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L'aggettivo daunie, usato invece di daune, per qualificare le stele di Siponto, ha da sempre suscitato perplessità.
La questione è così stata chiarita dal prof. Nando Romano, storico della lingua e docente di lettere all'Istituto "Montessori" di Foggia:
Mi si pone il problema se sia più giusto dire daunio o dauno come aggettivo etnico del toponimo Daunia. Molti ne sembrano assillati: aggiungo che non è mancato chi ha usato daunico, evito le citazioni.
Soluzione: l'aggettivo etnico in questione non ci e pervenuto per tradizione popolare, ma colta, altrimenti dal latino Daunius voce dotta collegata a Daunia, avremmo probabilmente avuto perlomeno un daugno come in Hispania che passa a Spagna o Romania che ci da Romagna, per cui la forma colta che può continuare il latino Daunius sarebbe daunio. Bisogna però notare che nell'epoca in cui viviamo, e non saprei dire da quando, si è stabilmente radicata, a livello popolare, scritto e parlato, la forma dauno, per la quale personalmente propendo, perché è nell'uso.
L'occasione mi offre il destro per contribuire a divulgare la complessa etimologia del toponimo Daunia che proviene dal tema illirico dauno che significo lupo, ma comunemente significava 'lo strangolatore', infatti dhau equivaleva a strangolare, si confrontino i greci: thaunon 'belva' e dàos 'lupo' (in Esichio). Ad esso è connesso il nome dei Daoi, che in latino suona Daci, abitanti della Dacia".