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Fichi d’india, cacio e mozzarelle, gamberi, cipolle: non sono gli ingredienti di una ricetta culinaria in ogni caso da tentare, bensì i prodotti scelti per immaginare la loro trasformazione e commercializzazione in ipotetiche imprese da costituire. Sono alquanto diffusi nell’area del golfo tanto da non apparire del tutto strumentali per simulare una attività industriale. Hanno infatti una loro marcata valenza quanto meno di significativa esemplificazione pratica con una strizzatina d’occhio al turismo.
E d’altra parte, l’iniziativa ideata ed organizzata dall’assessorato alle attività produttive del Comune di Manfredonia in collaborazione con il Centro sudi ed animazione economica della camera di Commercio di Foggia, mirava più di ogni altro aspetto pur non trascurato, a dare ai giovani che hanno frequentato il corso, le basi di come fare per creare una impresa e come gestirla.
"Un obiettivo pienamente raggiunto – ribadisce l’assessore alle attività produttive Enrico Barbone – che ha messo in luce capacità e disponibilità da parte dei giovani partecipanti forse non del tutto immaginate. Un esperimento che ritengo vada ripetuto e possibilmente ampliato e sviluppato".
Una trentina gli studenti di alcune scuole superiori (il commerciale Toniolo, il geometra Euclide, il classico Moro, il magistrale Roncalli, il nautico Rotundi) della città che hanno seguito il corso svoltosi presso i rispettivi istituti, "Crea la tua impresa". Tante le idee messe in campo ed espresse in progetti compiuti tanto che è stato alquanto arduo sceglierne tre.
"Abbiamo enucleati quelli – spiega il dottor Giuseppe Longo del Cesm – che ci sono parsi più rappresentativi dei concetti che abbiamo sviluppato nel corso".
Il fico d’india dunque, per fare della marmellata, del liquore e persino un gelato. Una idea azzardata? Considerato tutto quello che il mondo della commercializzazione ci propina, può ben rivelarsi una idea geniale.
A ipotizzare il fico d’india come materia prima della "sua" impresa, Michele Trotta, studente del Toniolo, che ha pensato di recuperare e utilizzare quel frutto esotico assai diffuso nell’area ma lasciato abbandonato a sè stesso.
Sulla stessa falsariga Mario Tozzi, dell’Euclice, che ha pensato come oggetto di lavorazione della propria azienda, ai gamberi, anch’essi pescati in abbondanza dalla nostra flotta peschereccia, ma poco valorizzati dal punto di vista di una larga commercializzazione. Un prodotto del mare che si presta ad una prima lavorazione e soprattutto ad essere opportunamente commercializzato sui mercati del nord.
L’agro-alimentare è il settore nel quale si è cimentato Cataldo Scatamacchia, del Toniolo. Il progetto presentato immagina una azienda agro-alimentare suddivisa in settori ognuno dei quali sviluppa un comparto operativo: dalla produzione e commercializzazione dei prodotti caseari, alla preparazioni di piatti pronti utilizzando prodotti dell’azienda, all’allevamento di animali da latte.
Una attività turistica è invece il progetto di Ruggero Cataleta, dell’Euclide. L’ampliamento e razionalizzazione del lido balneare di cui è già proprietaria la famiglia. L’idea è quella di potenziarne i servizi, le strutture, di costruire un albergo e tutta una serie di attività sportive, golf compreso.
Insomma, un campionario di idee interessanti, tutto sommato alquanto realistiche, poggianti su dati di fatto concreti e dunque realizzabili, "che ci fanno ben sperare – annota Barbone – per il futuro, per gli ulteriori sviluppi della nostra economia".
Ufficio stampa e comunicazione Comune di Manfredonia