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I. Premessa
Lo sforzo principale della futura Amministrazione consisterà in primo luogo nel capitalizzare la gran mole di lavoro prodotta nel corso di questi anni di governo cittadino. Anche in considerazione dei pesanti vincoli imposti dalle leggi finanziarie dello Stato e dai tagli nei trasferimenti dal centro alla periferia, sarà indispensabile un ulteriore sforzo, inteso al contenimento della spesa corrente ed alla razionalizzazione degli investimenti secondo un ordine di priorità da definirsi con estremo rigore. Il vertiginoso aumento dei costi alla produzione di beni e servizi, l’inflazione “reale” succeduta all’adozione dell’Euro, i trasferimenti di funzioni di spesa all’Ente locale in assenza di adeguate coperture finanziarie, rendono difficile la vita dei Comuni italiani, sempre più spesso costretti, per raggiungere il pareggio di bilancio, a barcamenarsi tra scelte necessitate e dolorose: aumentare la pressione fiscale o indebolire il livello dei servizi.
Razionalizzare la macchina amministrativa, eliminare le spese improduttive, sviluppare una più alta capacità di attrazione di risorse finanziarie da fonti extra-ordinarie, sono un imperativo inderogabile per qualunque amministratore pubblico. Tale sforzo risulta tanto più necessario ove l’intento di chi si candida al governo della città non è di produrre un abbassamento del livello dei servizi al cittadino, ma al contrario è quello di incrementarne la gamma soprattutto a vantaggio di coloro che posseggono minori dotazioni finanziarie o che vivono in condizioni di disagio sociale.
Un’Amministrazione al servizio dei cittadini, che crei tutte le condizioni intese alla rimozione di quegli ostacoli di ordine economico, sociale e culturale che di fatto favoriscono le ineguaglianze e mortificano la comune aspirazione ad una esistenza libera e dignitosa.
Alla luce delle pur sintetiche considerazioni sin qui svolte, si impone un grande sforzo amministrativo che evoca una rinnovata capacità politica nella selezione dei bisogni reali della città, nella individuazione degli strumenti per farvi fronte, nel creare nuove e stabili forme di coinvolgimento e partecipazione di tutte le articolazioni sociali a questo grande sforzo collettivo.
Manfredonia è ad un bivio, dopo dieci anni di grandi risultati nel governo locale dobbiamo consentire alla nostra città un deciso salto di qualità: ve ne sono le condizioni politiche e sociali.
Qualità delle politiche, qualità di chi dovrà tradurle in pratica, qualità dell’azione amministrativa.
E’ questo lo sforzo principale che si richiede alla classe dirigente che il centrosinistra ha allevato ed affermato in questi anni sulla scena cittadina, provinciale e regionale. I partiti che costituiscono la coalizione non si sottraggono a questa responsabilità.
II- Sicurezza
Il diritto dei cittadini ad una esistenza libera e sicura è un valore che deve essere sempre più consapevolmente assunto come elemento qualificante tutte le politiche dell’ente. Il Comune non mantiene competenze dirette in tema di prevenzione e repressione degli atti che minano la sicurezza sociale, ma può fare molto per realizzare quelle condizioni strutturali che favoriscano l’affermarsi in città di una più matura cultura della legalità. Crescita economica e sviluppo, piena e buona occupazione sono fattori indispensabili per comporre quelle situazioni di lacerazione e disagio sociale all’interno delle quali nidificano i germi della illegalità. Ma questo non basta. La città ha vissuto una fase difficile, e si è corso il rischio che essa soggiacesse alla persistenza di dinamiche criminali che hanno via via aumentato la loro capacità di controllo del territorio. Ribellarsi e chiedere aiuto non basta per risolvere il problema. Bisogna riaffermare con decisione la preminenza del ruolo delle istituzioni, che devono farsi sempre più credibili agli occhi dei cittadini, ispirare fiducia e rispetto, attraverso comportamenti lineari e senza fraintendimenti. Programmi di educazione alla legalità da attivare in accordo con le scuole, medie e superiori; sollecitazione costante di tutte le agenzie formative ed articolazioni sociali a sentirsi in prima linea nello sforzo di contrasto del crimine; protocolli di collaborazione e scambio dati con le forze dell’ordine e la Prefettura; maggiore prossimità al cittadino dell’istituzione che deve fornire risposte tempestive e convincenti ogni qual volta ci si rivolge ad essa per denunciare un abuso o una presunta ingiustizia. Alcune di queste iniziative si sono e si stanno sperimentando, ma è indispensabile dotarsi di strumenti più efficaci e concreti alla scopo, quali programmi di prevenzione continui e che abbiano certezza di finanziamento in sede di approvazione del bilancio; l’istituzione di sedi permanenti di confronto tra Ente e forze dell’ordine che vigilino sull’andamento dell’ordine pubblico e della sicurezza cittadini; un osservatorio che coinvolga tutte le espressioni culturali, sociali e produttive del territorio e programmi gli interventi; l’apertura di uno sportello che “ascolti” e sovrintenda anche alla rapidità delle risposte pure di ordine burocratico che il cittadino richiede. Diventa anche necessario insistere nel potenziamento non solo strutturale della polizia municipale, aumentandone l’organico e procedendo ad una riorganizzazione dei servizi che tenga conto della priorità costituita dal controllo del territorio e dal contrasto ai piccoli e grandi abusi. L’avvio delle procedure per la costruzione della nuova caserma dei Carabinieri è un segnale importante, ma l’opera va ora concretizzata in tempi rapidi anche in vista di un aumento del numero dei militari destinati alla città.
III – Politiche sociali
L’integrazione sociale è un altro valore prioritario, la cui concretizzazione merita un maggiore investimento in termini principalmente politici. Abbiamo investito in servizi innovativi che incontrassero più e meglio i bisogni reali dei più deboli. Lo abbiamo fatto nonostante sull’Ente locale ormai si accentrino competenze nel settore sempre più varie ed articolate, di pari passo ad un processo sempre più accentuato di deresponsabilizzazione delle altre istituzioni in tema di contrasto al disagio sociale. I fondi della Legge Turco in Puglia non sono ancora disponibili a causa dei ritardi e della insensibilità del governo regionale. I trasferimenti di risorse dallo Stato diminuiscono costantemente. Ma questo è un terreno sul quale non si può arretrare.
La composizione della popolazione sta cambiando: aumentano gli anziani, ci sono nuove fasce di povertà, emergono nuovi bisogni tra i giovani e le donne, bisogni che attraversano i sessi e le generazioni. Occorre passare da una politica dell’assistenza ad una politica dei servizi integrati che superino vecchie logiche ed assicurino una protezione sociale rispettosa dell’autonomia e dignità delle persone.
I piani sociali di zona sono il nuovo strumento per costruire una rete integrata di interventi e servizi sociali. Tutta la città è chiamata a partecipare a questa nuova impostazione, a esigere diritti e prestazioni efficienti, ed anche a non sottrarsi al dovere della solidarietà.
L’Ente locale non può gestire da solo problematiche sociali sempre più complesse, ma è chiamato, invece, insieme ad altri soggetti, a svolgere compiti di programmazione, a indicare linee di indirizzo ed a vigilare sulla qualità dei servizi stessi.
Le politiche per la famiglia, i minori, gli adolescenti, gli anziani, i portatori di handicap, le dipendenze, le forme di povertà devono entrare in una logica di coordinamento e devono assumere un nuovo slancio, e il Comune deve operare per integrare i vari soggetti che operano sul territorio: servizi sociali comunali, servizi sanitari, terzo settore (volontariato e cooperazione sociale).
Una nuova impostazione delle politiche sociali deve favorire gli interventi domiciliari, l’associazionismo e le forme di auto-aiuto, deve far emergere i fenomeni di frantumazione dei nuclei familiari, le povertà nascoste, le situazioni di sofferenza dei minori.
Vanno perciò mantenuti, potenziati e migliorati quantitativamente tutti gli interventi operati in questi anni: dall’assistenza domiciliare integrata per gli anziani, al telesoccorso, al ricovero di anziani presso la casa di riposo Anna Rizzi, dal servizio trasporto per fini riabilitativi e scolastici di anziani e disabili, al sostegno alla maternità e alle famiglie che vivono problematiche difficili, agli interventi di sostegno scolastico e di affido familiare, ai ricoveri in strutture dei minori, al centro di accoglienza per i richiedenti asilo.
Inoltre, come è detto nel Piano di zona, nel 2005 ci sarà l’apertura di due asili nido, e si dovrà puntare alla creazione del segretariato sociale di zona (sportello unico cui rivolgersi per i servizi sociali e sanitari), di un servizio di pronto intervento per i casi di abuso e di maltrattamento, di luoghi di aggregazione per i giovani e gli anziani (centro giovanile e centro sociale per anziani). Andranno inoltre riprese in considerazione importanti iniziative che non sono riuscite a decollare nel recente passato, come l’impiego di pensionati volontari nei compiti di ausilio alla polizia municipale e nella piccola manutenzione cittadina, l’incentivazione all’attività motoria degli anziani anche in convenzione con strutture private.
