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Vieste del Gargano


Panoramica della spiaggia di Vieste

Nella parte più orientale del Gargano sorge Vieste. Intorno ad essa i paesaggi più vari dell'intera Puglia: dalla costa, dove i pini quasi bagnano la loro chioma nell'acqua limpidissima, all'ombra riposante dei secolari ulivi e dei mandorli aggrappati su dolci declivi; dai vigneti, alla macchia mediterranea ricca di essenze profumate; dai boschi di querce e dalla meravigliosa foresta in un intreccio di rami e di fronde che a stento permettono di scorgere i raggi del sole, alle "masserie" e ai "pagliai" che popolano la campagna; dalle grotte naturali, a quelle scavate dagli uomini, usate, spesso, in passato, come abitazioni e luoghi di culto; dalla maestosa basilica, alle piccole chiese rupestri; dalle testimonianze di antichissime civiltà, alla presenza di nuovissime attrezzature alberghiere ed extralberghiere; dalle variopinte barche dei pescatori nel suggestivo porticciolo, ad una popolazione fiera, gentile e laboriosa, legata ad antiche tradizioni di vita ... il tutto in una lunga estate, visto che le giornate in cui la temperatura supera di giorno i 25°C iniziano in media già dal mese di maggio e terminano alla fine di settembre.

La parte più affascinante del paesaggio viestano è, senza dubbio, offerta dalla zona costiera che si estende per oltre 30 Km in un fantastico susseguirsi di scorci tra i più suggestivi di tutto il Mediterraneo: dalle larghe e lunghe spiagge di sabbia d'oro, alla costa alta e rocciosa, il cui colore, che varia dal bianco abbagliante al rosa, al giallo dei calcarei corrosi, risalta in maniera stupefacente contro l'azzurro intenso del mare, cosparso di faraglioni ed isolotti. La roccia è intaccata da pittoresche insenature che accolgono bianche spiaggette, mentre altrove l'erosione del mare ha creato grotte che racchiudono insospettati incanti di luci e di colori. Nomi come baia San Felice (con massicci faraglioni e un ardito "architiello", suggestivo arco aperto nella roccia), baia di Campi (chiusa da un isolotto), cala Sanguinara, baia di Portogreco, baia di Pugnochiuso, baia di Vignanotica, in uno alle grotte dei Contrabbandieri (con due uscite), Campana piccola, Calda (così chiamata per la presenza di sorgenti tiepide), Sfondata (alta 40m, dalla cui volta crollata si affacciano contorti pini d'Aleppo), dei due Occhi (con due aperture, una vicina all'altra, dalle quali filtrano sciabolate di magica luce azzurra), dei Colombi, dei Marmi, delle Sirene, delle Stanze, hanno reso Vieste famosa in tutto il mondo.

L'erosione del mare e dei venti ha, inoltre, staccato dalla massa rocciosa un gigantesco monolito, alto circa 20m, chiamato "Pizzomunno". A tal riguardo si tramanda una tenera leggenda d'amore: Cristalda, figlia di una divinità marina, si innamorò di un cittadino di Vieste. Il loro amore era, però, impossibile, perciò i genitori di Cristalda trasformarono Pizzomunno, questo il nome del giovane amante, in uno scoglio. Ogni cento anni, nelle notti di luna piena, la roccia in mezzo al mare riprende le sue sembianze umane per riabbracciare l'amata.

Dalla leggenda alla storia il passo è breve, ed invoglia ad un tuffo nel passato. Tracce di villaggi preistorici e di antiche civiltà ci comunicano a distanza un senso di mistero e di mistica solennità che avvolge ed affascina, in quella che certamente è una delle più antiche città della Daunia. Vieste presenta, inoltre, una sequenza storica ininterrotta dal neolitico all'età moderna, ed in ogni dove riecheggiano gesta ed avvenimenti che hanno avuto il loro teatro in un complesso architettonico quanto mai suggestivo: il borgo medievale, percorso da stretti vicoli e scalinate tra case bianche, su un promontorio roccioso, sormontato dal Castello e dalla Cattedrale.

