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Monumenti (brevi cenni)


Chiesa di Siponto

E' sita a 3 Km. da Manfredonia sulla S.S. 89 per Foggia. Cattedrale dell'antica Siponto, venne consacrata nel 1117 da Papa Pasquale II. E' una costruzione a pianta quadrata con due absidi (ad oriente ed a sud) ed un portale riccamente decorato ad occidente. I muri perimetrali sono percorsi, su tre lati, da arcate cieche poggiate su mezze colonne addossate alle pareti. La parte superiore del tempio fu rifatta, a più riprese, tra il XVI e XVIII sec. La sottostante cripta risale alla prima meta del sec. XIII.

Chiesa di San Leonardo (Nunzio Tomaiuoli)

Sita a 10 Km. da Manfredonia sulla S.S. 89 per Foggia, la chiesa era parte integrante di un insigne complesso abbaziale dei Cavalieri Teutonici sorto tra la fine del sec. XI ed il principio del XII sec. L'impianto del tempio consta di tre navate a tre absidi semicircolari. La navata centrale è arricchita da due cupole in asse, mentre quelle laterali sono coperte da semibotti. Sul lato nord-ovest emerge un superbo portale.

Nell'interno v'era un pregevole crocifisso ligneo del sec. XIII (ora presso la Chiesa Cattedrale di Manfredonia).

Chiesa di San Domenico (Nunzio Tomaiuoli)

Dell'originario impianto gotico non restano che la perimetrazione esterna, la facciata principale, alcuni affreschi trecenteschi ed una ricca nicchia con bifora e tondo quadrilobato (questi ultimi presenti nella zona absidale, non compromessa dai successivi interventi di restauro). Tali elementi permettono di ipotizzare a favore del tempio una "facies mendicante" (edificio gotico mononavato a terminazione absidale rettilinea). Tra la seconda meta del '600 e la prima del '700 l'interno della chiesa viene trasformato nell'attuale configurazione strutturale e formale.

Chiesa Cattedrale (Nunzio Tomaiuoli)

Il Duomo dedicato a S. Lorenzo Maiorano vescovo di Siponto (488-545), sorge sulle rovine dell'antico tempio angioino. La ricostruzione ebbe inizio nella prima meta del XVII sec. e portata a termine, dopo alterne vicende, nella seconda metà del XVIII sec. L'invaso interno è ad aula unica con volta a botte lunettata. L'abside, di forma quadrangolare, è ricoperta da una maestosa cupola.

Sono quivi custoditi tre pregevoli gioielli dell'arte medioevale l'icona della Madonna di Siponto e la statua lignea della stessa, nonché il crocifisso ligneo del sec. XIII proveniente dalla chiesa di San Leonardo. Nella sacrestia, inoltre, si conservano tele ed arredi sacri del '600 e '700. Le pitture a guazzo che si osservano nell'interno della cattedrale sono di Natale Penati da Milano.

Chiesa di San Benedetto (Tommaso Prencipe)

E' ubicata nel cuore del centro storico ed e sicuramente una delle più belle chiese di Manfredonia che il tempo abbia conservato. Si presenta con una planimetria semplice, lineare, ma assai armonica, ricavata laddove una volta sorgeva l'antico Palazzo Pretoriano, edificio utilizzato per l'amministrazione della giustizia e rimasto in piedi fino alla meta del '700 con tutte le sue imponenti strutture.

In questo edificio, subito dopo la terribile invasione dei turchi (1620), si insediarono le monache celestine della SS. Annunziata avendo perduto, nei pressi del castello, il loro monastero che accoglieva esclusivamente fanciulle sipontine appartenenti alle famiglie più altolocate della città.

Con l'insediamento delle monache celestine il Palazzo Pretoriano venne, in varie fasi, trasformato in chiesa con lo svuotamento delle vecchie strutture interne. Si ricavarono, al piano terra, la sacrestia e gli ambienti di servizio e, al piano superiore, i coretti. Il grosso di queste trasformazioni fu operato nel XVIII sec. ed è continuato nel secolo successivo. L'interno della chiesa, così come noi oggi la vediamo, è formato da "una grande unica navata, coperta da una volta semicilindrica lunettata, a cui fa seguito il presbiterio. le pareti laterali della navata sono ornate da più coppie di lesene, che si fronteggiano con i relativi capitelli, di stile composito; queste lesene, decorate con stucchi a rilievo, proseguono nell'intradosso della volta, determinando accentuati costoloni. Installate alla sommità negli spazi laterali, rispondenti alla sommità della volta, sporgono con rispettoso aggetto, finestre balconate, munite di grate flessuose dalla sobria decorazione".

Lungo le pareti sono ricavati quattro altari corredati da tre tele ed un crocifisso probabilmente seicentesco. Le tre tele raffigurano S. Benedetto, S. Lucia e l'Assunzione, sono opere settecentesche di autori ignoti di scuola napoletana. Le uniche tele firmate e datate (1767) sono quelle poste sulle pareti laterali del presbiterio: rappresentano l'Annunciazione e la Santa famiglia; l'autore è il pittore napoletano F.S. Serio.

