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I Monti della daunia, con le vallate che s'aprono verso il Tavoliere pugliese e con i grossi villaggi raccolti sulle alture, fanno parte d'una Italia interna e appenninica, anche se così aperti al respiro adriatico, nel quale già s'avvertono luci e sentori ionici, orientali. Dell'Italia appenninica hanno il volto scarno, povero, reso dolente dalla decadenza degli uomini delle cose, ma anche nobilitato dall'antichità dei segni umani e da quella piena luminosità mediterranea che sembra dare preziosità ad ogni cosa toccata dal sole.
Troia e, ad esempio, una cittadina che, pur vecchia e cadente, ha la sua patente di nobiltà nel nome dei mitici Dauni che la fondarono e nel vecchio duomo, interpretazione "orientale di un ideale architettonico di derivazione tirrenica"; Lucera, che domina la Capitanata, riserba sorprese anche maggiori e la sua visita si traduce in una piccola ma gustosa avventura culturale, che fa scoprire la vivace e varia storia stratificata nei suoi vecchi edifici. Ma l'attrazione che esercitano questi paesi alti, quelle cittadinelle chiuse e solitarie di sera e aperte e ridenti in altri momenti del giorno, non è soltanto culturale, non sta unicamente nella meraviglia delle scoperte se esse riescono a rimuovere e placare un po' delle nostre inquietudini d'uomini moderni e "settentrionali".
Lasciare la Daunia per scendere verso il Tavoliere è come lasciare alle spalle un mondo antico e dimenticato per un mondo più vivo, più moderno e razionale, con i grandi campi di frumento, le strade rettilinee, il paesaggio geometrico, per una città attiva come Foggia o per i grossi centri come San Severo ... per le case bianche che ricordano la Puglia estiva e contadina. Ma poi, dirigendosi verso il Gargano, i monti aspri e dolenti riappaiono, dominati dall'alta e nuda gibbosità del M. Calvo, e con gli stessi villaggi (Apricena, Sannicandro, San Marco, San Giovanni Rotondo) ammassati sulle alture. Anche toccando la costa settentrionale, rotta dai laghi di Lesina e di Varano, che introducono in un inconsueto paesaggio lagunare, con le calme acque punteggiate dalle barche dei pescatori, non si avverte ancora la vicinanza delle visioni marine del Gargano. La penisola, "lo Sperone d'Italia", coglie di sorpresa il visitatore non appena si giunge a Rodi Garganico. I monti sono ancora gli stessi, ma ora si aprono direttamente al mare e alla la costa, una fuga di promontori rocciosi e di placide raccolte e di insenature cinte di ulivi, di pini, di lauri e di agrumi introducono una nota nuova, fondamentale, che cambia di colpo le immagini colte nella marcia di avvicinamento. Le visioni più inaspettate le offre il tratto tra Peschici e Vieste. A Peschici soprattutto è incantevole sostare e dall'alta terrazza del paese osservare già l'insenatura selvaggia con gli scogli che la delimitano: sembra lontanissima e profonda, aperta a un mare che si incurva verso orizzonti non ignorati perciò senza angoscia. E sugli scogli rocciosi verso Manacore, con i loro antri selvaggi e verde-azzurri, sembra di rivedere mitiche figure di Ulissidi approdati da quel mare, quieti e indisturbati nel silenzio e tutti intenti a scheggiare selci, a raccogliere crostacei, ripulirli e cibarsene, con gesti lenti eterni, che solo si giustificano nell'immutabilità oziosa del paesaggio. Il Gargano così intatto com'è giunto sino a noi, induce a queste facili evocazioni, legittimate del resto dalla ricca preistoria che questo lembo di terra proteso verso l'Oriente illirico e poi bizantino ha avuto. E questi motivi costieri, le grotte verde-azzurre risonanti, i pini odorosi, gli ulivi centenari, i lauri rilucenti, si ripetono lungo tutto l'arco estremo della penisola e si ritrovano anche nell'isoletta di San Domino nelle Tremiti.