Di recente sono state individuate sulle pareti di una grotta posta sull'isolotto del faro di Vieste iscrizioni antiche e medievali, alcune delle quali attestano come la grotta fosse dedicata a Venere Sosandra ("salvatrice di uomini"). Una scoperta straordinaria che ripropone il problema dell'ubicazione di Uria garganica (dove Catullo attesta fosse praticato il culto di Venere), e contribuisce a dotare di nuovo fascino la città "... tutta bianca come una vestale e il suo fuoco sacro arde nel bianco faro levantesi dal basso isolotto candido anch'esso, che si allunga come un cetaceo a fior d'acqua ...", come ebbe a scrivere Elsa Raimondi, delicata scrittrice.

Da Vieste partono le motonavi e aliscafi per le Isole Tremiti, che emergono dal mare a circa 20 Km dalla costa settentrionale del Gargano. E' un gruppo costituito da tre isolotti (San Domino, San Nicola e Capraia) di appena 3 Kmq e da alcuni scogli, dove l'acqua ha il colore del più trasparente zaffiro e con calette dove è ancora possibile ascoltare gli illirici tramutati in gabbiani che la notte con voce umana piangono il loro estinto Diomede.

Da Vieste una strada contornata di ginestre porta alla Foresta Umbra (Km 29), impressionante per la bellezza degli esemplari, per il silenzio e la solitudine che vi regnano rotti soltanto dal canto di miriadi di uccelli e dal rumore delle fronde degli alberi scosse dal vento. E' uno dei maggiori gioielli naturalistici dell'Italia meridionale (10.000 Ha), dove - tra l'altro - sono predisposti numerosi punti di sosta, sentieri pedonali, un centro visitatori (esposti importanti reperti preistorici rinvenuti nella zona, nonché la rappresentazione, con esemplari impagliati, della fauna locale). Attraversata la foresta, e percorrendo l'area interna dove si può osservare un vero e proprio "paesaggio di pietra", costruito in parte dalla natura e in parte dall'uomo (muretti a secco, ricoveri temporanei detti "pagliai", "masserie", recinti per difendere gli animali, ecc.), si raggiunge Monte Sant'Angelo (Km 61 da Vieste), caratteristico borgo medievale e centro religioso sviluppatosi attorno al santuario di San Michele Arcangelo, uno dei più antichi della cristianità, complesso molto suggestivo di cavità ricavate nella roccia e di aggiunte architettoniche di varie epoche.

La suggestiva strada costiera a Sud di Vieste consente poi di raggiungere in 40 Km Mattinata, isola bianca di case stretta tra uliveti e aspre montagne che la cingono ai lati, e, in 60 Km, Manfredonia, la città fondata da re Manfredi.

La strada litoranea a Nord di Vieste mena a Peschici, Rodi Garganico e ai laghi costieri di Lesina e Varano.

Qualunque itinerario si percorra, il rientro a Vieste suscita sempre nuove emozioni. Vieste con i suoi orizzonti, le sue bionde spiagge, le sue vergini baie, i suoi incontaminati flashes di marine che profumano di alghe e di ginestre, i suoi meandri, le sue grotte di rara bellezza, le sue antiche torri costiere di avvistamento, il suo bianco ed antico centro storico, le sue oasi di verde, le sue architetture rurali, la sua antica cultura, la sua semplice e genuina cucina, la sua lunga estate, il suo vivace "Maggio", le sue moderne attrezzature ricettive ... In questo alternarsi di natura, storia, monumenti e il fascino che avvince le migliaia di turisti che, alla ricerca di nuove emozioni, affollano Vieste, giustamente definita da Cosimo Bertacchi "estrema città che cinge il bel monte come un sistema di gemme incastonate fra lo smeraldo della verde riva e l'azzurro del mare"; estremo "pizzo di mondo" dove, come affermava Elsa Raimondi, forse "si è esiliata la poesia dell'amore".

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Vincenzo D'Onofrio, A.A.S.T. Manfredonia

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