Il Piano di zona, di cui il Comune di Manfredonia è capofila, costituisce l’occasione per una conoscenza documentata dei bisogni e della domanda dei servizi socioassistenziali e permette di individuare condizioni certe di accesso ai servizi. Esso costituisce una sfida ed una opportunità da gestire assieme ai comuni di Monte Sant’Angelo e Mattinata per una nuova stagione di interventi nel sociale. Inoltre, deve permettere il superamento di visioni parziali e frammentarie al fine di migliorare la qualità sociale della vita e di promuovere una piena cittadinanza in cui i diritti siano coniugati con la partecipazione responsabile alla vita della comunità.
IV – Periferie
Periferie e quartieri decentrati sono spazi spesso inanimati dove le nuove solitudini imposte dagli stili di vita contemporanei rischiano di tradursi in veri e propri stati sociali di sradicamento dalla vita cittadina e di incomunicabilità delle ansie e dei bisogni individuali. Molto è stato fatto per restituire dignità urbana a luoghi e spazi pubblici ritenuti a torto marginali, adesso è necessario decentrare in quelle zone nuove funzioni sociali, innescare percorsi di socializzazione e di riappropriazione di identità collettive che rischiano di smarrirsi. Il decentramento amministrativo non ha alcun senso stanti le nuove tecnologie, le circoscrizioni devono diventare luogo in cui si programma e sperimenta la socializzazione, attivando tutti gli spazi e le energie già presenti sul territorio. Esse devono smettere i panni di cloni dell’assise consiliare, addette alla segnalazione delle necessità manutentive, e divenire soggetti attivi della crescita locale, coniugando esperienze ed articolando reti partecipative in sintonia con l’Ente, concorrendo pienamente alla programmazione ed attuazione degli interventi da realizzarsi sul territorio. Scuole, parrocchie, associazioni, singole volontà debbono responsabilmente concorrere a questa sfida. A prescindere dalle modalità di elezione dei componenti, le circoscrizioni vanno riformate e fatte assurgere al ruolo di protagoniste della vita cittadina. Dovranno essere chiamate in causa per sviluppare una autonoma capacità di programmazione e gestione di attività culturali e sociali, da realizzarsi nei luoghi periferici, rivitalizzando spazi pubblici e volontà di protagonismo civico tuttora esistenti ma mai valorizzati fino in fondo.
Ciò vale anche per le borgate extra-urbane, in relazione alla cui peculiarità necessita una risposta specifica sul piano delle funzioni, che si traduca in un serio e razionale piano di decentramento amministrativo. Questo non vuol dire da parte dell’Ente locale abdicare alle proprie responsabilità nei confronti delle borgate. Anzi.
Nei primi mesi di mandato bisognerà attivare una conferenza tra il Comune e le circoscrizioni di Borgo Mezzanone e della Montagna San Salvatore per sottoscrivere un programma degli impegni e delle azioni che sia condiviso e definisca le linee di un’azione politica ed amministrativa condivisa da verificare e riaggiornare annualmente. Uno sforzo di confronto ulteriore andrà avviato anche con le circoscrizioni cittadine, soprattutto in relazione alle nuove emergenze determinate dal processo progressivo di popolamento dell’agro di Siponto e della Riviera Sud. L’assessorato competente sarà dotato di una delega ad hoc per le problematiche della Riviera, la cui definizione andrà progressivamente affrontata, tenendo conto in primo luogo delle questioni relative al trasporto pubblico ed al completamento delle urbanizzazioni.
L’Ente locale deve sviluppare principalmente la propria capacità di guardare ed ascoltare la città ed il territorio, bisogna rifuggire la logica sinora preminente del “rivolgersi al comune” per chiedere: non basterà mai per tutti. Gli enti locali stanno trasformandosi sempre più nell’ultima frontiera, il luogo in cui si scaricano tutte le contraddizioni ed i bisogni alimentati in questi anni di vuoto politico statale e regionale. Ascoltare per promuovere soluzioni, ascoltare per sollecitare identità, ascoltare per ridimensionare il senso di solitudine e di sfiducia che prevale soprattutto nei soggetti più esposti: anziani, minori, disabili mentali, ex detenuti.
V - Sanità
Per la prima volta l’Ente locale ha sperimentato la esistenza di un assessorato con delega piena alle questioni sanitarie. Nonostante la situazione critica in cui versa la sanità pugliese, ed i reiterati tentativi del governo nazionale di procedere allo smantellamento del sistema sanitario pubblico, l’Amministrazione si è sforzata di tenere alto il profilo del confronto con le istituzioni competenti e con la Regione Puglia. Nell’assenza di soluzioni alternative, il Comune si è fatto responsabilmente carico di nuovi servizi non più effettuati dall’A.U.S.L. con impiego di rilevanti risorse economiche. Siamo stati i pionieri dell’assistenza domiciliare integrata in provincia di Foggia, ed abbiamo fatto fronte alle necessità relative ai programmi di integrazione scolastica dei soggetti portatori di handicap. Non solo, l’Ente si è fatto carico delle funzioni di trasporto disabili, anche per scopi non riabilitativi e scolastici, ed ha patrocinato e contribuito a programmi formativi degli operatori sanitari ed ad una intensa stagione convegnistica per favorire la diffusione della cultura della prevenzione.
L’Amministrazione comunale ha sempre praticato una politica del dialogo che ha portato al potenziamento ed alla creazione di servizi indispensabili, come il reparto di unità coronaria, con servizi di alta specializzazione, la nuova sistemazione del Pronto soccorso, il servizio per la tossicodipendenza, il centro diurno per le malattie mentali.
I nodi da affrontare sono ancora molti ed i problemi da risolvere altrettanti, ma la coerenza della nostra impostazione ci ha visti premiati dal piano di riordino ospedaliero e sul terreno degli investimenti, non mastodontici ma significativi.
Si è costantemente monitorato e sollecitato la soluzione dei piccoli e grandi problemi. Insomma in una fase delicatissima si sono ottenuti alcuni risultati. Nell’assenza di una nuova stagione di impulso del sistema sanitario nazionale, è necessario rafforzare questa presenza costante dell’Amministrazione, una strategia dell’attenzione e del confronto che deve vederci impegnati affinché si attui in tempi rapidi quanto programmato.
L’assessorato dovrà sviluppare ulteriormente la sua iniziativa di divulgazione ed accrescimento di una matura cultura sanitaria, e valorizzare la concertazione con le associazioni che in questi anni si sono distinte per la loro presenza sul territorio, a cominciare dal Tribunale dei diritti dell’ammalato. Abbattimento delle liste di attesa ed aumento della qualità delle prestazioni soprattutto di orientamento sanitario del cittadino sono obiettivi per i quali l’Ente dovrà spendere ancora maggiore iniziativa e capacità di proposta.
Nuove risposte occorre dare ai temi della prevenzione, delle persone malate e non autosufficienti, delle malattie croniche e degenerative, incentivare la deospedalizzazione della risposta sanitaria e favorire l’aumento in qualità e quantità delle prestazioni mediche offerte dalle strutture territoriali.
Si dovranno programmare campagne mirate per l’educazione continua alla salute nelle scuole elementari (alimentazione, prevenzione dell’obesità e del sovrappeso nei bambini), nelle scuole medie (prevenzione al vizio del fumo, dell’alcool e delle sostanze stupefacenti), nelle scuole superiori (malattie sessualmente trasmissibili e dipendenze).
Un capitolo a parte merita l’azione sin qui svolta in tema di randagismo. L’Ente locale ha investito rilevanti risorse per creare il canile sanitario e stipulare una convenzione con l’E.N.P.A. per la gestione del canile rifugio. La situazione è notevolmente migliorata, soprattutto rispetto ad altre zone della provincia, ma bisogna governarla con una azione che richiede la sterilizzazione delle cagne randagie, l’anagrafe canina, un maggiore controllo del fenomeno, e da questo punto di vista è necessario un coinvolgimento più consistente dell’A.U.S.L. e politiche comprensoriali adeguate perché anche gli altri comuni siano coinvolti.
VI – Politiche giovanili e sport
I bambini ed i giovani sono la più grande ricchezza di questa città, sono i nostri figli, il nostro futuro. L’infanzia e la gioventù non devono rappresentare “questioni politiche” da affrontare e risolvere, ma essere considerate il prius che lega l’intera attività amministrativa e politica dell’Ente locale, un punto costante di orientamento all’azione. Non sono sufficienti “politiche giovanili”, l’intera attività politica va rimodulata sui bisogni e le aspettative dei bambini e dei giovani.
E’ necessario dotarsi di una strategia complessiva, di una politica delle generazioni in grado di fornire risposte soprattutto alla domanda di senso e di socializzazione che la condizione giovanile oggi più che in passato pone.
In primo luogo dunque un pieno coinvolgimento, attraverso la definizione di nuovi modelli partecipativi alle scelte dell’Amministrazione. Un forum permanente e aperto che concorra alla definizione di proposte ed idee non solo sulle questioni generazionali, ma che assuma il punto di vista dei giovani come strumento e risorsa a disposizione della comunità nel suo complesso. I ragazzi vanno anche responsabilizzati, rispettati. Non si tratta unicamente di garantire spazi e recinzioni ove consentire di dare libero sfogo alla propria creatività, ma di innescare percorsi che favoriscano la consapevolezza della dimensione pubblica dell’individuo, della sua responsabilità verso gli altri e coloro che verranno.