A queste componenti mitiche e incantevoli si aggiunge poi il motivo dei paesi arroccati sopra il mare, rifugi di un umanità vecchia e tribolata. I pescatori che vivono col mare (pescando dai promontori con quelle loro grandi e complesse macchine, i trabucchi), e i contadini che sfuggono il mare per raggiungere i campi sulle brulle dorsali dei monti che, verso l'alto, si ammantano della grande Foresta Umbra, lembo sopravvissuto di paesaggi antichi miracolosamente non raggiunti dalla distruzione. Rodi, Peschici, Vieste, Mattinata fanno corona al lungo perimetro. Ma Monte Sant'Angelo, come il grande arco costiero di Manfredonia, è un paese a sé; sta immerso in un ambiente che non ha eguali, altissimo sopra il mare, con aperture totali verso la cupola mediterranea: un angolo straordinario dell'Italia, esotico e incredibile, con le vecchie case, i vicoli, le gradinate vertiginose, il santuario sotto la roccia che raccoglie la devozione di gente prostrata da secolari frustrazioni, da una povertà sfociata in un'emigrazione dolorosa e senza rimedio. I bianchi avventurosi paesi sono oggi quasi privi di giovani e con la loro assenza sembra perduta anche la speranza di una loro redenzione. Il turismo, che sta entrando di prepotenza nelle silenziose e raccolte insenature, forse non guarirà questi paesi dalla malattia che li rode pur dentro paesaggi che sono tra i più meravigliosi delle coste italiane.
Il promontorio del Gargano si erge maestoso nella parte settentrionale della Puglia e si spinge nell'Adriatico a guisa di sperone, lo "Sperone d'Italia". La massa montuosa è del tutto indipendente dal sistema appenninico e si innalza, dal Tavoliere, in successi balzi sino a raggiungere e superare i mille metri (Monte Calvo, 1055m e Montenero, 1012m). La caratteristica dominante del Gargano, dovuta alla natura e alla giacitura delle sue rocce, e il suo diffuso carsismo che, mentre assume aspetti imponenti in superficie, comprende, in profondità, grotte e voragini di cui un buon numero inesplorate. La montagna garganica un tempo ricoperta da un manto boscoso imponente e magnifico, anche oggi conserva foreste estese che rappresentano un indubbio richiamo turistico. La parte del promontorio, proprio di fronte alle deliziose Isole Tremiti, è piatta e sabbiosa ed è rallegrata da due interessanti laghi: Lesina e Varano.
Con la bellissima autostrada Adriatica che, unitamente alla super strada Foggia-Manfredonia, lambisce il Gargano toccando San Severo e Foggia, la rete autostradale della Daunia è collegata direttamente al complesso autostradale dell'Italia centro-settentrionale e dell'Europa centrale e settentrionale. Comunque anche le strade della provincia di Foggia sono larghe e ben tenute e collegano tutti i centri turistici del Gargano. La Statale n. 16, la più importante, unisce strade statali, provinciali, comunali e consorziali, che raggiungono tutte le località turistiche del Gargano.
Il nostro itinerario inizia nei pressi della stazione ferroviaria di Foggia dove, imboccata la superstrada già nota come la Via del Mare, raggiungiamo Manfredonia (Km 38) e da qui, addentrandoci un po' nella zona interna del Promontorio, giungiamo a Vieste (Km 99). Da Vieste proseguiamo sempre sulla statale, che in questa zona e molto panoramica, arriviamo a Peschici (Km 121,8). È sempre la meravigliosa strada costiera che ci condurrà a Rodi Garganico (Km 137), a Cagnano Varano (Km 154,4), a Sannicandro Garganico (Km 177,4), ad Apricena (Km 192) ed a San Severo (Km 204,6). Siamo tornati in piena pianura. A San Severo prendiamo la strada provinciale per Torremaggiore (Km 212,4) e per Castelnuovo della daunia (Km 235).
Qui il terreno è mosso da piccole alture e la strada presenta qualche modesto dislivello, per altro interessante per il panorama sulla pianura Dauna. Da Castelnuovo raggiungiamo Pietra Montecorvino (Km 242,4) e Lucera (Km 261). A Lucera deviamo e percorriamo un bellissimo rettilineo che ci porta a Foggia, dopo aver percorso circa 280 Km.
Data l'importanza turistica del Gargano, vi suggeriamo anche qualche variante. Appena usciti da Foggia, dopo 5,5 Km, lasciamo la superstrada e voltiamo a sinistra prendendo la provinciale che porta a San Marco in Lamis (Km 36,9), San Giovanni Rotondo e Monte Sant'Angelo (Km 64,9) e da qui, attraverso tutta la famosa Foresta Umbra e Vico del Gargano, raggiungiamo la strada che da Peschici porta a Rodi Garganico (Km 118,1).
Nella eventualità consigliamo anche una passeggiata per raggiungere Monte Sant'Angelo da Mattinata (Km 24,7); vi suggeriamo poi un'altra variante per vedere i due laghi del Gargano: il lago di Lesina ed il lago di Varano. Giunti a Rodi Garganico, invece di proseguire sulla statale, prendiamo la pittoresca litoranea che costeggia anche il lago di Varano, proseguiamo sino a sfiorare il lago di Lesina e, sempre per la medesima strada, raggiungiamo Sannicandro Garganico (Km 38,4).
