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Con la lettura della Bolla Papale nella Cattedrale di Manfredonia da parte del Nunzio Apostolico in Italia Mons. Paolo Romeo, domenica 4 maggio è avvenuto l'insediamento ufficiale di S.E. Mons. Domenico Umberto D'Ambrosio quale capo dell'Arcidiocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo.
Mons. D'Ambrosio, salpando da Peschici, sua città natale, nelle prime ore di domenica pomeriggio a bordo della motonave "Freccia Azzurra" è approdato nel porto di Manfredonia - molo di Ponente - alle ore 18,00, dove è stato accolto dal Capitolo dei Canonici, dalla Comunità Diocesana nonché dalle autorità civili e militari e da un folto e festante gruppo di bambini e fedeli.
Dopo i saluti delle varie autorità presenti, alle ore 18,30 circa si dava inizio all'ingresso processionale in Cattedrale, dove, dopo la lettura della Bolla Papale, in Piazza Giovanni XXIII veniva celebrata la Santa Eucarestia, prima della quale il Sindaco di Manfredonia, avv. Paolo Campo, a nome di tutti i cittadini di Manfredonia esprimeva il benvenuto al nuovo Arcivescovo.
Il discorso di benvenuto del Sindaco di Manfredonia Avv. Francesco Paolo Campo
Eccellenza illustrissima, il popolo dell'arcidiocesi di Manfredonia, Vieste e San Giovanni Rotondo Le porge il suo sincero ed appassionato benvenuto. Benvenuto nella sua nuova casa, una casa solida e antica abitata da genti fiere del proprio passato e tenacemente rivolte alla costruzione di un futuro luminoso di pace e prosperità. Abbiamo un lungo cammino da compiere, sfide preziose da affrontare, da oggi siamo impegnati a farlo avendo come imprescindibile riferimento il suo altissimo magistero spirituale. Eccellenza illustrissima, consideri paternamente noi tutti, uomini e donne di questa terra misteriosa e meravigliosa, come la sua nuova famiglia; con gioia le apriamo i nostri cuori, speranzosi e fiduciosi che la grande tradizione di amore e rispetto tra le genti garganiche e il suo Vescovo abbia a rinnovarsi e a non aver mai fine. Ancora benvenuto padre illustrissimo.
Ancora benvenuto Eccellenza. Le ribadisco a nome di tutto il popolo di questa antica e prestigiosa arcidiocesi l'appassionato e caloroso benvenuto nella sua nuova casa.
A Lei non sfugge, Eccellenza, l'antica fierezza di queste genti, non sfugge la natura del tutto particolare che ha sempre contraddistinto il rapporto di queste contrade con il suo vescovo. Io sento il dovere di ribadirle con il cuore gonfio di gioia la nostra ostinata determinazione affinchè questo speciale legame si rinnovi e perpetui nel tempo.
Anche lei è figlio di queste terre, ne conosce bene il mistero e la straordinaria bellezza; e ben avvertito dei problemi che le attraversano. A noi tutti, d'altro canto, non sfugge la sua naturale schiettezza, la sua proverbiale determinazione, il tratto appassionato e innovativo della sua vicenda pastorale. Abbiamo speranza e fiducia che saprà trasmettere a noi tutti quegli impulsi positivi che dall'alto del suo magistero spirituale non ha mai fatto venir meno ovunque abbia operato, soprattutto a noi uomini delle istituzioni.
Il rispetto degli altri in primo luogo. Un impegno straordinario e quotidiano all'ascolto del silenzio che avvolge le terre del bisogno e del disagio. La ricerca di soluzioni ai problemi dei deboli, dei fratelli cui la sorte ha riservato sofferenze e dolore.
Nelle settimane in cui ha retto come amministratore la nostra diocesi ha già avuto modo di indicarci la strada: lo sforzo dell'intera comunità affinchè si disponga più e meglio all'accoglienza ed alla solidarietà. Uno sforzo che deve coinvolgere in primo luogo noi uomini delle istituzioni.
Ci ha ricordato, riprendendo quanto in ultimo decretato dal Santo Padre, come tali doveri di umiltà, disposizione all'ascolto e rettitudine, siano principalmente richiesti a chi è chiamato dal popolo ad amministrare ed a governarlo. Ci richiami eccellenza, ove mai avesse l'impressione che si smarrisca la retta via.
La dimensione etica dell'agire politico non è solo un valore tra gli altri che deve orientare l'operato di chi ha scelto di dedicare il proprio impegno alla crescita della società. Senza la consapevolezza della intrinseca eticità dell'agire politico, si sconfina nel mero governo degli interessi parziali ed il passo verso l'utilizzo delle istituzioni a proprio vantaggio è breve e irreversibile. Superbia, presunzione, ambizione smisurata, ostinata ricerca del benessere sono i mali autentici che minano, di questi tempi, la comunità politica. Ci riprenda Eccellenza, mi riprenda Eccellenza, ove mai avesse l'impressione che essi vizi prevalgano nel nostro agire quotidiano.
Questa è una terra che sta tentando di uscire con fatica da un lungo periodo di malessere sociale e civile, abbiamo bisogno, oltre che di scelte coraggiose e sane politiche nell'interesse generale di esempi alti e di riferimenti sicuri.
Non possiamo fare a meno del suo. Dobbiamo riportare speranza ove essa sembra smarrita, e conforto laddove neanche la speranza pare potersi rinnovare.
Abbiamo una grande sfida, tra le altre, da cogliere. Liberare le nostre città dalle tentazioni criminali che negli ultimi anni le hanno attraversate. Abbiamo un impegno straordinario di fronte a noi: evitare che comunità tradizionalmente pacifiche e tranquille smarriscano la propria naturale vocazione a causa del disegno criminale e spietato di un manipolo di gente senza scrupoli e fuori dalla grazia di Dio. In questo sforzo grande e quotidiano che vi è bisogno di compiere le chiediamo di assisterci dall'alto del suo prezioso magistero, convinti che esso conforto non verrà mai meno ove ci disponessimo a seguire con umiltà e ostinazione i valori naturali che sono a fondamento della stessa umanità: giustizia ed eguaglianza, rettitudine morale e solidarietà.
Abbiamo il compito di garantire a tutti più benessere e prosperità, abbiamo fiducia che con il suo aiuto questo compito ci sarà più agevole.
Accetti in ultimo, con paterna benevolenza, eccellenza, i sensi più profondi della stima e rispetto che le porgiamo prima ancora che come pastore, come uomo giusto e leale, illumini il nostro cammino e ci tenga sempre presente nelle sue preghiere.
Infine accolga il dono che la città di Manfredonia ha voluto riservarle per questa specialissima occasione. Abbiamo deciso di intervenire per il restauro dell'episcopio della residenza vescovile, da domani l'assessorato alle opere pubbliche sarà impegnato per condurre in porto in tempi brevissimi questo importante intervento. Non so se sia ortodosso, comunque auguri eccellenza illustrissima.