E così tanto il nascente centro sociale in piazzetta, quanto il contenitore che potrebbe essere costituito dal vecchio mercato ittico devono diventare luoghi e spazi in cui si esercita collettivamente questa dimensione creativa ed al tempo stesso sociale, non solo occasioni di sano e pur necessario divertimento.
La pratica sportiva assolve ad una importantissima funzione sociale, in special modo sotto il profilo della crescita culturale e della tutela della salute dei più giovani. Manfredonia possiede una sana cultura sportiva, ma ha scontato la limitatezza delle strutture dedicate a questa pratica. Sono stati compiuti interventi straordinari in questo settore ed altri sono in via di completamento.
La ristrutturazione del vecchio Miramare, oggi fruibile da tutta la città, il palazzetto di Via Dante Alighieri, e la ristrutturazione ed ammodernamento del palazzetto Scaloria. Bisogna insistere in questa direzione. La realizzazione della piscina coperta e del primo lotto funzionale del campo sportivo di via Scaloria per rendere fruibile la pista di atletica vanno assunte come priorità dalla futura Amministrazione. Questi contenitori comunque non forniscono una risposta esauriente alla domanda di spazi ed impianti che emerge dalla collettività. L’Ente locale ha compiuto grandi sforzi e non dispone di risorse ulteriori. Bisogna dunque chiamare la politica ad assolvere il proprio compito con creatività e concretezza, cogliendo al contempo l’occasione per fornire risposte anche sul piano della imprenditoria sociale. Entro un anno dall’inizio del prossimo mandato dobbiamo impegnarci a fornire la città di un piano complessivo che indichi soluzioni concrete all’annoso problema della gestione e funzionalità delle tante strutture presenti sul territorio e scarsamente o malamente utilizzate, a cominciare dai campetti rionali. Programmi di recupero cofinanziati con il concorso del privato sociale e gestioni attribuite ad enti con finalità pubbliche e parrocchie.
Sarà inoltre necessario intensificare l’attività di promozione, soprattutto nelle scuole, e razionalizzare l’utilizzo delle risorse, come al solito limitate, indirizzandole prioritariamente verso il sostegno ad iniziative programmate e rispondenti ad una coerente logica promozionale piuttosto che verso esibizioni volte a pubblicizzare vere e proprie attività imprenditoriali.
VII- Politiche culturali e della scuola.
Per la scuola si è fatto tanto, per tutte le scuole di ogni ordine e grado. Il sostegno alla pubblica istruzione è stata è sarà una scelta caratterizzante il programma dell’alleanza di centro-sinistra.
Tutti gli istituti sono stati interessati da sostanziali interventi di riammodernamento.
Si sono recuperate le strutture abbandonate, compreso il nuovo asilo nido, si è dotata la città di un centro pasti per la mensa scolastica all’avanguardia. Oggi non ci sono più ragazzi e bambini che trascorrono il tempo scolastico in garage o strutture fatiscenti. L’ultima sfida è costituita dal riammodernamento della “Don Milani” i cui progetti esecutivi sono in via di definizione, e dalla ristrutturazione della scuola Croce. Poi l’opera sarà completa. Ora che disponiamo di nuove e moderne strutture si pone il problema della loro accurata manutenzione, e pertanto sarà necessario non affidarsi più ad interventi occasionali da “inizio anno” ma programmare una manutenzione continua ordinaria e straordinaria che nel lungo periodo consenta un più razionale utilizzo delle risorse oltre che sostanziosi risparmi. Per ottenere questo obiettivo necessitano scelte certe ed adeguate in sede di redazione del bilancio, unitamente ad una più funzionale organizzazione degli uffici tecnici.
Le sinergie con l’Università degli studi di Foggia si sono moltiplicate negli anni. Siamo stati uno dei primi comuni a crederci ed abbiamo investito notevoli risorse finanziarie. Il corso di laurea sta consolidandosi e bisogna accelerare gli adempimenti per il trasferimento presso la nuova sede di Palazzo Orsini, a sua volta restaurato. Bisogna continuare ad investire energie anche politiche nel rapporto con le agenzie di formazione superiore, come si è fatto con i master ed i progetti di ricerca avviati dall’Amministrazione comunale e che oggi consentono di disporre di strutture adeguate ad intercettare le nuove esigenze formative specialmente di giovani tecnici che operano per la valorizzazione delle risorse del territorio.
Il sapere, la cultura sono beni che devono essere riconosciuti a tutti ed a tutti in maniera qualitativamente adeguata. E’ in gioco la crescita della nostra città, una città con una identità non pienamente definita, che deve darsi valori condivisi: primato della cultura e del sapere vanno di pari passo con la disposizione alla solidarietà, all’accoglienza ed alla operosità. L’auditorium di Palazzo Celestini, la nuova biblioteca, il teatro comunale, sono il segno tangibile di un grosso investimento che sta consentendo e consentirà sempre più la disponibilità di luoghi e punti di riferimento per la crescita culturale e dunque morale e sociale della città. Devono condursi a termine i lavori di ristrutturazione dell’ala est del Palazzo Celestini che dovrà essere il Palazzo della Cultura di Manfredonia, in maniera da dotare la città di una biblioteca più ricca e di spazi espositivi fino ad ora inesistenti. Ora è necessario valorizzare il lavoro svolto ed incoraggiare l’esplicazione di tutte le potenzialità cittadine.
Ma bisogna farlo assieme, con interventi mirati e valorizzando le disponibilità presenti sul territorio, come si è fatto dotando l’UNITRE di una nuova sede, e investendo risorse per la permanenza del distretto scolastico sul territorio. Deve giungersi a un forum cittadino permanente su questi temi, che programmi e verifichi l’attuazione delle scelte compiute. Le iniziative culturali promosse in questi anni sono state tante e di qualità. Si deve insistere sulla strada intrapresa valorizzando le esperienze meglio riuscite, puntando alla valorizzazione delle risorse del territorio. Offrire più opportunità, specialmente ai giovani, di cimentarsi ed esprimere la propria creatività, offrendo gratuitamente spazi e strumenti, chiamando anche loro a partecipare direttamente alla elaborazione delle iniziative.
Notevole è stata l’attenzione posta al recupero e valorizzazione dei beni culturali della città: la sistemazione dell’area circostante il castello, gli interventi diretti dell’Amministrazione per rendere fruibili parti dello stesso castello sino ad ora interdette al pubblico, il recupero di importanti opere pittoriche e gli interventi sulla Chiesa dell’Umiltà, la cappella della Maddalena, gli ipogei di Siponto ed il chiostro del Comune riportati a nuovo splendore dopo decenni di abbandono. Si sono proseguiti i programmi per la valorizzazione del patrimonio archeologico. Lo Stato non destina risorse allo scopo, ma non si deve demordere, è necessario proseguire negli interventi già programmati, a cominciare dal recupero dei “torrioni” antichi che cingono la città, e dotarsi di un piano che costituisca il punto di orientamento per azioni innovative che prevedano una maggiore sensibilizzazione degli altri enti ed istituzioni sovraordinate, ed anche il coinvolgimento dei privati che vanno sollecitati ed incentivati al recupero del patrimonio storico cittadino.
La storia, la memoria, la identità cittadina sono valori che alimentano nuovi valori, la capacità di riconoscersi appartenenti alla stessa comunità, il sentirsi tutti parte di un progetto ambizioso e senza termine che riguarda la crescita e la valorizzazione della città, la capacità di scommettere sul proprio futuro. Il grande sforzo compiuto in vita dal compianto professor Melillo, di raccolta e custodia dei segni della nostra civiltà, va valorizzato e reso costantemente fruibile soprattutto dai giovani, può acquisire sempre più i caratteri di una istituzione museale tematizzata sulle radici delle civiltà sviluppatesi a Manfredonia negli ultimi due secoli, soprattutto evocando i nessi tuttora vivi tra la nostra cultura e le arti e mestieri locali a cominciare da quelli legati al rapporto col mare e con i mestieri contadini. Deve darsi adeguata sistemazione all’archivio storico comunale e collaborare con la Curia per la istituzione del museo diocesano. Il Comune potrebbe incentivare la realizzazione di una grande opera sulla storia di Manfredonia, autonomo frutto dello studio, della ricerca e della collaborazione delle istituzioni universitarie e di documentazione storica presenti sul territorio.
Altro obiettivo e la concretizzazione degli interventi riguardanti San Leonardo ed attivati con il P.I.S. turismo e quelli relativi a Borgo Mezzanone con i fondi P.O.R.
Strategiche in questo settore le sinergie con il Parco del Gargano e la Provincia di Foggia.
La valorizzazione dell’area archeologica di Siponto, nonostante gli sforzi compiuti dalle varie Amministrazioni, non è mai stata adeguatamente assunta tra le priorità ministeriali e regionali. E’ necessario a questo punto sviluppare nuove sinergie che conducano alla costituzione di un tavolo tecnico-politico tra Stato, Regione ed Enti locali per la stesura di un programma di interventi che individui tempi certi e risorse mirate al recupero ed alla fruibilità dell’area, a partire dai complementi della programmazione regionale al quadro comunitario di sostegno del 2006 – 2010.
VIII- Manfredonia città della pace e dell’accoglienza
In questi anni si è lavorato per definire con più nettezza il profilo morale e culturale della città, la sua naturale vocazione all’accoglienza, la sua capacità di mobilitarsi per i drammi che affiggono il mondo.
