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I suoi meriti vanno ben al di là di quelli straordinari e limpidi acquisiti sul palcoscenico e sul set cinematografico: a lei va difatti ascritta la tutt’altro che semplice benemerenza di avere con pervicacia costanza e con proposte artistiche di rilievo, tenuto accesa la sacra fiamma del Teatro a Manfredonia. Cosa del tutto eccezionale se si considera che di fatto un teatro a Manfredonia non ce n’è e che pertanto poca e superficiale attenzione è stata data a questo settore della cultura. Una impresa per tanti versi incredibile che ha permeato di sè la storia teatrale di Manfredonia di questo ultimo mezzo secolo.
Artefice e protagonista di questa magnifica ed esaltante avventura che col tempo ha prodotto copiosi e significativi effetti e dato anche lustro a Manfredonia, è Dina Valente che, al contrario di quanto tanti cospicui ed esaltanti riscontri potrebbero giustificare, una diva non è, perché non si è mai atteggiata come tale. Un pregio anche questo di non poco conto e che per tanti aspetti spiega la sua dedizione ad un "lavoro" che ha sentito profondamente e "servito" rispettosamente.
Talento naturale, Dina Valente ha fatto vibrare tutte le corde di un’arte tra le più antiche e affascinanti dell’umanità. Attrice versatile, autrice arguta e infine regista brillante, ha al suo attivo una straordinaria, lunga, intensa, ricca attività che peraltro ha svolto come "hobby", in aggiunta a quella di madre e di docente di scuola media.
Una predestinazione la sua: i primi soffi del teatro li ha respirati in casa seguendo il padre Antonio che tra i suoi diversi interessi aveva anche quello per il teatro. Le "recite" organizzate dal padre furono il campo di prova delle sue performance che trovarono ben presto organica e raffinata espressività nella filodrammatica che Giuppy Brigida, attore professionista di apprezzato spessore, diresse sotto l’egida dell’associazione culturale Michele Bellocci. Una fucina di attori, o aspiranti tali, ereditata e proseguita da Dina Valente con rinnovato e imperterrito impegno nonostante tutte le condizioni avverse.
Tra l’altro la mancanza di un teatro. Il "Pesante", una imponente struttura di pregevole fattura tecnica e scenica che ospitò a lungo compagnie di prosa e di musica, venne infatti colpevolmente e assurdamente demolito. Un vuoto grave che ha condizionato non poco lo sviluppo della cultura a Manfredonia.
Una lacuna fortemente avvertita da Valente che ripiegò sulla "sala" San Michele che il gestore, il buon Nicola Capurso, si è ostinato a trasformarlo in Teatro. Per Dina Valente divenne il tempio del suo teatro (anche se spesso le prove Dina era costretta a farle a casa). Una scuola per centinaia di giovani e non, ai quali la paziente attrice-regista ha insegnato praticamente tutto. Un insegnamento rivelatosi efficace tanto che diversi di loro hanno intrapreso con successo la strada dello spettacolo.
Innumerevoli le rappresentazioni messe in scena e che hanno richiamato invariabilmente folle di spettatori. Numerose altresì le tournee in varie regioni d’Italia. Ovunque sono stati applausi e riconoscimenti.
Il vernacolo sipontino è stato l’idioma che ha privilegiato. Forse più per cause contingenti facilmente riconoscibili, alle quali lei stessa si è adeguata in nome dell’inviolabile amore per il teatro. Un filone nel quale ha eccelso ma che al tempo stesso ha forse determinato un limite nello sviluppo della propria personalità di artista svelata prepotentemente nel film diretto da Sergio Rubini "L’amore ritorna", recitando al fianco di Michele Placido, Margherita Buy, Mariangela Melato, Giovanna Mezzogiorno, Fabrizio Bentivoglio. Un successo personale di critica e di pubblico straordinario che ha consacrato, ove ve ne fosse stato bisogno, una donna di teatro a tutto tondo.
Il Teatro stabile Città di Manfredonia, da lei fondato nel 1982, oltre ad offrire al pubblico ininterrottamente e con cadenza annuale spettacoli di qualità, è stato la fonderia ove si sono forgiate diverse altre formazioni che una volta divenute autonome, hanno arricchito il panorama dello spettacolo teatrale a Manfredonia.
E saranno alcune di quelle compagnie nate da una costola del teatro di Dina Valente, che renderanno omaggio alla Maestra nel corso della "Festa del Teatro per Dina" che l’assessorato alla cultura del Comune di Manfredonia ha voluto dedicarle per celebrare la sua lunga e feconda attività teatrale. La serata d’onore avrà luogo domenica alle 20.30 presso il Teatro comunale "Perotto", espressione più avanzata del San Michele.
Alla Festa parteciperanno il Gruppo arte popolare di Nicola Capurso e soci, il Teatro Cinque di Vittorio Tricarico, il duo I Forbicioni di Lello Castriotta e Franco Rinaldi, il Teatro stabile Città di Manfredonia e la Bottega degli Apocrifi, compagnia professionista che segna un deciso passo avanti sulla sempre ardua strada del teatro a Manfredonia.
Presso il Palazzo della cultura, sarà inoltre allestita dal 4 al 14 giugno, una mostra di manifesti, locandine, fotografie e documenti vari che raccontano l’avvincente avventura vissuta da Dina Valente tra quinte, palcoscenici e riflettori in questi suoi primi quarant’anni.
Michele Apollonio
Ufficio stampa e comunicazione Comune di Manfredonia