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Foresta Umbra


Foresta Umbra

DOV'E': in provincia di Foggia, al centro della meta orientale del promontorio garganico.

SUPERFICIE: 10.330 ettari per l'intero complesso forestale demaniale.

VIE D'ACCESSO: raggiungibile dalla A14 alle stazioni Poggio Imperiale (superstrada e statale 89 per Rodi Garganico e San Menaio, e da qui verso sud, oltre Vico del Gargano; oppure sino a Peschici o anche a Santa Maria di Merino, e poi verso l'interno lungo la Valle del Tesoro); San Severo (statale 272 - la Via Sacra - per San Marco in Lamis e San Giovanni Rotondo; 6 km prima di Monte Sant'Angelo, verso nord, lungo la statale 528); Foggia o Cerignola (statale 89, da Foggia, e 545, da Cerignola, sino a Manfredonia. Da qui sino a Monte Sant'Angelo e poi statale 528 oppure itinerario costiero, più lungo ma panoramico, per Pugnochiuso e Vieste sino a Santa Maria di Merino).

QUANDO E COME ANDARE: per il quando non vi sono limitazioni; meglio però evitare luglio e agosto (per il caldo talora afoso e l'affollamento, peraltro soprattutto costiero) e l'inverno (per i giorni piovosi - circa uno su tre - più che per le temperature). Mezzo consigliato: l'auto (buona soluzione, il noleggio all'aeroporto di Bari, poco più di 100 km da Manfredonia).

INDIRIZZI UTILI: Ufficio Amministrazione Foreste Demaniali del Gargano, cap 71030 FORESTA UMBRA. Il Centro Visitatori è aperto (giorni feriali, ore 8-14 e 16-20) da Pasqua sino a settembre; per visite in altri periodi, fare richiesta di apertura (tel. 0884/991104).

L'AMBIENTE: Una netta impressione di povertà della vegetazione spontanea arborea colpisce chi si avvicina al Gargano, almeno da terra. Eppure, è questa la subregione verde della Puglia, dove i boschi coprono il 20% della superficie, il quadruplo della media regionale. Soprattutto la meta orientale dell'altopiano e largamente coperta da una coltre di vegetazione arborea spontanea, che si estende spesso sino alla costa. Già verso i m 300 cominciano i faggi, che si addensano poi a dar vita, nella Foresta Umbra, a una delle più belle faggete italiane. E' una presenza che può sorprendere, in una regione cosi meridionale e a quote relativamente tanto basse, poiché questi maestosi alberi gradiscono un clima caratterizzato da un'oceanicità alquanto pronunciata. La loro presenza indica proprio la peculiarità climatica dell'altopiano garganico che, specie nella metà orientale, fruisce di un clima umido con inverno fresco e delle precipitazioni più elevate dell'intera Puglia.

La Foresta Umbra vera e propria (5.500 ettari), il cuore dei complessi demaniali forestali del Gargano (10.330 ettari), è il gioiello vegetale del Gargano e di tutta la reegione pugliese. L'intero complesso costituisce - per merito soprattutto di un'intelligente amministrazione forestale - un caso davvero esemplare di conservazione, gestione e attrezzatura per uso turistico d'un bene naturale. nel Centro Visitatori (ov'e una simpatica espressione naturalistica e un bel plastico dell'intero Gargano) si può avere una carta (1:25.000) con il tracciato dei sentieri, l'indicazione delle aree da picnic e di quella attrezzata per il campeggio, e delle principali mete naturalistiche. In vicinanza del centro, un'oasi faunistica con daini e mufloni.

In località Dispensa, sulla destra della strada che dalla Foresta Umbra porta verso la costa, seguendo la Valle del Tesoro, si può ammirare il "colosso della foresta" (segnalato), un faggio alto circa 40 m e con circonferenza alla base di oltre 5 m. Esemplari di gigantismo vegetale sono presenti in altri boschi dell'altipiano.

LA NATURA: Anche se molto ridotti, i pini d'Aleppo caratterizzano ancora circa 8000 ettari del promontorio garganico. Li si trova specialmente nella fascia costiera nord-orientale e in quella sud-orientale. Si spingono inoltre verso l'interno, sino a 6-700 m di quota, incuneandosi nel verde scuro dei querceti con chiazze più chiare. Oltre che da faggi, nella Foresta Umbra la copertura arborea è però costituita in prevalenza da latifoglie, fra le quali dominano proprio le querce. E' una varietà di specie (dai lecci ai cerri, alle roverelle, alle farnie e ai farnetti) ch'e difficile trovare altrove; commiste dapprima ai pini, si spingono fino a 800 m e oltre.

I lupi sono scomparsi dalla foresta, ma restano i caprioli, che costituiscono una popolazione indigena caratteristica per le ridotte dimensioni. E cosi pure il gatto selvatico, la faina, il tasso, il ghiro, la martora, la volpe, lo scoiattolo e numerose specie di uccelli, fra cui il raro picchio dalmatino e rapaci come il gufo reale, l'astore, la poiana, lo sparviero. Gl'incontri non sono rari, se ci si addentra lungo i sentieri. Luoghi preferenziali per l'osservazione sono i cutini, piccole depressioni carsiche ove si raccolgono l'acque piovane, che rappresentano le uniche fonti naturali di abbeverata per la fauna.

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Da "GUIDA D'ITALIA" (Natura-Ambiente-Paesaggio) del T.C.I., Milano 1991

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