Abitiamo un pianeta sempre più piccolo, i progressi della tecnologia riducono le distanze spaziali e temporali, la globalizzazione dell’economia internazionale pone nuove sfide, apre scenari inediti ed opportunità, ma mette a nudo i drammi di centinaia di milioni di esseri umani, in prevalenza bambini, a cui è negata una esistenza libera e dignitosa. Le guerre si moltiplicano, antichi conflitti si acuiscono. C’è un mondo nuovo da costruire, e vi sono risorse intellettuali e materiali da mobilitare per questo scopo. I giovani prima di tutto.
Il Comune di Manfredonia negli ultimi anni ha fatto la sua parte, si è sforzato di chiamare la città ad un atto di responsabilità. E così sono nate le iniziative di promozione delle attività dell’Unicef, un progetto per la costruzione di una scuola in Africa, la giornata di mobilitazione contro la pena di morte, le "giornate dei valori" in cui si è sottolineata la strategicità della cultura della pace e della solidarietà, la promozione del comitato cittadino per la raccolta fondi per le vittime dello tsunami, i progetti di accoglienza per i richiedenti asilo.
E’ necessario che questa tensione positiva diventi un progetto organico, che sappia coinvolgere permanentemente nella definizione di programmi e nuove attività le scuole, le associazioni, i cittadini, soprattutto i giovani. La nascita di una nuova cultura della pace e della solidarietà passa attraverso la maturazione di una nuova consapevolezza civica, si forgia nella verifica degli esiti importanti che gesti o azioni apparentemente di poco conto possono produrre.
“Manfredonia città della pace e dell’accoglienza” deve diventare un laboratorio permanente di militanza attiva, per la riaffermazione quotidiana dei valori di uguaglianza, fraternità e libertà su cui fondare la crescita morale, culturale e sociale della città.
L’accoglienza e l’integrazione sociale dovrà costituire la prima sfida da cogliere. E’ necessario riarticolare la rete dei servizi e delle iniziative intese a favorire l’inclusione in primo luogo dei migranti, di quel popolo di bisognosi che chiede cittadinanza e diritti molto spesso negati nelle terre di origine. La istituzione del Consigliere comunale aggiunto e del Forum degli immigrati sono impegni amministrativi cui dovrà attendersi nei primi mesi di mandato; fornire luoghi e sedi di rappresentanza permanente dei bisogni è la prima risposta, è un primo segno tangibile del riconoscimento che la comunità compie della esistenza di istanze ulteriori, è un modo significativo per affermare una comune appartenenza. Il Comune di Manfredonia sarà in prima fila nella richiesta, ormai da più parti avanzata, di riconoscimento del diritto di voto agli stranieri “regolari” e che risiedano stabilmente nel territorio.
IX - Promozione e tutela dell’ambiente
Questa è stata un’Amministrazione che ha scommesso sull’ambiente e la sua tutela e valorizzazione.
Per questo è stato istituito per la prima volta nella nostra città un assessorato ad hoc, dedicato specificatamente alla cura delle politiche nel settore.
Le nuove leggi in tema di tutela ambientale e della salute hanno richiesto l’implementazione, peraltro già avviata dall’Amministrazione Prencipe, di una struttura amministrativa specializzata. Ma non basta, i metodi e le prassi di tutti gli uffici comunali vanno aggiornati e ricalibrati anche culturalmente sulle nuove norme ed esigenze di tutela dell’ambiente e dei suoi valori. E’ richiesto un grande sforzo, soprattutto di coordinamento. Lo sportello unico per le attività produttive è un esempio in questa direzione. Purtroppo la sua piena operatività è stata limitata dalle difficoltà incontrate soprattutto nel rapporto con le altre agenzie burocratiche. Ma la sfida resta e merita maggiori attenzioni e nuovo impulso.
In città si notano i primi frutti di questo lavoro, è maturata una coscienza ambientale meno indotta da eventi a forte impatto emozionale, e più consapevolmente orientata a trarre insegnamenti dagli errori del passato e a contribuire alla costruzione del futuro con maggiore criticità e maturità. I problemi del territorio restano tanti ma si sono costruite le condizioni anche culturali per avviarli a soluzione. Agenda 21 è stato uno strumento utilissimo a questo riguardo, ma ne vanno ridefinite le funzioni partendo dall’analisi dei risultati raggiunti nel corso dell’importante esperienza già compiuta e soffermandosi serenamente sui limiti che essa ha denotato. In primo luogo è necessaria una maggiore autonomia dell’istituto rispetto alle iniziative dell’Amministrazione, per cui si potrebbe pensare ad una presidenza turnante affidata ad esponenti delle società civile e del mondo dell’associazionismo. Inoltre è necessario che la sua azione si esplichi oltre che sui temi squisitamente ambientali anche sulle questioni aperte della riqualificazione urbanistica cittadina. Anche in questo caso è necessario un maggior investimento di risorse politiche ed il definitivo compimento di una metamorfosi culturale già avviata da parte della classe dirigente cittadina.
Segnali decisi in tale direzione sono comunque percettibili. Le collaborazioni ininterrotte con l’Arpa dell’Emilia Romagna, il rapporto con il Laboratorio di educazione ambientale della Provincia di Foggia, gli studi commissionati in tema di incidenza ambientale degli interventi di trasformazione di parti rilevanti del territorio sono significativa espressione di un dinamismo amministrativo su tali questioni che va evidentemente raffinato e reso continuativo.
Le stesse politiche di sviluppo economico e di governo dei processi di reindustrializzazione sono state caratterizzate da una costante attenzione alle possibili interazioni con l’ambiente, ed ogni singola iniziativa proposta è passata sotto la lente d’ingrandimento degli organismi tecnici e delle istituzioni consiliari. La bonifica dell’ex sito Enichem è in fase avanzata, procede sotto il controllo della magistratura ed il continuo monitoraggio dell’Ente locale. Purtroppo i tempi si stanno allungando rispetto alle previsioni e sarà necessario che la futura Amministrazione contribuisca a ridefinire con gli organismi ministeriali un cronoprogramma realistico, soprattutto in relazione ai tempi di smantellamento degli impianti, più volte annunciato e tuttora inattuato.
La tutela del nostro golfo è stata un’altra delle priorità dell’Amministrazione passata. Si è lavorato parecchio e colto un primo straordinario risultato: la costruzione di un nuovo, grande e moderno depuratore che consentirà un’inversione di rotta nella gestione dei fenomeni di sversamento di liquidi verso il mare, mentre ora è attivo il nuovo depuratore realizzato dalla Syndial e finanziato il modulo a servizio delle zone industriali in agro di Manfredonia. Ma questo enorme sforzo non sarà del tutto compiuto in assenza di un intervento deciso del Governo e della Regione, più volte sollecitati in sede prefettizia, che impongano ai comuni che sversano negli affluenti al golfo l’obbligo di dotarsi di strutture di depurazione adeguate. E’ questa una battaglia che deve continuare.
Il sistema idrico e fognario della città è particolarmente antiquato. In certe zone inesistente. Abbiamo investito massicciamente nella sua sistemazione, anche nella circostanza della realizzazione di interventi straordinari di riqualificazione urbana. E’ in via di definizione uno studio accurato della situazione esistente, che definirà ulteriormente priorità e modalità di intervento richieste: un impegno che deve continuare e che ha già dato i primi importanti frutti come testimoniano i rilievi effettuati di recente dalle istituzioni deputate ai controlli.
Gli spazi verdi cittadini sono stati ampliati, la gestione delle risorse naturalistiche resa più oculata anche grazie alle sinergie sviluppate con il Parco del Gargano. Le nuove realizzazioni comportano nuove necessità manutentive, cui si è fatto fronte per la prima volta con interventi programmati e non occasionali ereditando le progettualità redatte dalla Giunta Prencipe. Servono nuove risorse per le aumentate necessità, e la responsabilizzazione dei cittadini, a cominciare dall’affidamento ai privati degli spazi verdi da istituire soprattutto nel contesto delle nuove lottizzazioni del P.R.G.
Ma non solo, bisogna insistere su progettualità in grado di valorizzare e rendere fruibile un territorio di grandi potenzialità naturalistiche. L’Amministrazione comunale ha progettato la realizzazione di una grande “via verde” che consentirà di ricucire il tessuto urbano alle aree di maggior pregio ambientale ai fini della loro compiuta utilizzazione, anche a fini turistici ed escursionistico, e della migliore tutela del paesaggio. Lo sforzo dovrà ora consistere nel reperire le risorse ed avviare la realizzazione di questa importante e grande progettualità.
Realizzazione di piste ciclabili, dotazione di strutture che incentivano l’utilizzo di mezzi di trasporto alternativi, l’ammodernamento del parco veicolare per il servizio S.A.U., l’implementazione di sistemi di controllo della qualità dell’aria, il nuovo regolamento per la gestione delle installazioni elettromagnetiche, le bonifiche degli immobili contenenti eternit, tutti interventi avviati e che vanno potenziati, che testimoniano l’urgenza di continuare a investire nell’assessorato in questione con consapevolezza ancora maggiore.
