Sito web del Comune di Manfredonia




Dove ti trovi: Home » Comunicati Stampa 2007 » Mai più: per la memoria i diritti umani, la pace



MAI PIÙ: PER LA MEMORIA, I DIRITTI UMANI, LA PACE
* * * * * *
La tragedia della persecuzione razziale vissuta dai popoli d’Europa dal 1933 al 1945, raccontata in una grande mostra multimediale itinerante predisposta dalla Regione Puglia.
Partita da Bari il 27 gennaio scorso toccherà cinque città della Puglia Unica città della Capitanata ad ospitare la mostra dal 17 al 25 marzo prossimo, sarà Manfredonia, prescelta per essere stata sede di un campo di concentramento e di una antica colonia ebraica e scalo per il confino delle Isole Tremiti.
In Municipio una Mostra della Memoria dei ragazzi della scuola dell’obbligo

Ex mattatoio di Manfredonia

Una grande mostra itinerante dedicata all’olocausto ebraico perchè la sua memoria non si esaurisca in un sol giorno, quello del 27 gennaio proclamato appunto Giorno della Memoria. Distribuiti in ventotto sezioni, 400 fotografie e 150 documenti provenienti da musei, fondazioni, istituzioni europee, italiane e pugliesi, raccontano l’immane sterminio del popolo ebraico ma non solo: anche le persecuzioni razziali e la deportazione dei militari italiani e dei civili dopo l’otto settembre 1943. In questa apocalittica vicenda, la Puglia ebbe un ruolo di rilievo, evidenziatasi, allora come oggi, terra di accoglienza che ospitò migliaia di rifugiati provenienti dall’altra sponda dell’Adriatico e un gran numero di profughi in attesa di imbarcarsi per la Palestina. Il porto di Manfredonia svolse un ruolo di rilievo: qui venne infatti impiantato un campo di concentramento tra i più importanti della Puglia che funse da cardine per la colonia confinaria e il campo di concentramento delle Isole Tremiti. Sullo sfondo del retaggio storico della città di re Manfredi anche una antica colonia ebraica: attiva nel medioevo scomparve nella metà del XVI secolo.

Per queste motivazioni di fondo, Manfredonia è stata prescelta fra le cinque città della Puglia nelle quali farà tappa la rassegna predisposta dalla Regione Puglia e che ha preso le mosse il 27 gennaio scorso a Bari. A Manfredonia, unica città della Capitanata, sarà dal 17 al 25 marzo prossimo, allestita presso il Palazzo dei Celestini.

"La mostra nasce – spiega l’assessore alla cultura Paolo Cascavilla - da "Il treno della memoria", l’iniziativa realizzata l’anno scorso dalla Regione Puglia nell’ambito del percorso didattico e culturale avviato nel novembre 2005, con l’obiettivo di far confrontare le generazioni su un periodo che ha segnato profondamente la storia europea e italiana dello scorso secolo e dunque di promuovere la civiltà della pace e del dialogo. Per la sua posizione nel cuore del Mediterraneo, la Puglia ha sempre rappresentato un collegamento tra terre e civiltà diverse".

La mostra, curata da Vito Antonio Lezzi e Marisa Romano, racconta la tragedia vissuta dai popoli d’Europa dal 1933 al 1945 e ammonisce gli uomini a riconoscere per tempo i pericoli che minacciano la famiglia umana. Discriminazione razziale, fanatismo politico e religioso, violenze, guerre, fame, sottosviluppo, sfruttamento, mietono vittime di continuo in tante parti del mondo. La mostra vuole aiutare a riconoscere le ingiustizie, capire i pericoli per portare gli uomini a credere nella solidarietà, nella pace, nell’uguaglianza. Una panoramica sul capitolo più triste della storia della civiltà occidentale, un monito per le nuove generazioni, un invito a conservare la Memoria.

L’esposizione dei documenti sarà preceduta, il 15 marzo, presso l’auditorium comunale dei Celstini, da un dibattito con Alberto Cavaglion dell’Istituto piemontese per la storia della resistenza e della società contemporanea, Vito Antonio Lezzi ed altri studiosi, sui temi dell’ebraismo e della Resistenza, sulle leggi razziali e i luoghi della memoria in Puglia e dunque sull’insegnamento della storia. Nel corso dell’incontro saranno presentati documenti inediti sul campo di concentramento di Manfredonia. Inoltre, il giorno della inaugurazione della mostra, sarà presente Alberto Mieli, sopravvissuto ai campi di concentramento di Auschwitz e Mathausen.

"Per Manfredonia la presenza della Mostra della Memoria, sarà l’occasione – annota Cascavilla – per recuperare ed evidenziare una pagina di storia recente che ha visto la città ed i suoi abitanti protagonisti discreti ma efficaci conquistandosi la riconoscenza di tante persone scampate alla persecuzione".

Il campo di concentramento di Manfredonia fu aperto il 16 giugno 1940 nell’edificio del mattatoio comunale costruito tre anni prima ma non entrato in uso. Dal giugno 1940 al luglio 1943, vi passarono 519 internati con una presenza media giornaliera di 170 persone. La maggior parte di loro erano etichettati come "italiani pericolosi". Oltre ad oppositori politici, vi erano slavi, persone sospettate di spionaggio e nel 1940 furono rinchiusi anche 31 ebrei apolidi rastrellati a Fiume.

Nel porto di Manfredonia venivano imbarcate gli internati destinati alle Isole Tremiti ove accanto alla colonia confinaria era stato installato un campo di concentramento. La presenza a Tremiti tra internati (oltre duecento persone) e confinati oscillò tra le cinquecento e le seicento unità.

Intanto i ragazzi della scuola dell’obbligo hanno celebrato il Giorno della Memoria con una serie di disegni ispirati alle persecuzioni razziali e all’olocausto allestiti in una mostra ospitata nel chiostro del Municipio ove rimarrà aperta sino al 3 febbraio prossimo.

Michele Apollonio
Ufficio Stampa e Comunicazione Comune di Manfredonia

Foto prelevata dal sito: www.mondimedievali.net

Torna all'indice