gli stessi dipendenti dell’Ente concorreranno in maniera determinante a realizzare l’attività amministrativa in un rinnovato spirito di servizio che metta al centro la qualità in un Comune sempre più attivo e dinamico nel suo assetto organizzativo per rispondere alle cresciute esigenze della Comunità.

POLITICHE PER LA SICUREZZA

L’idea fondamentale per l’intervento dell’Amministrazione in tema di sicurezza è un giusto equilibrio tra prevenzione e repressione ed un approccio integrato con le altre istituzioni, con le espressioni della Società civile e con le agenzie formative del territorio.

Il Comune, in tal senso, dovrà avere un ruolo di primo piano, sia in termini pratici, con azioni concrete di prevenzione e repressione, sia in termini morali, indicando la strada della cultura della legalità ad una Cittadinanza che deve partecipare attivamente alla sicurezza dell’ambiente.

Il primo deterrente per il crimine, comunque, dovrà essere l’azione sociale sulla Città. Eliminare le sacche di degrado, il disagio abitativo, rianimare il tessuto economico per migliorare la situazione occupazionale e sottrarre le nuove leve al reclutamento della malavita, collaborare con le agenzie formative per rilanciare l’educazione civica e migliorare la vivibilità delle zone periferiche con infrastrutture per lo sport e il tempo libero e centri di aggregazione sociale per creare occasioni di intrattenimento sano per tutte le fasce della Cittadinanza.

Non va certo trascurata l’azione di stimolo che il Comune dovrà mettere in atto nei confronti delle altre istituzioni preposte alla lotta al crimine.

Infine un impegno deciso, della coalizione, per l’immediata nomina del “Difensore Civico”. Figura di determinante importanza cittadina, la cui nomina a tutt’oggi non è stata ancora effettuata a causa delle notorie beghe interne ai partiti di centro-sinistra.

CONCLUSIONI

Sono ancora tanti i problemi di questa nostra Città che meriterebbero una più approfondita trattazione. Ma il nostro è un programma che non ha affatto la pretesa di essere nè esaustivo nè tanto meno omnicomprensivo sul piano delle indicazioni risolutive.

Noi riteniamo importante aver indicato la direzione di marcia che si vuole dare allo sviluppo di Manfredonia.

Il nostro vuole anche essere un contributo che si offre alla riflessione della classe dirigente di questa nostra Città, a quegli uomini politicamente impegnati, la cui azione è tesa a dare un volto nuovo alla nostra terra e che vogliamo coinvolgere nelle scelte a cui è chiamata una classe diligente e di governo che voglia potersi definire effettivamente tale.

In queste indicazioni programmatiche, limitate a quelle che sono azioni possibili nell’arco di cinque anni di amministrazione, emergono il desiderio del nuovo, l’ansia di essere adeguati alle attese, il bisogno di essere non semplici testimoni, ma protagonisti del processo di sviluppo di questa nostra Città.

E’ un programma che non è stato formulato per ottenere il consenso preventivo di alcuni e il dissenso scontato di altri: in un corretto e fecondo sistema democratico è indispensabile confrontarsi, è utile ascoltare e, se giuste, assecondare le istanze e le proposte di tutte le forze politiche, senza confusione di ruoli e di posizioni.

Oggi i Cittadini vogliono essere sempre più protagonisti della crescita socio-economica della Comunità nella quale vivono ed operano, desiderano contribuire a fare della propria terra l’ambiente dove la vita privata può inserirsi in una più intensa partecipazione alla vita pubblica e dove può avvenire la massima integrazione dell’attività dei singoli per la realizzazione di un mondo sempre più prossimo a quello nel quale vorrebbero vivere.

Antonio POTENZA

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