Da Lesina, a sinistra, raggiungiamo l'Adriatica, bellissima e molto larga, e da qui a destra, Marina di Chieuti (Km 34,9) sul mare. Rientriamo poi, per una comoda strada provinciale, a Serracapriola (Km 47,8) e, con un tratto della statale che porta a San Severo, riprendiamo l'itinerario principale a Torremaggiore (Km 61,6).
Alle bellezze naturali del Gargano, all'incanto della Foresta Umbra, alla spiritualità di San Giovanni Rotondo, dobbiamo aggiungere i monumenti di ogni epoca e le testimonianze storiche che il Promontorio ci offre.
Manfredonia, la porta del Gargano, brillante centro turistico ed anche una cittadina ricca di tesori storici ed artistici, fu fondata nei pressi delle rovine dell'antica Siponto da Re Manfredi e conserva ancora un bel castello con i torrioni che guardano il mare.
Mattinata sorge su una piccola altura ed è adagiata fra gli olivi. Vieste, l'estrema città orientale del Gargano appoggiata ad un promontorio roccioso, è una località turistica ormai affermata, con i suoi villaggi turistici, i camping e gli alberghi che si affacciano sul mare azzurro costellato di minuscole isolette ricoperte di verde o di scogli. Peschici è situata su una punta rocciosa ai cui piedi vi sono una spiaggia dorata, il porticciolo ed il caratteristico scoglio dei Monacelli.
Rodi Garganico, su un promontorio alto una cinquantina di metri, è un centro turistico in continuo sviluppo e una delle tante basi di partenza per le escursioni alle Tremiti e verso i laghi, dai quali dista appena qualche chilometro.
Cagnano Varano domina, dai suoi 165 m, il lago omonimo ed un centro agricolo e peschereccio di notevole importanza. Da visitare la grotta di San Michele dove, secondo la tradizione, apparve l'Arcangelo ad alcuni pescatori.
Sannicandro Garganico, uno dei più popolati centri del promontorio, si adagia su un amena collina ed è dominato da un castello del XV secolo e da un aguzzo campanile. Nella zona grotte ed interessanti fenomeni carsici.
Lucera, infine, consente di ammirare un ampio panorama dal suo giardino pubblico e offre al visitatore tutta una serie di suggestive attrazioni: il Duomo e la chiesa di San Francesco che sono del XIV secolo, la Fortezza di Carlo d'Angiò, affiancata dai ruderi del duecentesco castello di Federico II, il Palazzo di Città, il Palazzo Lombardi, il Palazzo Vescovile.
Tutta la provincia di Foggia ed il Gargano in particolare sono considerati il paradiso dei cacciatori. Vi sono numerose riserve con lepri, cinghiali, quaglie e fagiani.
Anche la gastronomia garganica e dauna si basano sulla caccia, sulla pesca, sull'agricoltura. Famose sono le aragoste delle Tremiti, così come ottimi sono i prosciutti e i latticini di Faeto, gli agnelli e i capretti alla brace. I prodotti agricoli formano pietanze tradizionali e gustosissime: tra l'altro i "lampasciuni", di cui ogni foggiano e ghiotto, sono delle cipolline dall'inconfondibile sapore amarognolo. Sul Gargano allignano i "cardoncelli", piccoli funghi saporitissimi, ed i "paparuli" dall'odor di pepe. I dolci caratteristici sono le zeppole, le "farrate", "il pandrion", gli "scaldatiell", i taralli e tutte le altre specialità pugliesi a base di mandorle. I vini più famosi sono quelli di San Severo, ma tutte le colline forniscono uve pregiate.
Un breve cenno delle località meta di varianti o di passeggiate. A San Giovanni Rotondo i pellegrini giungono da ogni parte del mondo per visitare dove viveva il Beato Padre Pio da Pietralcina, il "Frate dalle Stimmate", creatore della famosa opera benefica "Casa Sollievo della Sofferenza". San Marco in Lamis è interessante per i dintorni e per il convento di San Matteo. Monte Sant'Angelo e il maggior centro garganico e, con i suoi 796 metri, uno dei più elevati di tutta la Puglia. Lesina, su un piccolo promontorio, domina il lago omonimo ed è centro di partenze per gite sul Lago Salato.
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Eugenio Turri, Foggia