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La basilica paleocristiana


Cripta o basilica inferiore

Uscendo dalla cripta, a destra accanto al Santuario, si vedono i ruderi della basilica paleocristiana, scoperta con gli scavi iniziati nel 1936 e ripresi nel 1953. Nell'area - dove si profila un muro reticolato lungo m. 27 e trasversalmente un rettangolo della stessa struttura con intonaco e pittura policroma - si osservava un pavimento a mosaico pluricolore (ora su di una parete della Chiesa), sovrapposto ad un altro Scavi archeologicipavimento bianco e nero, un'abside a nord-est e colonne di marmo, di cui sono rimaste sul posto alcuni fusti e capitelli. Tra un groviglio di fabbriche di varie epoche furono rinvenuti parecchi frammenti d'iscrizioni latine ed una anche greca; materiale raccolto nel Castello. La superficie di questa zona archeologica appariva, anteriormente agli scavi, coperta di alcuni massi di dimensioni più che notevoli (cm. 45 x 60 x 90 circa), sparsi qua e là come del resto se ne scorgono ancora, frammisti ad altre costruzioni posteriori.

Parecchi sarcofaghi, già precedentemente esplorati, attestano la sepoltura di personaggi eminenti, ai lati di questa basilica. In un sepolcro si rinvenne la crocetta pettorale di bottega bizantina, che si conserva con altri oggetti nel Museo Civico cittadino. Altre antichità provenienti da questa stessa zona sono andate disperse, ovvero si conservano in Manfredonia: dicesi che sia stata asportata da qui per Monte S. Angelo, nella basilica dell'Arcangelo, la Cattedra episcopale in marmo, importantissima opera d'arte romanica del sec. XI dell'Acceptus. E' certo invece che l'Acceptus lasciò nella basilica di Siponto un suo ambone, del quale un elemento (l'aquila) era inserita sul tiburio della Chiesa; ed altri elementi marmorei, ritrovati durante gli scavi di cui sopra è cenno, possono bene appartenere all'opera dell'Acceptus.

Scavi archeologici

Sotto alcuni alberi della pineta, accanto alla medesima basilica, possono osservarsi alcuni massi, infissi nel suolo e disposti in allineamento, che richiamano alla mente i menhir di altre località.

Procedendo più oltre, a destra, per la statale verso Foggia, dopo circa mezzo chilometro, fuori le antiche mura di cinta, nella Masseria Capparelli si trovano le Catacombe, non meno interessanti per la loro struttura ed antichità. Un'intera area cimiteriale protocristiana, ricca di ipogei e sepolcreti scavati nella roccia tufacea si sviluppava immediatamente a Nord della Siponto romana, verso Manfredonia. Sono attualmente visibili un'ipogeo tra la statale e la ferrovia, una bella catacomba sotto la nuova chiesetta della borgata balneare ed un altro ipogeo nella vicina pineta.

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MASTROBUONI-DE FEUDIS, "MANFREDONIA (Siponto-S. Leonardo)",

Quaderni Turistici a cura dell'E.P.T. di Foggia, 1964

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