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Itinerario n.4: Manfredonia - Foresta Umbra - Vico del Gargano


panoramica

Da Monte Sant'Angelo, direzione Foresta Umbra-Vico, la strada si affaccia con ampi tornanti sulla valle Carbonara; a fondo valle, dopo 6 Km, imbocchiamo la strada n. 528 verso la Foresta. Un percorso tortuoso ed ondulato, in un'area dove si intrecciano boschi, pietraie, masserie, cespugli, depressioni carsiche in un continuo saliscendi; la strada si inerpica e sale sino a raggiungere i 1000 metri. La piana di San Vito, pochi chilometri prima del cuore della Foresta, costituisce il trampolino dal quale tuffarci nel "mare verde della Puglia" (abbiamo percorso 30 Km da Monte Sant'Angelo).

Una tappa d'obbligo, con sosta in una delle attrezzate aree da picnic o per seguire i segnalati sentieri, o per visitare il "centro visitatori", piccolo museo archeologico e dove si potranno avere tutte le informazioni necessarie, o per vedere i daini in un grande recinto, o per visitare il piccolo laghetto carsico, o per fare tutte le cose assieme, sostando in questo immenso mare verde (°) che edifica ed esalta e che, in uno stupendo contatto con la natura, porta a spaziare oltre le cose del tempo.

Il centro di Vico del Gargano

La strada prosegue per VICO DEL GARGANO (445 m.), che raggiungiamo dopo quasi 14 Km dalla Foresta, sulla sommità pianeggiante di un colle, centro di produzione di olive ed agrumi. Da visitare il Castello medievale, fatto costruire da Federico II, probabilmente verso il 1240, del quale restano un torrione cilindrico e qualche camera con volta a crociera ogivale. Vico possiede le migliori sorgenti garganiche, motivo questo che spinse gli uomini preistorici a scegliere questa terra per i loro siti di soggiorno. Loro testimonianze sono sparse un po' dovunque: tombe, utensili, vasi e manufatti di pietra.

Di eccezionale ricchezza la vegetazione, sia per quanto concerne gli alberi da selva che da frutta. Un po' fuori dal paese, in posizione dominante, si trova il Convento dei Cappuccini, nel cui piazzale vegeta un maestoso leccio (specie di quercia) bicentenario.

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Foresta Umbra

(°) La FORESTA UMBRA (794 m.) impressiona per la bellezza degli esemplari, per il silenzio e la solitudine che vi regnano, rotti soltanto dal canto di miriadi di uccelli e dal rumore delle fronde degli alberi scosse dal vento. È uno dei maggiori gioielli naturalistici dell'Italia meridionale (oltre 10.000 Ha) dove - tra l'altro - sono predisposti numerosi punti di sosta, sentieri pedonali, un centro visitatori con esposizione di importanti reperti preistorici rinvenuti nella zona, nonché la rappresentazione, con esemplari impagliati, della fauna locale.

La flora qui e ricca di specie, tanto da far attribuire al Gargano l'appellativo di giardino botanico. Tra le piante che vegetano solo sullo Sperone d'Italia, vanno ricordate: Cytisus decumbens altus, Satureja fruticosa italica, Campanula garganica e Cardamine bulbifera garganica. Un'ulteriore caratteristica della flora è il gigantismo vegetale (macrosomatismo), sia nell'alborea che nell'erbacea.

Perché il nome Umbra. L'origine è incerta, la più probabile che derivi da bosco ombroso. Qualcuno fa riferimento ai popoli Umbri qui rifugiati, altri pensano al nome di origine latina ab imbre, al di là dell'acqua, dato dalle popolazioni emigranti dall'Est verso l'Ovest, ossia dalle coste dalmate a quelle della Daunia.

Perché la foresta potesse essere fruita appieno, l'Amministrazione preposta ha predisposto, lungo le strade pubbliche, aree attrezzate per; pic-nic, sosta, parcheggi auto e autobus, occupanti una superficie di complessivi Ha 35 circa. Le aree per pic-nic sono delimitate con staccionate in pali di castagno e munite di tavoli rustici, panche, cestini portarifiuti e grate barbecues e di tabelle indicatrici con suggerimenti agli usufruitori; nei pressi delle aree di sosta sono predisposte capanne rustiche per ricovero in caso di pioggia; i sentieri che conducono nel cuore della foresta per ammirare non solo le varie associazioni vegetali o elementi della fauna locale, ma anche fenomeni di carsismo, aspetti archeologici connessi all'individuazione di stazioni litiche del paleolitico e del neolitico, villaggi medievali e aspetti geologici - sono delimitati con strisce di vernice gialla sugli alberi, sulle rocce. Nei pressi l'albergo-rifugio, un piccolo laghetto carsico e un recinto con alcuni daini in cattività.

Da Manfredonia complessivi Km 144

Da Mattinata complessivi Km 124

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Comunità Montana del Gargano, Monte Sant'Angelo

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