Un problema di enormi proporzioni è costituito dall’emergenza rifiuti, sinora governata con estrema saggezza e contenendo costi anche sociali che in zone limitrofe al nostro territorio hanno generato anche situazioni di estremo conflitto. L’A.S.E. è stata trasformata in S.P.A. e si è implementata una gestione più oculata delle sue risorse anche umane. Un’opera impopolare di contenimento dei costi pur in assenza di strutture che consentissero i ricavi del passato come la gestione diretta di discariche. Purtroppo i ritardi del Commissario delegato all’emergenza e dell’A.T.O. di bacino in cui ricade il comune di Manfredonia hanno creato una situazione che non solo ha fatto lievitare enormemente i costi dello smaltimento rifiuti, ma rischia di trascinarci nell’emergenza. La logica del saccheggio del territorio da utilizzare per lo smaltimento è finalmente superata, la nostra città deve dotarsi di strumenti alternativi ed all’avanguardia. La realizzazione di una piattaforma ambientale che ci metta al riparo da rischi per il futuro è un obiettivo non più eludibile e che richiede coraggio amministrativo e virtù politica. Nella nuova A.T.O. bisogna giocare un ruolo da protagonisti, e dedicare più iniziativa politica al raggiungimento di questo obiettivo.
X - Valorizzazione delle risorse del territorio
Il nostro territorio mantiene importanti valori ambientali.
Il primo di essi è il mare. Abbiamo già detto di alcune delle iniziative in itinere a tutela dei valori del nostro golfo, altre devono essere condotte a termine a cominciare dalla concretizzazione in tempi rapidi dagli interventi previsti nelle misure P.O.R. già progettati in sinergia con la Provincia e riguardanti il ripascimento del golfo medesimo. Manfredonia deve sempre più esaltare il suo legame non solo storico con il mare, ma adeguare il complesso delle sue politiche alle esigenze poste dalle “economie” che si fondano sulla ricchezza costituita dal mare.
Del sistema della portualità si dirà in avanti. Merita soffermarsi in questa sede sul lavoro da compiersi per condurre a termine la grande opera già intrapresa di crescita e sviluppo delle attività connesse alla pesca.
L’antico sogno di dotare la nostra marineria di un nuovo e funzionale mercato ittico si è finalmente avverato. La gestione è stata affidata al Consorzio composto in prevalenza dalle cooperative di produttori, un esperimento cominciato tra lo scetticismo generale, ma che ha prodotto nuovi posti di lavoro e raddoppio del fatturato. I nostri “pescatori” si sono messi alla prova, e per la prima volta una esperienza di autogestione, fortemente motivata dalle ragioni di una ritrovata unità di intenti, sta producendo frutti positivi: una rivoluzione culturale di straordinaria rilevanza per il futuro del settore e che va sostenuta e incentivata ulteriormente dall’Ente locale. Dopo la fase di avvio è giunto il momento di tirare le somme. Investire le risorse già resesi disponibili per una meccanizzazione delle operazioni d’asta, adeguare il regolamento di mercato alle mutate esigenze della produzione ed alla necessità di attrarre operatori economici provenienti fuori comprensorio, rispondere alle esigenze dei commercianti affrettando l’iter per la realizzazione dei nuovi magazzini in adiacenza alla struttura mercatale.
La costituzione delle "OP" sono un segnale ulteriore in questa direzione, forme associative che vanno aiutate ad entrare in una fase pienamente operativa ed a raggiungere finalità importanti, quali l’esercizio razionale della pesca, lo sfruttamento regolato e programmato delle zone di pesca, il miglioramento del reddito degli associati attraverso la valorizzazione del pescato. Indispensabile risulta inoltre la realizzazione di interventi, anche con il concorso degli operatori, mirati all’abbattimento dei costi del carburante che strangolano la marineria locale.
Sarà inoltre importante procedere al completamento infrastrutturale della struttura portuale (acqua potabile, bagni pubblici, depositi attrezzi…) e sollecitare con decisione gli interventi manutentivi e di dragaggio che il Genio civile per le opere marittime non compie da alcuni anni.
La nostra produzione va valorizzata, i nostri prodotti fatti conoscere. Devono essere incentivate le iniziative imprenditoriali che esaltano il pescato locale; e la rimodulazione del Contratto d’area è un occasione importante. Un'altra iniziativa da promuovere è un programma di azioni da sviluppare col sostegno del Parco del Gargano, in sintonia con quanto è già avvenuto per altre produzioni di nicchia locali. L’istituzione sul territorio di un istituto talassografico e di biologia marina che studi le condizioni di pescosità del mare e orienti le azioni della categoria, possono costituire un utile supporto alla qualità della produzione. L’Amministrazione comunale ha provveduto ad avviare programmi di ricerca nel settore che saranno incentivati con il decollo delle infrastrutture finanziate col "patto pesca". Esistono già le condizioni di partenza affinché con il concorso di Provincia ed Università, a partire dai laboratori presenti presso l’Oasi Lago Salso si raggiungano questi importanti obiettivi.
Altra priorità nel settore, sarà costituita dalla realizzazione dei nuovi magazzini per i commercianti da realizzarsi in adiacenza al nuovo mercato, onde consentire anche la riqualificazione del lungomare Nazario Sauro.
La nostra dimensione marinara va riaffermata a tutti i livelli, non solo attraverso gli interventi di riqualificazione cittadina, di cui si dirà in altra sede, ma anche sviluppando rapporti di cooperazione con le altre città transfrontaliere dell’Adriatico, come si è già cominciato a fare con l’adesione alla Comunità dei porti adriatici, dei cui organismi direttivi il Comune di Manfredonia fa già parte, e che diventa un’occasione per la partecipazione a progetti più ambiziosi di ordine trans-nazionale in grado di attirare nuove risorse sul territorio.
Manfredonia possiede anche un agro esteso e ricco di potenzialità inespresse, variegato e per molti versi trascurato. Risorse suscettibili di generare ricchezza e nuove opportunità di lavoro.
Il comprensorio dell’Oasi Lago Salso (ex Daunia Risi), dopo anni di abbandono, è stato investito da interventi rilevanti di trasformazione e cura che ne hanno svelato le enormi e molteplici possibilità di sviluppo. Strategica a questo riguardo si è rivelata la sinergia operativa sviluppata con il Parco Nazionale del Gargano. Si è costituita una SPA avente ad oggetto la gestione e la piena valorizzazione e fruizione della zona in questione, con il coinvolgimento anche di una cooperativa di ex L.S.U. che ha scommesso coraggiosamente su questa opportunità. Purtroppo il decollo della società è stato interdetto dai limiti manifestati dal piano di impresa redatto dalle istituzioni ultracomunali addette al tutoraggio della intera operazione. Si è deciso di cambiare rotta. Insistere sulle potenzialità del comprensorio agricolo ivi presente, su un patrimonio faunistico e naturalistico unico in Europa, di scommettere sulla possibilità che l’oasi diventi un centro di ricerca all’avanguardia per il sostegno alle produzioni locali. Si è scelta una forma di gestione più elastica e che comunque non rinnegasse le strategie poste a fondamento della impresa originaria. Bisogna ora lavorare con decisione su questa nuova fase, ve ne sono tutte le condizioni. Una volta ricalibrato il piano di sviluppo aziendale, affidata le gestione societaria a uomini in grado di sviluppare le necessarie sinergie istituzionali ed imprenditoriali, deve scommettersi su questa grande opportunità, in grado di assolvere non solo ad importanti funzioni sociali, ma anche di valorizzare per scopi naturalistici una delle parti più belle del nostro territorio. Può partire da questa esperienza, se efficacemente concretizzata, un segnale importante a tutti gli operatori agricoli. Una filiera importante ma in difficoltà per le scelte sbagliate e l’inconsistenza delle politiche regionali e statali sempre più spesso parametrate, soprattutto in sede comunitaria, sulle esigenze della produzione delle grandi imprese e degli operatori padani. Abbiamo sviluppato azioni di comprensorio vasto che ci hanno consentito il finanziamento di un GAL che guardi con rinnovata fiducia alle potenzialità del sistema agricolo Dauno-Ofantino. Nonostante l’enorme interdizione politica costituita dalle clientele dei governanti regionali, la bontà della nostra progettualità non è stata posta in discussione: evidentissima. Ora bisogna cogliere i frutti di questo lavoro e costruire azioni di traino che indirizzino e sollecitino la diversificazione produttiva, gli investimenti sulla qualità e la creazione di un sistema in grado di esprimere un valore aggiunto tuttora inespresso. Parco del Gargano e Provincia di Foggia sono interlocutori necessari a questo scopo.
L’Ente locale ha competenze praticamente inesistenti in materia, i ritardi infrastrutturali, soprattutto la penuria di acqua, sono dati endemici che comunque una iniziativa politica che guardi alle potenzialità del sistema piuttosto che alle convenienze dei singoli può aiutare a rimuovere. La formazione degli operatori è uno snodo decisivo in questa direzione, ed anche in questo caso l’occasione della rimodulazione del Contratto d’area può essere colta per promuovere iniziative ulteriori di valorizzazione delle nostre produzioni di eccellenza che servano da stimolo e traino al territorio.
I complementi di programmazione della Regione Puglia sembrano ignorare le opportunità presenti in loco, e le risorse del quadro comunitario di sostegno sono state utilizzate trascurando del tutto le necessità del nostro sistema produttivo. Più che in passato servono politiche di sostegno e promozione del sistema, anche in questo caso è necessario un salto di qualità nella proposta, un nuovo protagonismo dell’ente locale che assuma questa priorità nella sua agenda amministrativa. Non solo strade interpoderali ma una vera e propria capacità di elaborazione programmatica che parta dall’analisi e condivisione dei bisogni degli operatori. Si tratta di una sfida grande e difficile, e lo strumento ideale è quello di una concertazione più vasta in grado di orientare e condizionare anche le politiche regionali e statali che hanno sempre trascurato i bisogni del Tavoliere e delle sue produzioni.
