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Il primo Parco naturale del mondo, il Parco di Yellowstone, tra il Montana e il Wyoming, venne istituito nel 1872, negli Stati Uniti d'America, dal Presidente Ulisse S. Grant. Questo storico atto sancisce per la prima volta la necessita di preservare e conservare ambienti naturali a rischio, sottraendoli ai pericoli di alterazione e di sfruttamento derivanti da un non ordinato sviluppo e da un imprevidente "progresso". Il Parco di Yellowstone nasce da questa esigenza e con l'intento di tutelare il bene-natura "... a beneficio e per il godimento delle future generazioni".
In Italia i primi due parchi nazionali saranno istituiti solo nel 1922 (Parco del Gran Paradiso e d'Abruzzo). Negli anni trenta vengono istituiti il Parco del Circeo (1934) e dello Stelvio (1935). La serie dei cosiddetti "parchi storici" si completa nel 1968, con il Parco della Calabria. Nel 1986, grazie ad una presa di coscienza collettiva e all'impegno delle varie associazioni e movimenti ambientalisti, viene istituito in Italia un Ministero dell'Ambiente. Tra il 1988 e il 1989 ai 5 parchi storici si vanno ad aggiungere i 6 parchi nazionali delle Dolomiti Bellunesi, delle Foreste Casentinesi, di Monte Falterona e Campigna, dell'Arcipelago Toscano, dei Monti Sibillini, del Pollino, dell'Aspormonte.
La legge quadro n. 394 del 6 dicembre 1991 sulle aree naturali protette porta all'istituzione di altri 8 parchi nazionali: del Cilento e del Vallo di Diano, del Gargano, del Gran Sasso-Monti della Laga, della Maiella, della Val Grande, del Vesuvio, del Golfo di Orosei-Gennargentu-Asinara, del Delta del Po.
19 parchi in totale di cui ben 14 istituiti tra il 1988 e il 1991, rappresentano una nuova, positiva realtà di questo Paese.
Un parco non si crea ne si inventa: si riconosce semplicemente che un particolare territorio ha particolari caratteristiche bisognose di tutela. E il Gargano ha molte ragioni per essere salvaguardato. Esso rappresenta infatti, uno straordinario mosaico di situazioni biologiche e ambientali concentrate in un ristretto territorio. In quest'isola biologica, circondata dal mare e dalla piana del Tavoliere, è presente un altissimo grado di biodiversità: su questo 0,7% del territorio nazionale è presente circa il 33% delle specie vegetali italiane e si riproducono 170 delle 237 specie di uccelli nidificati in Italia. Questa eccezionale ricchezza proviene dalla varietà degli eco-sistemi che si susseguono, che fanno dello Sperone d'Italia un territorio naturalmente "vocato" ad essere Parco Nazionale.
Il Gargano non ha vette di altezza considerevole (la più alta, il Monte Calvo, raggiunge solo i 1065 m.) e l'appiattimento delle sue quote più elevate intorno agli 800-900 m. conferisce a questo enorme masso calcareo che domina il Tavoliere le caratteristiche di un altopiano, variamente modellato dagli agenti atmosferici e profondamente segnato dai fenomeni carsici.
Il carsismo, che è un prodotto dell'azione dell'acqua e dell'anidride carbonica sulle rocce calcaree, ha "scolpito" in vari modi il paesaggio della Montagna del Sole. Ai margini della grande formazione calcarea lunghi solchi danno origine a "valloni" (il vallone di Stignano, la valle Carbonara, il vallone dell'Inferno...), profondi anche 300 m., provocati dall'azione delle acque piovane lungo le zone di maggiore declivo.
Un'altra manifestazione del carsismo sono le oltre 4000 doline che costellano il territorio garganico. Queste conche chiuse sono prodotte dal crollo della volta di grotte sotterranee e dall'azione di erosione delle acque che comunicano con la falda idrica sottostante attraverso una cavità verticale (inghiottitoio). La dolina Pozzatina, a sud di Sannicandro Garganico, profonda oltre 100 m. è con una circonferenza di 1850 m., è una delle più grandi d'Italia.
Al processo di carsificazione superficiale sono riconducibili i molti campi solcati presenti sul Gargano: si tratta di rocce affioranti segnate dal ruscellamento delle acque piovane.
Al carsismo profondo è invece riconducibile l'esistenza di circa 600 grotte garganiche. Le grotte ad andamento verticale sono denominate gravi: grave di Zazzano e di Palla Palla (nei pressi di San Marco in Lamis), grava di San Leonardo (San Giovanni Rotondo), di Pecoriello (Vieste).
La grotta Paglicci (Rignano Garganico) e la grotta Scaloria (Manfredonia) sono tra le numerosissime grotte di interesse archeologico (abitate dal Paleolitico all'Età del Bronzo). La grotta o grava di Campolato, nei pressi di San Giovanni Rotondo, è la più profonda cavità del promontorio e della Puglia: è profonda oltre 300 m. e si sviluppa per oltre un chilometro. La maggior parte delle grotte è visitabile solo da esperti speleologi. Più facilmente accessibili sono la grotta di Pian della Macina (la più bella del Gargano con splendide concrezioni "a drappo"), in territorio di Sannicandro Garganico, e la grotta di Montenero, in territorio di San Marco in Lamis. Avvicinandosi alla costa, sul versante nord del Gargano, i fenomeni carsici si attenuano: domina il verde delle foreste di Lecci, Cerri, Faggi, che cedono il posto, nelle vicinanze del mare, al Pino d'Aleppo. La costa è un continuo mutare di fascinose visioni: spiagge di ciottoli e spiagge dorate, abbaglianti falesie, graziose insenature e larghe baie, grotte marine...; queste ultime sono numerosissime nel tratto di costa tra Mattinata e Peschici.
