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Tre moduli di lezioni e una conferenza-spettacolo per spiegare la Drammaturgia e il Teatro. Quasi un manuale pratico sotto forma di seminari, rivolto a insegnanti, educatori, formatori e operatori sociali. A quel personale cioè a diretto contatto con le nuove generazioni con le quali non sempre è facile dialogare proficuamente. Un altro mezzo più stuzzicante e perciò più efficace per scandagliare vie più dirette per trasmettere valori, sentimenti, sensazioni. Per "educare" inteso come momento di confronto e di riflessione costruttivo.
A proporre un tale percorso peraltro già sperimentato con lusinghieri ritorni di idee e progetti, il Teatro Bottega degli Apocrifi, una vera fucina di sperimentazioni socio-educative, gli assessorati alle politiche sociali e alla pubblica istruzione in prima linea sul fronte delle problematiche connesse con i giovani, il Dipartimento di musica e spettacolo dell’Università degli studi di Bologna che porta una consolidata esperienza scientifica nel settore.
Il Seminario di Drammaturgia e Teatro è peraltro inserito, non certo a caso e in qualche modo a ulteriore corredo, in quell’altra iniziativa che tanto successo ha riscosso, che è il Festival di teatro delle scuole di Capitanata "Con gli occhi aperti", giunto quest’anno alla sue terza edizione. "Un percorso parallelo – spiega il regista e animatore della Bottega degli Apocrifi, Cosimo Severo – per i ragazzi e per coloro che direttamente li circondano in cerca di un lessico familiare che permetta all’esperienza laboratorio teatrale di non interrompersi al termine di ogni incontro settimanale e di non esaurirsi al termine dello spettacolo finale, diventando quasi un veicolo quotidiano di contaminazione. Un discorso aperto la cui evoluzione riesce a far convergere le sue parallele in un punto d’incontro al cui centro sono i ragazzi che diventano portatori sani di teatro". Il Teatro insomma come mezzo di dialogo, di affabulazione.
Il seminario si articola in tre moduli che saranno tenuti presso il Palazzo dei Celestini dalle ore 16 alle 18,30, dal professor Gerardo Guccini, docente di Storia del Teatro al DAMS di Bologna, dal regista Cosimo Severo, dalla drammaturga Stefania Marrone e dal maestro Fabio Trimigno, della bottega degli Apocrifi.
Il primo modulo (26, 27, 28 aprile, Guccini, Marrone, Trimigno) darà l’avvio al percorso di drammaturgia orale che sulla scia di Proust, dai sensi arriva alle storie, si parte del presente per trovare il passato. Nel secondo (11 e 12 maggio, Severo Trimigno) si ricercheranno gli strumenti del racconto per dare voce ai sensi. Le dinamiche di un racconto teatrale, i sapori, i colori, gli odori, i suoni della storia, tracciano un percorso che trasborda dallo spazio e dal tempo per dilatarsi, coinvolgendoli, fin agli spettatori. Il terzo modulo infine (18 e 19 maggio, Severo, Marrone) darà voce alle storie per raccontare i sensi: gli elementi del racconto e gli strumenti di narrazione acquisiti saranno convogliati nel racconto pensato per il pubblico.
Il complesso programma avrà un intermezzo il 29 aprile alle 20,30, nell’auditorium, con la conferenza-spettacolo dal tema "Il sapore delle storie: da Combray a Manfredonia, da Proust a noi". Un intrigante appuntamento con il pubblico, con la Città, che interagirà con le narrazioni provenienti dal laboratorio teatrale: un documento di lavoro svolto dai partecipanti e offerto agli abitanti di Manfredonia che riusciranno a riconoscere nei luoghi, nelle vicende e nei personaggi evocati, frammenti vivi della propria memoria.
Michele Apollonio
Ufficio stampa e comunicazione Comune di Manfredonia