Le politiche del territorio vanno ridefinite a partire non solo dai bisogni emergenti, ma soprattutto individuando le occasioni mai colte. Tra queste senza dubbio vanno collocate quelle offerte dalla diversa valorizzazione del nostro territorio montano e delle sue produzioni. La nostra montagna è non solo uno straordinario veicolo di promozione culturale e sociale, ma una inesauribile miniera di saperi e produzioni da riconvertirsi e aggiornarsi anche alla luce dei nuovi stili di consumo e delle molteplici opportunità offerte dal mercato che richiede sempre più qualità e rintracciabilità dei prodotti.
XI- Promozione turistica
La nostra è una comunità estesa ed articolata, una città con una identità non pienamente definita, con un territorio vasto e multiforme. La carta del turismo e della economia da esso indotta va giocata con intelligenza. Dobbiamo abbandonare atteggiamenti nostalgici, vagheggianti una presunta età dell’oro che non trova riscontro nella realtà cittadina. Sono necessari allo scopo una robusta dose di sano realismo, pragmatismo amministrativo e tanta creatività e determinazione politica: come sempre. Anche in questo caso, abbiamo grandi risorse e bisogna valorizzarle al meglio, in un’ ottica di sistema che abbracci l’intera area garganica.
Il clima, il mare, la collocazione geografica, il patrimonio storico, monumentale ed archeologico sono elementi che militano a favore di una concreta possibilità di ritagliarci un ruolo dignitoso sul mercato turistico. Bisogna dotarsi di un programma concreto e credibile. Ciò non vuol dire volare basso, anzi; bisogna però iniziare a decollare partendo dall’esistente, non con la fantasia ma con i fatti. In primo luogo bisogna sostenere la crescita di un’autentica classe di imprenditori turistici. Partendo dal basso, dalle piccole esperienze realizzate che già dicono di una potenzialità inespressa ed a volte incompresa. Dobbiamo giocarci, inoltre, una grande possibilità: scommettere sui giovani. Si può far crescere l’idea che Manfredonia possa rappresentare un crocevia di turismo giovanile e per fare in modo che tale idea si consolidi, anche nell’immaginario del turista, è necessario ripensare la ricettività sul territorio. Occorre, perciò, avere strutture funzionali al target di mercato che si intende attirare nel territorio. Ne consegue la necessità di indirizzare una parte di investimenti e progettualità verso la realizzazione di camping, ostelli, aree attrezzate per camperisti, bed and breakfast e quant’altro possa rivolgersi al turista giovane. E’ utile evidenziare, dunque, che l’offerta culturale e le politiche di promozione turistica dovranno necessariamente essere calibrate sulle aspettative e le attese dei visitatori selezionati. Questo percorso postula necessariamente il recupero e la valorizzazione della Riviera Sud, la riqualificazione del suo litorale attraverso la titolarità diretta dell’Ente locale di concessioni demaniali da affidare in gestione ad esperienze di imprenditoria giovanile anche in cooperativa per assicurare un servizio di qualità, la tutela del territorio e nuova occupazione.
Una capacità di accoglienza prima di tutto culturale. Forse ai più sfugge che pur tra mille difficoltà, con risorse scarse, attraversando una delle fasi critiche, sul piano del ristagno economico, più dure degli ultimi trent’anni, anche commettendo errori, l’Amministrazione comunale uscente si è fatta guidare da un progetto, una vocazione al “rialzo”, ha inseguito una scommessa: promuovere il territorio e la sua immagine. Mai nella nostra storia recente si è guardato in provincia e regione alla nostra città con tanto interesse e curiosità. La promozione turistica passa attraverso la diffusione di una idea, di una opinione condivisa. La riqualificazione urbana, soprattutto del fronte mare, con la rinascita di Siponto, la chiusura estiva al traffico del viale Miramare, i lavori di recupero della stesso, l’illuminazione di piazze storiche e spazi pubblici, le azioni di recupero del centro storico e dei nostri monumenti, la restituzione alla città della fontana Piscitelli, il grande murales, la liberalizzazione delle licenze commerciali che hanno sollecitato la creatività imprenditoriale dei molti giovani, il sostegno alla ricettività turistica avviata con il secondo protocollo del Contratto d’area, lo spostamento del mercato ittico e la “liberazione” del viale Nazario Sauro, sono tutti tasselli volti non solo alla creazione dei presupposti per una città migliore ed attraente, ma hanno anche consentito la diffusione sul territorio della immagine di una realtà dinamica ed in via di positiva trasformazione. Molto più che mille campagne di stampa vale l’opinione del forestiero che ritorna sul nostro territorio e ritiene che qualcosa sia cambiato, e sia cambiato in meglio, a cominciare dalle vie di accesso alla città.
La città soprattutto in estate è tornata a vivere, a pulsare, magari non sempre in maniera ordinata, ma si percepiscono i prodromi di una svolta possibile, da stimolare ulteriormente e dunque governare con equilibrio. E’ già moltissimo l’aver riacquistato la presenza costante sul territorio dei conterranei della provincia, foggiani in primo luogo, ed aver arginato il dirottamento altrove dei flussi finanziari mobilitati in estate dai manfredoniani medesimi.
Adesso si tratta di rendere le potenzialità sollecitate in questi anni coerenti ad un progetto complessivo che valorizzi i punti di forza via via emersi e rimuova le criticità tuttavia manifestatesi. Da qui l’esigenza di continuare ad investire in servizi e qualità urbana, migliorare l’arredo e la viabilità cittadina, cogliere le opportunità offerte da innegabili valori ambientali quali l’Oasi Lago Salso e la Montagna San Salvatore. Fare della città un punto di riferimento di un area più vasta che possiede ulteriori punti di forza per lo sviluppo turistico del territorio: i santuari e le coste del Gargano, i boschi e la Foresta Umbra, i centri storici dell’area. Per questo si è scommesso sulla creazione del Sistema Turistico Gargano e sulla Consulta del turismo, soggetti il cui ruolo deve essere rilanciato e meglio definito. Gli interventi contenuti nel PIS Gargano vanno concretizzati rapidamente, si deve continuare ad insistere sul recupero del patrimonio archeologico e sulla sua concreta fruibilità, dotarsi di un nuovo piano del commercio, programmare un grande piano di recupero della Riviera Sud e delle sue vie di accesso. Il terzo protocollo del Contratto d’area può segnare una svolta in questa direzione. Il potenziamento degli approdi turistici ed un porto turistico adeguato alle potenzialità del bacino interessato sono sfide da vincere e che possono consentirci un rilancio del settore addirittura insperato solo qualche anno fa.
Si è puntato molto sul Carnevale locale e sulla sua originalità. La realizzazione di nuove strutture di supporto all’attività dei carristi, il coinvolgimento delle scuole e lo spazio riservato alle loro creazioni, la ribalta della lotteria nazionale, le apparizioni televisive e la presenza di testimonial di spicco, hanno rigenerato una manifestazione che sembrava aver esaurito le sue primigenie potenzialità. Ora si tratta di razionalizzare l’evento ed adeguarne i contenuti e le modalità di svolgimento alle esigenze manifestatesi di maggiore e più adeguata fruibilità da parte dei tanti, nuovi visitatori.
Ripensare l’esperienza della Istituzione del Carnevale, può essere l’occasione per un bilancio sereno su cosa ha funzionato e cosa ha funzionato meno, avendo di mira costantemente l’obiettivo della qualità e della razionalità della spesa.
XII- Attività produttive, politiche occupazionali e di sviluppo
Manfredonia in questi anni è cresciuta. La sfida del lavoro e della piena e buona occupazione non è stata ancora vinta. Non poteva, tenuto conto della situazione di partenza e dei disastri provocati dal Governo Berlusconi. Abbiamo compiuto significativi passi in avanti. Il Contratto d’area, gli investimenti nel settore delle opere pubbliche, la ripresa dell’attività edilizia hanno consentito un indiscutibile miglioramento sul piano occupazionale. E’ tanto ma non basta.
Bisogna fare in modo che si creino condizioni sistemiche che rendano stabili i risultati ottenuti, e trasformino il sistema sempre più consolidato e strutturato in una occasione che genera nuove e diverse opportunità.
Il commissariamento delle ASI e l’assenza di politiche regionali a sostegno dei distretti di produzione industriale ha pesato negativamente sui processi di sviluppo. L’essere riusciti ad ottenerne parte delle competenze soprattutto in tema di infrastrutture, ha consentito di avviare a soluzione la gran parte dei problemi sui quali si dovrà ora lavorare a tambur battente.
La rimodulazione dei fondi residui del Contratto d’area è un altro risultato straordinario che dovrà consentire una piena integrazione del modello di sviluppo sinora favorito, un rilancio della competitività del territorio e nuove opportunità occupazionali.
