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Non tutti ancora sanno dell'esistenza della Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea della Provincia di Foggia.
Istituita nel 1980 per raccogliere parte del patrimonio artistico di proprietà della Provincia, la Galleria ha assunto una più rilevante dimensione solo nel 2003, quanto grazie anche all'utilizzo dei fondi POR 2000-2006, dai due angusti locali iniziali è passata ad occupare circa metà del piano terra di Palazzo Dogana.
Essa si compone attualmente di una sezione adibita a mostra permanente - con un numero di opere d'arte provenienti appunto dal patrimonio della Provincia, riferibile in gran parte ad artisti dauni attivi in un ambito temporale che va dalla seconda metà dell'800 fino ai
nostri giorni, ma anche ad artisti di un più ampio contesto internazionale - e di una sezione adibita a mostra contemporanea.
Scopo della galleria - il cui spazio si è recentemente dilatato con l'arrivo di importanti collezioni d'opera contemporanee come quella del Banco di Napoli (con artisti del calibro di Schifano, Palladino, Pistoletto ed altri) - e da un lato quello di documentare, soprattutto con le future acquisizioni ed il suo Archivio, l'attività artistica in Capitanata tra l'Ottocento e Novecento, dall'altro quello di promuovere la conoscenza delle più avanzate ricerche contemporanee nelle arti visive.
La mostra "Ritratto di donna" nasce dalla necessità di promuovere una maggiore conoscenza di questo patrimonio, sottraendolo ad una rigida collocazione di tipo museale e rendendolo più fruibile non solo per i residenti in Provincia ma anche per i tanti turisti che specie d'estate invadono il nostro territorio.
L'idea è venuta al Prof. Antonio Angelillis, Assessore Provinciale alle Risorse del Territorio, ed ha trovato subito l'adesione convinta del Presidente dell'Amministrazione Provinciale, il Prof. Carmine Stallone, e del Sindaco di Manfredonia, Avv. Paolo Campo, che hanno assicurato il sostegno dei rispettivi enti.
Per il tema, mi sono lasciato ispirare dal luogo che a Manfredonia ospita la mostra: la c.d. Cappella della Maddalena, inizialmente accessibile solo dalla Chiesa di San Domenico - annessa all'antico convento, attualmente sede del Comune - ed oggi, dopo il restauro, più facilmente visitabile passando direttamente attraverso il chiostro di palazzo comunale.
Del resto, la Galleria provinciale d'arte moderna, specie per quanto riguarda le opere dell'Ottocento e dei primi decenni del Novecento, è soprattutto una galleria di volti (alcune dei quali appartenenti a personaggi illustri, come Pietro Giannone e Francesco De Sanctis).
Ed allora, tra le diverse tracce possibili, ho proposto di seguire un filo rosa, estrapolando dall'insieme buona parte di quelle opere che rappresentano soggetti femminili, partendo da ritratti di stile propri di un'epoca nella quale all'artista, anzi al ritrattista, si chiedeva soprattutto una somiglianza fisica, oltre che una sorte di idealizzazione del personaggio, fino ad arrivare a forme di stilizzazione proprie dell'arte contemporanea, nelle quali il corpo femminile perde quasi i suoi effettivi connotati.
Il percorso inizia con i ritratti con gentildonna di Domenico Caldara (Foggia 1814 - Napoli, 1897), con donne eleganti e dallo sguardo intenso e penetrante, espressione di un periodo nel quale la borghesia locale commissionava soprattutto ritratti propri e di familiari, in pose statiche e frontali, e per lo più a mezzo busto, da collocare nella propria abitazione, quasi una sorta status simbol appartenente in precedenza alle classi aristocratiche.
fu un ritrattista di grandi doti,caro alla Corte degli ultimi Borboni di Napoli,al punto che la Regina Madre,Maria Teresa,gli chiese di ritrarre il volto di Re Ferdinando II subito dopo la morte di quest'ultimo.
Di analoga impostazione anche se di diversa fattura sono le opere di Antonio La Piccirella (foggia 1841 - 1900) e di Antonio De Luca (Serracapriola - sec. XIX).

Del più noto Francesco Saverio Altamura (Foggia 1822 - Napoli 1897), venuto in contatto a Parigi con l' opera di Corot e soprattutto di Courbet, è presente nella mostra un disegno preparatorio per il dipinto "Monacazione di Maria Spinelli".
A rappresentare invece uno dei pochi validi esempi di artisti locali capaci di denuncia sociale vi è il dipinto dal titolo "Mendicanti", di Ferruccio Gervasio (San Severo 1869 - 1966), al centro del quale si stagliano la figura di un'anziana donna e quella di una bambina.
La mostra prosegue con quadri e sculture di artisti del novecento nati nei comuni della provincia di Foggia, come Giuseppe Ar (Donna alla spianatoia). Salvatore Postiglione (con la bella testa di "Ragazza" in pietra di Apricena), Francesco Galante (La Lettura), Alberto Amorico (Sbarazzina), Vito Capone (Composizione con figura), e dei pugliesi Pino Conte (con una delicata scultura in marmo bianco), Lorenzo Scarpiello (Pioggia), Ubaldo Urbano (Danzatrici) e degli scultori Antonio Di Pillo (Ritratto di giovane donna pugliese) e Silvano Foglio (Figure sospese).
Il clou della mostra è costituito dalla scultura di Ferdinando Botero (Medellin, Colombia, 1932), un artista di fama internazionale, conosciuto al grande pubblico per le statue ed i dipinti raffiguranti personaggi dalle caratteristiche fisiche particolarmente accentuate (direi voluminosi più che obesi), irretiti nella loro "pinguetudine" ma mai privi di naturale eleganza. L'opera in esposizione è una statua in bronzo raffigurante una ballerina colta nel momento in cui si accinge all'inchino di ringraziamento reggendosi il gonnellino. Da sola può valere la visita della mostra.
Gaetano Prencipe
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All'ingresso della mostra, sotto il porticato, si potrà ammirare un'installazione di Ottavio Troiano ispirato alla Cappella della Maddalena.
L'artista, con un linguaggio contemporaneo, usa la stampa digitale come medium capace di catturare e "falsificare" l'opera stessa, intervenendo successivamente con tecniche tradizionali: matite colorate, pigmenti e lapis.
L'opera tende a dimostrare che il passato è sempre attuale e che l'arte non ha tempo se è arte vera.