L'ingresso principale è, all'interno, graziosamente decorato con esili lesene, capitelli e pulvini. Su di esso si nota un'artistica grata ricurva sagomata con sottili sbarre di ferro. Il presbiterio, coperto da una imponente cupola, accoglie l'altare maggiore, l'ambone e una statua raffigurante S. Anna e la Madonna bambina.

Chiesa di San Francesco (Michele Guglielmi)

Fu edificata nel 1348 dall'arcivescovo Pietro II che introdusse l'Ordine dei Frati Minori Conventuali. Per la sua costruzione furono adoperate le rovine del convento di San Francesco, sito in Siponto e distrutto dal terremoto nel 1223. Nel 1620 l'intero complesso religioso venne incendiato e saccheggiato dai Turchi. Ripristinata nel 1676, la chiesa venne consacrata dall'arcivescovo Orsini (poi Papa Benedetto XIII) e nel 1755 fu nuovamente ricostruita dall'arcivescovo Francesco Rivera.

In epoca moderna è stato demolito il muro di recinzione che congiungeva la chiesa al convento. Le facciate sono state restaurate intorno al 1932 e altri interventi sono stati effettuati nel 1950.

Il rifacimento esterno della chiesa con i caratteri del romanico non richiamano lo stile gotico dell'interno, dove si conservano un bellissimo crocifisso ligneo del Seicento, una stupenda pittura del XVII sec. (la Natività), opera degli artisti Berardino e Giulio Licinio (zio e nipote), un'epigrafe dell'arcivescovo Orsini e delle interessanti lapidi. Si conserva, inoltre, una tela con la figura del Servo di Dio Francesco Antonio Boccoli, morto nel 1767 e figlio del console sipontino in Ragusa (Jugoslavia). Le sue ossa, che riposano nel monumento eretto in suo onore, furono traslate due volte sotto l'arcivescovo Dentice e l'arcivescovo Gagliardi.

Castello (Nunzio Tomaiuoli)

E' un complesso a pianta quadrangolare, munito di spesse mura perimetrali e corredato, agli spigoli, di tre torri circolari e di un bastione pentagonale. All'interno sorge il primitivo nucleo fortificato, ideato ed iniziato da re Manfredi di Svevia e portato a termine nel periodo angioino. L'ampliamento aragonese (seconda meta del sec. XV) è identificabile, ad eccezione del bastione pentagonale, all'attuale configurazione esterna del castello.

Un'ulteriore modifica e attestata dal bastione pentagonale (o dell'Annunziata), realizzato nella prima meta del '500. Sede del Museo Archeologico nazionale.

Le Masserie (Vincenzo D'Onofrio)

I complessi rurali del territorio gravitante sulla città di Manfredonia, quasi tutti sorti tra la seconda metà del '700 e l'intero arco dell'800, assumono vari aspetti e vari contenuti strutturali, per i diversi livelli sociali degli utenti e per la varietà delle situazioni ambientali (altimetriche, geologiche e climatiche), ma anche per i diversi vincoli giuridici cui i terreni furono per secoli sottoposti (feudalesimo, usi civici, pastorizia transumante).

Troviamo quindi, in pianura, pretenziosi edifici per le vacanze dei nobili proprietari o dei componenti di antiche congregazioni religiose (S.ta Tecla, Cavaniglia, S. Quirico, Verna, Fontanarosa, S. Leonardo), con aggregazione di costruzioni più modeste per il ricovero dei salariati e del bestiame, ma anche, e sono le più numerose, le tipiche masserie di campo, realizzate dai fortunati agrari (per lo più abruzzesi) dopo l'ottenuta censuazione di grosse fette degli aboliti demani.

Forse più interessanti possono apparire all'osservatore le ville rustiche (dette "casini") nelle zone Pedemontana e Montana del territorio (Acquaviva ora Panella, De Nicastro ora De Padova, Santi, Maramarco, Castellana, S.ta Restituita, Valente, Celentano, Delli Peluso, Gambadoro).

Più modesti, ma di una particolare tipologia erano i numerosi "casini" sparsi lungo le spiagge del golfo ("Sciali"), ed i caratteristici aggregati di casette nel villaggi montani.

EDIFICI DI NOTEVOLE INTERESSE

PALAZZO DELLI SANTI: ospitò Ferdinando II, re di Sicilia, 1859, reduce dalla visita alla Grotta di San Michele a Monte S. Angelo.

PALAZZO DE FLORIO: casa patrizia del XV secolo, fatta costruire da ricchi mercanti sipontini in contatto con Lorenzo il Magnifico e con i mercanti europei del rinascimento.

PALAZZO CESSA: ospitò, nel 1723, Pietro Giannone in fuga da Napoli.

CONVENTO DEI CAPPUCCINI: qui si convertì San Camillo De Lellis (1575).

PALAZZO CELESTINI: l'edificio era sede del convento dei Celestini, fondato il 1651 e murato in abbazia il 24/7/1657 a seguito di un legato di 1.500 scudi annui, disposto da un certo capitano Pietro Borsa di Manfredonia. La nuova costruzione ebbe inizio il 1754 con la creazione di una chiesa al centro: chiesa che non fu mai terminata, perché intervennero i noti provvedimenti della Repubblica Napoletana prima e del governo francese poi a carico delle organizzazioni religiose ed infine i decreti reali di cessione al Comune delle gran parte del complesso (attuale sede dell'Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Manfredonia).

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