Su questo versante bisognerà continuare a mantenere alta l’attenzione per ottenere il pieno rispetto degli impegni contrattuali sottoscritti dalle aziende finanziate. Gli strumenti della concertazione sociale e istituzionale, che tanti risultati hanno consentito in questi anni, vanno rilanciati soprattutto sul terreno del monitoraggio dei processi produttivi, della “sanità”del mercato del lavoro, della concreta ricerca di stimoli a nuove e più moderne intraprese imprenditoriali. Su questo terreno va rilanciato il ruolo della Consulta comunale per l’economia ed il lavoro e dell’Osservatorio sul lavoro nero, creazioni dell’Amministrazione uscente che vanno potenziate ed ulteriormente arricchite di competenze.
Nel corso del prossimo mandato amministrativo dovrà dare uno sbocco definitivo alla piena funzionalità delle infrastrutture a servizio delle aree industriali, e definire una volta per tutte le operazioni di rilancio del Porto alti fondali. I tentennamenti della Regione Puglia in relazione alla sua strategicità, la diaspora di competenze che si accalcano in ordine alla titolarità delle funzioni in materia, hanno costituito un freno formidabile alla ripresa della piena operatività della struttura. L’incertezza relativa alla sopravvivenza o meno delle ASI, il nodo irrisolto dell’utilizzo dei nastri trasportatori, la carenza di fondi destinati alle opere di manutenzione hanno aggravato la situazione. E’ giunto il momento di una svolta. Il Governo deve pronunciarsi in tempi rapidi circa la istituzione dell’Autorità portuale, ovvero la Regione compiere un’assunzione di responsabilità piena e diretta. Vi sono tutte le condizioni perché questa importante infrastruttura riacquisti traffici e generi nuova ricchezza, vi sono imprenditori disposti ad investire capitali rilevanti. Occorre con urgenza un piano degli interventi manutentivi necessari ed individuare il soggetto che si faccia carico di programmarne con continuità la funzionalità ed i possibili sviluppi. L’Ente locale sarà in prima linea, ma i nodi di fondo vanno sciolti con urgenza.
Il Contratto d’area ha generato un nuovo dinamismo imprenditoriale che ha messo in moto meccanismi positivi. Ora è necessario innervare questo sistema nel contesto cittadino e fare in modo che soprattutto l’impresa artigiana possa appropriarsi fino in fondo delle opportunità create.
Il P.I.P. per le imprese artigiane è pronto e le infrastrutture sono in via di realizzazione: tutto ciò costituisce di per sé un grande stimolo all’investimento produttivo e all’ammodernamento aziendale, che vanno sostenuti con un complesso lavoro di accompagnamento alle opportunità che l’Ente locale deve svolgere fino in fondo e interagendo con gli altri enti ed istituzioni presenti sul territorio, a cominciare dalle agenzie formative.
In questi anni si è combattuto contro le inefficienze dell’ASI, con la paralisi imposta dalla Regione Puglia, con le sclerosi della burocrazia statale, con le infrazioni comunitarie, una corsa ad ostacoli che sembrava non avere termine. Alla fine si è riusciti a presentarsi all’appuntamento decisivo con le carte in regola: autorizzazioni, fondi e progetti già istruiti. Nei primi sei mesi della nuova Amministrazione andranno cantierizzate le urbanizzazioni della DI 46, il grande svincolo di accesso alle zone industriali, il depuratore a servizio delle medesime.
L’assessorato alle attività produttive andrà caratterizzato sempre più come un soggetto che, oltre ad articolare proposte e soluzioni alle emergenze via via poste da un modello di sviluppo che ha manifestato alcune criticità, dovrà farsi pienamente carico della gestione dell’area di sviluppo industriale ed artigianale. Si tratta di un’attività necessaria per sostenere e potenziare la competitività delle imprese che si sono insediate ma anche per attrarre nuovi investimenti e per promuovere l’imprenditoria locale, con particolare attenzione per quella giovanile.
A tal fine bisogna formare il personale esistente e riqualificarlo, ma anche dotarsi di uno strumento in grado di assolvere al compito di analisi dei problemi e di concretizzazione delle risposte.
In questa direzione una risposta può essere costituita dall’Agenzia per lo sviluppo del territorio, già istituita nella passata Amministrazione, che, collaborando con l’Assessorato, elaborerà un piano delle azioni da intraprendere sia sul versante del potenziamento infrastrutturale e delle reti dei servizi, sia sulle azioni di area vasta e comprensoriale da avviare per la gestione dei servizi medesimi, sia per la ripresa dell’attività di marketing territoriale volta a favorire nuovi investimenti in linea con le vocazioni del territorio. All’Agenzia potrà essere assegnato anche il compito di raccogliere con continuità i dati sui fabbisogni di manodopera delle aziende insediate e di metterli a disposizioni di quanti sono alla ricerca di un’occupazione. L’attività dell’Agenzia potrà essere svolta anche in collaborazione con gli altri due Comuni del Contratto d’area, Monte Sant’Angelo e Mattinata, con i quali va continuata e rafforzata l’esperienza fatta in questi anni di condivisione delle opportunità e delle responsabilità connesse allo sviluppo di un territorio, che dobbiamo continuare a considerare nella sua unitarietà.
Si procederà, infine, alla creazione di un ufficio delle politiche comunitarie ed a servizio della imprenditoria giovanile, che fornisca indicazioni sulle opportunità in corso ed accompagni nuovi progetti di sviluppo.
La coalizione democratica, popolare e riformista assume come parte integrante del suo programma amministrativo, allegandoli, il protocollo siglato con le organizzazioni sindacali provinciali avente ad oggetto la “Piattaforma provinciale per lo sviluppo” unitamente al protocollo propedeutico alla stipula dell’accordo di programma per lo sviluppo territoriale provinciale da stipularsi con la Regione Puglia.
XIII- Assetto e qualità urbana. Edilizia residenziale
Gli interventi di riqualificazione della città cui si è diffusamente accennato hanno senza dubbio consentito un accrescimento della qualità del tessuto urbano. La scommessa in corso di rideterminare le funzioni cittadine e fondarle sul nesso che lega inscidibilmente il territorio al mare deve essere proseguita. Gli obiettivi prioritari sono costituiti dall’ultimazione del lungomare cittadino, dalla redazione di piani particolareggiati che consentano il recupero di aree degradate quali la riviera meridionale ed il fronte Acqua di Cristo, che va recuperato e connesso al nuovo lungomare. La viabilità cittadina è stata oggetto di grandi interventi di rifacimento ma non basta. Le problematiche connesse alla gestione degli interventi di servizio sul sottosuolo, affrontate coraggiosamente e per la prima volta con l’approvazione di un regolamento ad hoc e la costituzione di un ufficio dedicato, non sono risolte. Vengono al pettine i nodi di interventi realizzati nel passato. Le piovosità delle ultime due stagioni autunnali e invernali hanno messo a nudo gravi problemi. Bisogna pianificare un grande intervento di manutenzione straordinaria delle strade dell’abitato. Bisogna dedicare alle attività manutentive una nuova strategia dell’attenzione che passi attraverso il potenziamento dei controlli ed il reperimento di nuove risorse da destinare a quella che rischia di ridiventare una vera e propria emergenza.
Il recupero del centro storico, con il rifacimento di corso Manfredi, attraverso l’adeguamento del piano esistente, il completamento delle urbanizzazioni delle lottizzazioni periferiche, lo spostamento della ferrovia a nord dell’abitato, la riqualificazione delle CB che insistono sul lungomare del Sole, sono tutte questioni da affrontarsi nel prossimo mandato e che richiedono scelte coraggiose e coerenti, ma anche capacità programmatoria e l’individuazione degli strumenti più adeguati. Su tutti la neonata Società di Trasformazione Urbana, una opportunità in cui l’Amministrazione comunale ha creduto parecchio e che ora va resa operativa. Si tratta di ragionare compiutamente e collettivamente intorno alla fattibilità di un grande programma di riassetto urbano e delle funzioni cittadine, fondato su una alleanza strategica tra interessi privati e pubblici.
Tale operazione passa soprattutto attraverso la piena e compiuta attivazione del P.R.G., e sulla semplificazione delle procedure di attuazione ad esso connesse. Si è compiuto un grande sforzo per rendere operativo una strumento che presenta molti limiti e criticità di fondo. Ma la realizzazione dei primi comparti è imminente, ed esiste una maggiore consapevolezza delle problematiche esistenti che consentono di programmare una precisazione dello strumento anche attraverso modifiche da adottarsi con procedure semplificate su cui impegnare la Regione Puglia. Il superamento di limiti strutturali relativi al decollo delle zone CB e lo snellimento di alcune norme tecniche di attuazione sono obiettivi politici urgenti.
La ripresa dell’attività edilizia darà nuovo impulso alle imprese locali e aumenterà la circolazione di ricchezza, anche se, è da dirsi, molto è stato fatto anche in questi anni utilizzando gli strumenti a disposizioni e ricorrendo alle possibilità offerte dalla legislazione vigente. Quasi mille nuovi alloggi già realizzati o in via di ultimazione. Ma non basta. Ciò non basta soprattutto ai fini del "calmieramento" dei prezzi per l’acquisto o il fitto di alloggi. Il decollo compiuto del P.R.G., l’imminente assegnazione dei suoli alle cooperative edilizie, l’approvazione definitiva di numerose lottizzazioni hanno creato i presupposti per un nuovo e diverso governo del settore.