In mezzo al mare emergono talvolta i faraglioni, grandi monoliti scolpiti dal lavorio dell'erosione marina sulla costa scogliera; i Nergoli di Baia delle Zagare, il Pizzomunno di Vieste sono tra i più suggestivi.
Molto spesso, nei giorni in cui il cielo e terso, è possibile scorgere da molti punti della costa il profilo delle Isole Tremiti o Isole Diomedee. Le Tremiti sono un arcipelago di cinque isole: S. Domino, S. Nicola, Capraia (o Capperaia), il Cretaccio e, più distante, Pianosa. L'isola maggiore è quella di S. Domino, su cui si estende una pineta d'Aleppo e vegetano molto specie tipiche della macchia mediterranea, il Lentisco in primo luogo. Suggestive e spettacolari le grotte marine: delle Rondinelle, delle Viole, del Bue marino (la più famosa) ...
Molte delle 2.000 specie vegetali del Gargano sono endemiche (esclusive) del territorio e molto rare. Una particolarità unica in Italia è rappresentata dalla presenza del Faggio a quote molto basse (meno di 300 m.). Questa specie arborea è favorita dal particolare clima del Gargano che assicura abbondanti precipitazioni nella tarda primavera. Le faggete garganiche, vegetando molto al di sotto dei "normali" 800 m., sono dette faggete depresse.
Il Faggio è il cuore della Foresta Umbra, ma lì come altrove ad esso si associa la presenza di Tigli, Aceri, Cerri, Lecci, Carpini, Olmi, Tassi... Molto spesso queste specie sono caratterizzate da una crescita fuori dell'ordinario ( macrosomatismo) e molti esemplari sono plurisecolari: è il caso di molti Tassi e Faggi dell'Umbra e del noto Leccio del Convento dei Cappuccini di Vico.
Numerose sono anche le specie dei sottoboschi: ciclamini, viole, agrifogli, biancospini, meli selvatici, edera... Piante endemiche del Gargano sono, tra le altre, la Scabosa di Dallaporta, l'Inula candida, la Campanula garganica, il Cisto di Clusio. Rilevante la presenza di Orchidee: se ne contano quasi 100 specie.
Il Capriolo garganico è l'esempio più rappresentativo della "esclusività" della fauna del promontorio: e tra i rarissimi esemplari della originaria razza italica.
Presenti sul territorio sono anche il Gatto selvatico, la Volpe, la Faina, la Puzzola, la Martora, il Tasso, il Ghiro, il Moscardino, la Lepre, l'Arvicola rossastra ... Ben rappresentati sono i rettili e gli anfibi, mentre tra i coleotteri si evidenziano molte affinità con le specie della sponda dalmata.
Particolarmente ricca e varia è l'avifauna, favorita dalla varietà degli eco-sistemi. Nelle zone umide delle Lagune di Lesina e Varano e della Palude Frattarolo, della Foce del Candelaro, dell'ex Daunia Risi, nidificano, svernano o sono estivanti l'Airone rosso, il Cavaliere d'Italia, lo Svasso, il Moriglione, lo Smergo, il Tirabuso, la Spatola, la Sgarza ciuffetta, la Garzetta, la Folaga, il Germano reale, il Fischione, l'Anatra. A Varano svernano i Cormorani, mentre nelle saline di Margherita di. Savoia, residuo delle paludi sipontine, sono svernanti ed estivanti i Fenicotteri. Nelle zone sottoposte del Gargano, sono presenti la Gallina prataiola, l'Averla, l'Occhione, la Calandra; in quelle rupestri il Gufo reale, il Capovaccaio, il Lanario; in quelle boschive il Picchio (sul Gargano sono presenti ben 6 specie), l'Assiolo, il Luì verde; sulla costa il Falco pellegrino, la Rondine rossiccia...
Presenti sul territorio sono anche il Corvo imperiale, il Nibbio reale, la Poiana, il Gheppio, il Falco pennacchiolo, il Falco cuculo, lo Sparviero...
Il Gabbiano reale nidifica sulle falesie delle Tremiti: caso unico in tutta la Puglia. Sul territorio delle Diomedee nidificano anche la Berta maggiore e la Berta minore.
Lo straordinario rapporto che lega l'uomo garganico alla sua terra nasce nelle grotte del Paleolitico e riceve la benedizione di Dio con le apparizioni dell'Arcangelo Michele.
Monte Sant'Angelo, con i suoi tesori d'arte e i suoi antichi quartieri, meta obbligata dei grandi pellegrinaggi della cristianità che saliva alla montagna percorrendo la Via Sacra Longobardorum, è una delle tante meraviglie di questa terra arida e gentile, verde ed aspra.
Ma da ogni insediamento umano, dai paesi dell'interno a quelli sul mare, che sembrano voler gareggiare in candore con le abbacinanti falesie, mostra i segni di un armonioso connubio tra l'uomo e l'ambiente, tra il silenzio del lavoro e l'impercettibile rumore della natura che si rinnova.
Masserie fortificate e muretti a secco, poste e "pagghiari", aranceti e terrazzamenti e abbeveratoi, carbonaie, nevaie...ovunque e traccia dell'uomo garganico, ma ovunque - insieme si legge l'antico rispetto per la sua terra.
Terra di eremiti e di monasteri (S. Maria di Pulsano, la SS. Trinità di Monte Sacro, Santa Maria di Tremiti…) patria di grandi intellettuali e di taciturni pastori e pescatori, terra eletta dell'Uomo delle stimmate e terra tante volte saccheggiata e depredata.
Tutto questo è il Gargano e tant'altro ancora!
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Cenacolo Culturale "C. Ferrini" Foggia - giugno 1995