L’emergenza casa è un grosso problema sociale, che va affrontato anche sul versante degli incentivi all’affitto dei vani inutilizzati anche con misure che rendano più onerosa la permanenza di rendite improduttive e avviando una nuova stagione di confronto con lo I.A.C.P., la Regione Puglia e lo Stato affinché si ponga mano ad un programma rinnovato di edificazione di alloggi di edilizia economica e popolare, non più finanziati e realizzati dalla fine degli anni ’80. Un vero scandalo.
In questo campo una sana e buona programmazione risulta di vitale importanza. La macchina amministrativa si è rimessa in moto ed anche la sua tempestività nel fornire risposte ai cittadini; l’attivazione dello sportello unico dell’edilizia sarà l’elemento che consentirà un decollo definitivo all’intero comparto.
La sfida dello sviluppo residenziale va comunque condotta di pari passo con la lotta all’abusivismo, che ha visto una fase di recrudescenza seguita alle folli leggi sui condoni approvate dai governi in carica. L’Ente ha dovuto riorganizzarsi non solo per far fronte alle procedure inevase relative a pratiche di condono risalenti agli anni ottanta, ma anche per evadere le nuove istanze. E’ necessario condurre a termine in fretta questo lavoro, per evitare che casi di abuso si perpetuino o riaggravino. Come già detto è necessario potenziare il controllo del territorio, soprattutto delle zone suburbane.
In questo più che in altri settori il consenso sociale e la concertazione sono fattori decisivi al fine di favorire il rapido ed efficace esplicarsi della programmazione dell’Ente. Anzi, è necessario chiamare tutta la città a definire le linee del futuro assetto urbanistico della città. Si potrebbe procedere alla istituzione di una Conferenza permanente sulle politiche urbanistiche, cui chiamare a partecipare imprenditori, tecnici, associazioni di interessi diffusi che semestralmente verifichino ed aggiornino i programmi.
Una sfida purtroppo mancata è stata quella del riordino delle aree mercatali, in particolar modo di quella destinata alla fiera settimanale. Per quanto si sia data una soluzione al problema costituito dalla permanenza delle attività di vendita presso il rione Croce, permangono i problemi relativi all’intasamento quotidiano di una zona nevralgica del quartiere Monticchio. Non siamo riusciti a governare compiutamente gli interessi in gioco. Forti dell’esperienza è necessario cambiare strategia. Individuare soluzioni ragionevoli e giungere anche alla loro decisa imposizione. La qualità della vita di significative aree cittadine è messa in discussione. Non si può più attendere. Questa è una priorità irrinunciabile. D’altro canto è necessario, anche, in collaborazione con le forze dell’ordine, procedere ad una più intensa attività di controllo e ripristino della disciplina all’interno delle aree mercatali. La nuova allocazione del mercato settimanale costituirà la priorità assoluta della nuova Giunta.
La qualità urbana passa anche attraverso uno svolgimento equilibrato del traffico veicolare cittadino. L’approvazione del piano urbano del traffico, la realizzazione dei ponti di collegamento delle due 167, sono una prima risposta al problema. Si è investito nella segnaletica soprattutto orizzontale. Lo spostamento della ferrovia e una riflessione sulle criticità del piano stesso saranno elementi che favoriranno una soluzione del problema, così come il potenziamento delle linee S.A.U previsto nel piano di esternalizzazione del trasporto pubblico locale. Deve insistersi in ogni caso con le politiche intese alla diffusione della cultura del ricorso a mezzi di trasporto alternativi, con le chiusure al traffico ed il disincentivo dell’uso dell’auto nel centro cittadino.
XIV- Programmazione economica e finanziaria. Efficienza amministrativa
La funzione di programmazione economica e finanziaria degli enti locali è stata messa a dura prova in questi anni, ed il peggio sembra ancora di là da venire. Ogni giorno l’attribuzione di nuove competenze di spesa dismesse dal Governo e dalle Regioni, ogni giorno un nuovo taglio nei trasferimenti di risorse verso la periferia, sempre meno leggi in grado di offrire occasione di finanziamento di infrastrutture ed opere pubbliche. Il 74% dei Comuni italiani ha difficoltà a chiudere i bilanci, l’ANCI è in rivolta. Le comunità locali stanno pagando il prezzo di politiche statali demagogiche ed avventuristiche, mentre la realtà sociale si complica, pone il tema della risposte a bisogni e domande collettive sempre nuove e più articolate. Sarà inevitabile un cambiamento di rotta. Intanto è richiesta creatività e senso pratico, sforzi ulteriori di razionalizzazione della spesa e investimenti mirati. La prossima Amministrazione, come detto, dovrà distinguersi per un più marcato tasso di capacità di iniziativa politica nell’intercettare flussi finanziari alternativi e dotarsi di adeguate progettualità. La riforma dei servizi pubblici va condotta a termine e la lotta all’evasione delle imposte deve restare una costante della prassi amministrativa. D’altro canto sarà necessario rendere maggiormente redditizio il patrimonio comunale, agendo in primo luogo sulle dotazioni infrastrutturali in gestione a terzi le cui condizioni di utilizzo vanno rinegoziate con urgenza. L’implementazione del controllo di gestione ed una diversa modalità nella redazione e concretizzazione dei piani economici di gestione dei singoli settori amministrativi, sono obiettivi irrinunciabili a fronte delle sfide innanzi accennate. Maggiore efficienza e controllo del personale, incentivi alla professionalizzazione dello stesso, un utilizzo più razionale delle risorse umane esistenti possono consentire un salto di qualità dell’attività amministrativa che deve sempre più qualificarsi per la sua efficienza ed efficacia.
E’ necessario rimeditare l’intero complesso degli strumenti introdotti dalla Legge Bassanini, unitamente agli esiti delle contrattazioni collettive di ultima generazione. Alcune delle soluzioni immaginate per garantire maggiore produttività all’ente e meccanismi di premialità ai funzionari meritevoli si sono praticamente dimostrate inefficaci ovvero difficilmente gestibili. La contrattazione decentrata deve servire ad individuare collegialmente percorsi che limitino le degenerazioni e favoriscano la reale valorizzazione del personale in dotazione all’Ente.
Nei primi sei mesi di mandato, si dovrà giungere alla nomina del difensore civico, già previsto in passato e mai nominato, sia perché andavano meglio definite le sue attribuzioni e sia per motivi legati al farraginoso meccanismo di elezione.
Oltre ad assolvere le competenze previste per legge, al difensore civico sarà affidato il compito, del quale si avverte sempre più l’esigenza, di porsi come riferimento istituzionale autorevole e competente per i cittadini, ed in particolar modo per i pensionati, nei rapporti con enti e società che gestiscono servizi pubblici e privati, troppo spesso caratterizzati da procedure complesse, disservizi e rischi di abusi. Pensiamo ad un ufficio per la tutela dei consumatori e degli utenti, quale punto d’informazione, di guida o per fornire semplici consigli. Sarà quindi necessario affidarsi ad una persona di provata competenza ed affidabilità civile e morale, per la cui scelta occorrerà rivedere il meccanismo di elezione.
XV- L’attuazione del programma
Un programma così ambizioso necessità di risorse politiche ed umane adeguate alla sfida, ma anche di strumenti idonei che consentano di valutarne costantemente il grado di attuazione ed aggiornarne i contenuti. Gli assessori andranno concepiti sempre meno come separati titolari del singolo settore, ma più come attuatori di strategie ben determinate decise a monte, e di indirizzi generali stabiliti dal Consiglio comunale. Più collegialità, maggior controllo della corrispondenza tra la pratica e gli obiettivi, una verifica costante del lavoro svolto senza infingimenti ed al di fuori di coperture politiche di sorta. Ogni assessore deve avere un compito da svolgere. Temi da trattare prioritariamente. Problemi da affrontare e tentare di risolvere. Il Sindaco dovrà fissare un calendario dei lavori e delle scadenze e garantirne il rispetto. Tutti devono sentirsi in giuoco a cominciare dal primo cittadino.
Garanzia di rispetto degli impegni assunti: i cittadini questo richiedono.
Anche la figura del difensore civico può essere un utile strumento al richiamo del senso di responsabilità degli amministratori verso l’elettorato.
La coalizione deve darsi regole certe che ne disciplinino il funzionamento della vita interna. E i cittadini debbono esserne a conoscenza. Dovrà procedersi alla costituzione di una cabina di regia tra le forze politiche aperta ai movimenti ed associazioni che intendono chiaramente e deliberatamente schierarsi con la Unione di centrosinistra, per fare in modo che vi sia un controllo periodico e rigoroso tra gli intenti programmatici e l’attività delle istituzioni; restituire dignità e senso all’attività dei partiti è la maniera migliore per porre termine alla infinità transizione che il sistema politico italiano sta attraversando e che ha prodotto fenomeni di disaffezione verso la politica ed i suoi attori.
Il progetto deve fondarsi su un patto stabile di lealtà politica, tra forze politiche omogenee a tutti i livelli. Un patto che si rinnovi periodicamente sulla condivisione di un idem sentire, sul riconoscimento della prevalenza degli interessi generali sul particolare, sulla passione per il lavoro e l’incondizionata fedeltà ai valori e idealità che rendono l’alleanza di centrosinistra un soggetto credibile e sempre più ed in ogni occasione distinguibile dalla destra e dai suoi satelliti.